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Habib Koitè

Creato il 07 novembre 2012 da Gianfrancodv @Gdv1964
Habib KoitèHabib Koitè, nato in Senegal (il padre lavorava alla costruzione della ferrovia che unisce il Senegal al Niger), ma di fatto maliano, è un musicista nato nel 1958. Solo 6 mesi dopo la sua nascita la famiglia ritorna in Mali. Originario di una famiglia di griot (musicisti, cantastorie e tenutari della tradizione orale nelle culture dell'Africa Occidentale), cresce seguendo la madre, anch'essa griot, che suona e canta negli eventi (matrimoni, funerali e feste) e impara a suonare la chitarra, da autodidatta, con cui inizia ad accompagnare, musicalmente, la madre. Matura uno stile che assieme alla tradizione attinge dal blues. A vent'anni, quando sembra avviato agli studi di ingegneria, viene convinto a frequentare il National Institute of Arts (INA) di Bamako. Si diploma nel 1982 ma, in quei quattro anni ha modo di affinare la sua tecnica, miscelando oltre al blues anche elementi tratti dalla chitarra flamenca, e di suonare con altri giovani musicisti maliani, come Toumani Diabatè. Grazie al suo talento inizia ad insegnare chitarra presso lo stesso istituto.Nel 1988 forma il suo primo gruppo, chiamato Bamada, frutto della collaborazione con giovani musicisti maliani (tra cui Keletigui Diabatè al balafon), alcuni dei quali amici fin dall'infanzia. Il loro percorso musicale li porta prima a vincere, nel 1991, un premio al Festival di Perpignan in Francia (da cui ottengono i soldi per finanziare incisioni di singoli che diventano molto popolari in Africa occidentale) e successivamente, a partire dal 1994, ad intraprendere il primo tour in Europa.Nel 1995 incide il suo primo album, Muso Ko che lo lancia definitivamente nel panorama della World Music europea. 
Da allora Habib è diventato un apprezzato artista che frequenta con regolarità i Festival europei. Nel 1998 ha inciso il suo secondo album Ma Ya e nel 2000 ha suonato con lo storico gruppo dell'Art Ensamble of Chicago. A lavorato e inciso con i grandi del blues come Eric Bibb e Bonnie Raitt. Con il suo gruppo continua a suonare (molto) in giro oramai per il mondo e a incidere (meno) album (l'ultimo Afriki è del 2007). Ha inciso anche a favore dell'UNICEF.
Il suo stile di suonare la chitarra è molto particolare (lascio agli esperti le discussioni sulle scale pentatoniche) e risente anche dell'influenza dell'uso degli strumenti musicali della tradizione. Habib, canta in francese, inglese, spagnolo e bambara, la lingua della sua etnia. Il suo carisma, la sua carica e il suo entusiasmo ne hanno poi fatto uno straordinario personaggio. Ecco la pagina a lui dedicata sul sito Playing For Change.
Ecco quanto Habib ha dichiarato, pensando al suo Mali (riporto la traduzione dal sito Musicclub, mentre l'originale è nel suo sito ufficiale):
“Le persone in Africa sono disposte a rischiare la vita per emigrare in Europa o negli Stati Uniti, ma non sono disposte a correre gli stessi rischi per sviluppare qualcosa qui in Africa”. “La vita può essere bella o brutta ovunque tu vivi. Le persone devono capirlo. Anche se il Mali è povero abbiamo ancora una alta qualità della vita: si può andare in giro e sorridere, e qualcuno ti sorriderà a sua volta. Ci ho pensato a lungo e non sono sicuro che i paesi poveri abbiano una qualità della vita inferiore”. Come dargli torto.

Ecco il suo sito ufficiale
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