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E forse si potrebbe attribuire un significato simbolico al fatto che oltre a uno sparuto uccello quasi metafisico, quale decoro della zona si siano scelte delle sculture a forma di gigantesche lumache colorate del gruppo artistico Cracking Art visto che i tempi di questa riqualificazione sono stati oltremodo lunghi, decenni, proprio come l'incedere dei gasteropodi che però forse hanno ragione, loro arrivano sempre alla meta. Viene da chiedersi, con una punta di amarezza, se ci voleva l'Expo per compiere il miracolo che in altre città europee si sarebbe realizzato in un battibaleno, ma lecchiamoci i baffi che alla fine ci è andata super bene, nell'area abbiamo rischiato un immenso parcheggio di cui si era ventilata l'idea durante gli anni della giunta Albertini , no comment....
Dell'area i milanesi se ne sono subito impadroniti come è già successo per la zona di Porta Nuova- piazza Gae Aulenti e andandoci sabato scorso ho ritrovato la stessa folla che avevo visto sulle foto del Corriere. Certo l'Expo ha portato grandi cambiamenti in città, magari non tutti piacciono, magari non sono tutti condivisibili e per esempio ci sono state le critiche di alcuni per la darsena troppo cementificata o senza paratie protettive, ma io ne sono entusiasta, la città vive, si muove e cambia. Nuovi musei (Mudec), nuove fondazioni (Fondazione Prada) mostre di grande respiro, una programmazione di eventi talmente fitta che viene l'ansia di non farcela a seguire tutto, ma poco importa, Milano è sveglissima e i suoi dintorni pure, pronta per accogliere degnamente stranieri dal mondo intero e i milanesi sempre generosi, capaci di rimboccarsi le maniche e mettersi a ripulire strade e danni quando giovani sciagurati si divertono a spaccare tutto, "un'esperienza bellissima" l'ha definita in un'intervista alla televisione un giovane no-global, semplicemente agghiacciante. Sulla darsena una mostra galleggiante di foto della vecchia Milano, sul Naviglio Grande passa un vaporetto, nello splendido cortile poco prima del vicolo dei Lavandai tutto è pronto per il pic-nic, una galleria espone due tram sotto la neve, quei nostri tram che tutti ci invidiano e che San Francisco ha voluto uguali, mentre una nuova boutique tutta vetri sull'acqua presenta il suo mini orto: bella, bellissima atmosfera di festa, adulti e bambini mangiano il gelato, si è contenti di partecipare a questo risveglio della città e pazienza se l'acqua vicino alla riva è un po' sporca, siamo ottimisti, penseranno pure a dragare di quando in quando il canale.
In piazza XXIV Maggio c'è un'altra novità: in uno dei due caselli del dazio, in passato punto obbligato per l'ingresso in centrocittà da una delle varie porte della cerchia, è arrivato il marchio Slidedesign che al pianterreno offre un coloratissimo bar dove riposarsi su confortevoli poltrone (personalmente ho scelto di sedermi su una panca rossa con su scritto "amore" forse meno comoda ma certamente di buon auspicio) e al primo piano mette a disposizione uno spazio per eventi e mostre.
Il nuovo spazio espositivo si è aperto con la mostra fotografica curata da Milo Sciaky intitolata "Night Watch", istantanee di Andrea Centonze, che propone inediti scorci della Milano di notte e molto suggestive in merito le parole della poetessa Alda Merini " La cosa più superba è la notte - quando cadono gli ultimi spaventi - e l'anima si getta nell'avventura" (Superba è la notte, Giulio Einaudi Editore, Torino 2014) citata nel bel libro della mostra edito dalla casa editrice Around Gallery. Appare una città diversa, silente e quasi misteriosa che in alcune immagini si stenta persino a riconoscere poiché filtrata dalla sensibilità e dall'obbiettivo dell'autore. Per l'Expo non c'è fretta, ho davanti sei mesi di tempo, ci andrò tra un bel po', magari a fine maggio, magari dopo le 5 di sera che costa solo 5 euro e forse ci sarà meno folla, ma per intento certo non parto, vorrei godermi Milano e tutte le novità di cui l'Esposizione Universale direttamente o indirettamente si è fatta motore: seguirà una serie di articoli che metto sotto l'etichetta di "Milano ai tempi dell'Expo", questione di usmare la vivace aria che tira, di gironzolare per la città e vedere cosa succede. Davanti allo Spazio Oberdan a Porta Venezia mi ha fatto pena un Cristo sconsolato fra le macerie, non so chi l'abbia dipinto né quale sia la sua storia, ma che abbia un po' di pazienza, non so dire quando, ma sono sicura che si troverà una sistemazione più decorosa anche per Lui.
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