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Hitchcock

Creato il 11 ottobre 2013 da Misterjamesford
HitchcockRegia: Sacha Gervasi
Origine:
USA
Anno: 2012
Durata:
98'

La trama (con parole mie): Alfred Hitchcock, Maestro indiscusso del Cinema thriller e non solo, ritratto ai tempi della realizzazione del controverso Psyco, che finirà per rivelarsi il suo più straordinario e celebrato successo di pubblico e critica.Dal rapporto con la moglie ed inseparabile compagna d'arte Alma a quello con le sue attrici, dalle insicurezze nella vita privata alle certezze incrollabili sul set, la figura di uno dei più grandi geni della settima arte rappresentata dai retroscena di quella che è la sua opera più nota, la ciliegina sulla torta di una carriera sfolgorante e clamorosa che ancora oggi riesce a fare invidia non soltanto agli aspiranti registi, ma addirittura agli spettatori.Uno sguardo rivolto ad Hitch, ma anche e soprattutto ad Alfred Hitchcock.
Hitchcock
"Io sono solo quello che sta dietro la macchina da presa, ad osservare", afferma placido Alfred Hitchcock detto Hitch, per tranquillizzare la diva della sua scommessa più grande, quel Psyco che si rivelerà un successo senza precedenti nella sua carriera.Nessuno saprà mai con certezza se l'apparente sicurezza del Maestro fosse alimentata dalla consapevolezza nei propri mezzi o dalla fiducia in un sogno, o se fosse diretta a Janet Leigh o a lui stesso: stando a quel che propone con piglio maniacale e grande partecipazione Sacha Gervasi, poco importa.
E onestamente, sento di poter stare dalla parte del cineasta inglese.Hitchcock, grottesca e piacevole chicca a proposito di Cinema e Vita mascherata da biopic di un grandissimo, ne è la prova assoluta ed inconfutabile.Il piacere che si prova osservando il lato umano di un'epoca magica per la pellicola e la sala, di un regista che è, di fatto, un'icona, di un "grande Uomo alle spalle del quale fu presente una grande Donna", è indescrivibile, e la visione di questo gioiellino che non sarà una pietra miliare ma senza dubbio regala una carica emotiva enorme per ogni amante del grande schermo è una di quelle piccole gioie in grado di far dimenticare le brutture della vita e la magia che, in tempi non sospetti, conquistò questo vecchio cowboy portandolo a diventare una sorta di esigente dipendente di una proiezione al giorno, dovendo fare i conti con tutta una serie di tempistiche legate al resto della vita.Hitchcock non sarà, dunque, uno dei titoli pronti a fare bella mostra delle proprie qualità nella top ten del meglio dell'anno fordiano, eppure è senza alcun dubbio riuscito non soltanto a mettere addosso al sottoscritto una voglia irrefrenabile di recuperare - e recensire - il già citato Psyco e Gli uccelli - splendida la beffarda chiusura -, ma a trasmettere la passione, la magia e la dimensione che l'indimenticabile autore anglosassone è riuscito a trasmettere al suo pubblico attraverso la quasi totalità delle sue opere.Quella che, dunque, sulla carta appariva solo ed esclusivamente come un'operazione nostalgica/commerciale atta a fare leva sui fan di nicchia pronti a dare la caccia alla collezione completa di dvd o bluray del mitico Alfredone non appena usciti dalla sala si è rivelata una perfettamente funzionante macchina del tempo in grado di riportare indietro chiunque fosse disposto a tuffarsi in quello che, di fatto, rappresenta un dietro le quinte della vita e della poetica hitchcockiana - meraviglioso l'utilizzo di Ed Gein, terrificante serial killer statunitense che ispirò Robert Bloch ed il Nostro per Norman Bates e dunque Thomas Harris e Jonathan Demme per Il silenzio degli innocenti come "Grillo parlante" del regista, neanche ci trovassimo all'interno di un onirico e strampalato noir -, un the delle cinque con delitto confezionato ad arte per ritrovarsi con il cuore in gola e la convinzione di aver assistito ad una svolta fondamentale non soltanto di un'epoca, ma del vero e proprio big bang di una forma di narrazione destinata a cambiare il mondo della comunicazione e non solo.Splendido il cast, dagli strepitosi Hopkins e Mirren alle normalmente legnose Johansson e Biel, perfetta la ricostruzione, madmeniana la cornice: ma non è certamente soltanto questo, a rendere straordinariamente piacevole questa visione.E' lo spirito del rischio che anima chi è genio, e chi no, la voglia di provare sulla pelle il sapore della libertà, creativa, di vita e di idee, che ci permette di indulgere nell'errore per scoprire quanto è importante quello che apparentemente pare non avere importanza, dalla segretaria sempre presente all'eminenza grigia che è tanto di più lontano dall'essere grigia da risultare una stella decisamente più brillante della nostra.E' il caso di Alfred e Alma.Del Cinema e di Hitchcock.Che non avrà voluto il "gallo" a richiamare il suo nome, ma che senza dubbio era quanto di più importante ci fosse nell'aia della settima arte a quei tempi.E non solo.
MrFord
"We get so far
and then it just starts rewinding
and the same old song
we're playing it again
suspension without suspense."No Doubt - "Suspension without suspance" - 

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