Magazine Libri

Ho letto... #4

Da Anima Di Carta
Ho letto... #4 A causa di una maledetta influenza mi sono ritrovata la settimana scorsa a leggere per giornate intere, e per andare sul sicuro ho scelto un giallo di un'autrice che mi piace davvero molto, Ruth Rendell.
Avevo in attesa il romanzo in questione - Qualcosa di sbagliato - già da un po' di tempo, e per la verità, dopo quasi venti romanzi letti di Ruth Rendell (compresi un paio scritti sotto pseudonimo), posso dire che questo non è uno dei suoi migliori. In ogni caso, si è rivelato un buon compagno per passare il tempo sotto i fumi della febbre.
Qualcosa di sbagliato
di Ruth Rendell
Questa è in sintesi la trama, dalla quarta di copertina:
Tutti i sabati si incontrano a pranzo, l’ex-spacciatore ora benestante Guy Curren e l’amore della sua vita, la bella Leonora Chilshom.
Ma è qualcosa di sbagliato, di molto sbagliato. Perché Guy è veramente innamorato, farebbe qualsiasi cosa per lei, ma è anche affetto da sindrome ossessiva e sospetta paranoia.
E Leonora, dal canto suo, non ha nessun interesse verso l’uomo, si diverte a stuzzicare le sue speranze, è superficiale, narcisista, irresponsabile, forse anche un po’ suonata.
Quale futuro può attendere questa coppia così’ male assortita, quali orrori può generare un gioco così perverso.
La storia è molto semplice. Attraverso gli occhi di Guy Curren, un ex spacciatore, l'autrice ci porta dentro l'ossessione amorosa che l'uomo nutre per Leonora. Un'ossessione condita da paranoia e dai propositi omicidi nei confronti dei numerosi membri della famiglia di lei, sospettati di istigarla contro di lui. L'intera trama è vista dal punto di vista di Guy, e l'esplorazione psicologica di questo chiodo fisso è intrigante e accattivante, anche se la trama si svolge un po' troppo lentamente soprattutto all'inizio.
Nonostante Guy non sia affatto uno stinco di santo, nonostante appaia spesso come un maschilista un po' superficiale, mezzo alcolista, una testa calda, istintivo, ingenuo, sognatore e irrazionale, non si può che parteggiare per lui, chiedendosi fino a che punto si spingerà pur di veder soddisfatta la sua passione. D'altra parte la figura di Leonora resta ambigua e indecifrabile in tutti i suoi comportamenti, a cominciare dagli appuntamenti che continua a concedere tutti i sabati a Guy.
La vicenda scorre tra ricordi del passato e un presente scandito dagli incontri a pranzo tra i due, con un crescendo che porta a un niente affatto scontato colpo di scena e a una conclusione inevitabile soprattutto conoscendo le tipiche strutture narrative dell'autrice.
Se amate le trame affollate d'azione, questo romanzo non fa per voi, perché è sopratutto un giallo a sfondo psicologico e il suo forte è senz'altro nell'analisi accurata e approfondita del protagonista.
A mio avviso, comunque, anche in questa creazione minore lo stile della Rendell resta perfetto. Penso che, come ogni suo libro, andrebbe letto sia per la bravura che dimostra nell'esplorare l'animo umano, che per il suo stile elegante e scorrevole. Quindi, se non conoscete quest'autrice e vi piacciono i gialli e i noir non posso che suggerirvi di rimediare, magari partendo da romanzi che vale la pena di non perdere, come Il volto del peccato, Rebus per un funerale, La morte non sa leggere. Scoprirete una scrittrice bravissima sotto molti punti di vista.
Anima di carta


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :