Ho visto cose - 2

Da Dalailaps @dalailaps

Vi prego, non fatevi attrarre
dalla locandina.

L’altra faccia del diavolo
Del 2012, diretto da William Brent Bell - USA - 87 minuti - Horror
La vedete la suora nella locandina? La sua inquadratura dura sì e no un paio di secondi e vi avviso fin d’ora che è l’unica che profuma di originalità. Niente “altra faccia” del diavolo.
Si tratta di un mokumentary sugli esorcismi. La giovane protagonista arriva a Roma con suo cameraman/amico/regista per poter studiare gli esorcismi e incontrare sua madre: quest’ultima è ricoverata da vent'anni presso l’ospedale psichiatrico cattolico Centrino, trascinata lì dopo aver ucciso tre chierici mentre questi tentavano di praticarle un esorcismo; i suoi medici e la Chiesa credono che i suoi siano problemi associati soltanto alla schizofrenia e che lei sia perciò soltanto mentalmente instabile. Niente demonio, secondo loro.
Dei geni insomma, un po’ come quelli che nei film horror hanno l’idea astutissima di dividersi in coppie o scendere in cantina con un fiammifero. Ma torniamo a noi.
La ragazza incontra due giovani preti che con apparecchiature tecnologiche effettuano esorcismi in segreto, e con loro decide di provare a salvare l’anima della povera madre. Come intuibile, se avrete visto alcuni degli ultimi finti documentari in giro, non andrà né a finire bene né in modo poco grottesco.
Le riprese non sono malaccio, non nauseabonde come in Cloverfield, ma nemmeno studiate per rendere il tutto un po’ più intenso o per creare qualche colpo di scena che vada a resuscitare lo spettatore dalla noia; punto di merito ad alcune delle inquadrature della città eterna, dei suoi edifici e delle sue notti. Se proprio volete farvi una serata all’insegna degli esorcismi, riguardatevi il film a tema più famoso, quello del ’73.

Li vedremo in altri
interessantissimi film?

Paranormal Experience 3D 
Del 2011, diretto da Sergi Vizcaino - Spagna - 86 minuti - Horror 
Avete presente la serie Paranormal Activity, arrivata al quarto capitolo?Bene, scordatevela: il nome è solo frutto di un tizio del marketing che ha voluto sfruttarne la scia, e il film in questione è decisamente più banale - il ché è tutto un dire.Avete presente il film di cui vi ho parlato poco fa? Bene, scordatevi anche quello. Il film in questione non è un mokumentary, ma vorrebbe invece strizzare l’occhio a pellicole come Nightmare o Non aprite quella porta, finendo soltanto per sembrare una pessima versione spagnola con atmosfere poco convincenti, accadimenti ridicoli e ritmo scandito soltanto da qualche scena slash attuata dal cattivo di turno.
È stata una di quelle volte in cui mi sono chiesta se davvero l’umanità sentisse il bisogno di una cosa del genere, per dire.
Troviamo la classica combriccola di ragazzi, stavolta tutti studenti di psichiatria (più la sorella sensitiva-wannabe della gnocca di turno) alle prese con eventi di natura paranormale.
Niente di nuovo? No, cliché dopo cliché.
C’è il motivo per andare in una cittadina abbandonata: l’allegro e arguto professore universitario che sfida la squinzia principale, e la sua incredulità nei fenomeni paranormali, mandandola a investigare su presenze malefiche e, moooolto probabilmente, legate a un killer psicotico vissuto lì molti anni prima (ma va?!).
I ragazzi saranno carne da macello, prevedibilmente, per un tizio il cui aspetto sembra ottenuto dall’incrocio di Beethoven e Alastor Moody.
Non vi sto a dire come li ammazza: vi basterà tornare qualche riga più su e rileggete i titoli dei film a cui questo vorrebbe tanto assomigliare e capirete il mood.
C’è il 3D? Non ne ho idea - l’ho visto in dvd - ma devo dirvi che molti potrebbero essere contenti di vedere bene, e in profondità, le numerose inquadrature al culo della terza ragazza del gruppo - quella che per una gita in una città abbandonata e in grotte pericolose pensa naturalmente di starsene in shorts.
Ecco, se proprio sentirete il bisogno pressante di vedere questo film, quelle riprese potrebbe essere l’unico motivo. Altrimenti passate avanti, c’è decisamente di meglio.  

Ovvero: Sognavo di vestirmi da meringa

Un principe tutto mio 2
Del 2006, diretto da Catherine Cyran - USA - 96 minuti - Commedia

Ovvero quello che ti capita di vedere se la notte non riesci ad addormentarti e ti e decidi di accendere la tv su Italia1. Io le commedie romantiche le adoro, sogno anche di scriverne una che ne combatta tutti i cliché, e mai avrei creduto di incappare nell’assurdità più totale.
Roba che Titanic 2 in confronto è una perla del cinema d’autore.
Seguito del film del 2004 con Julia Stiles, il film vede resistere nel cast solo Luke Mably nei panni del regnante di Danimarca - tutti gli altri hanno pensato bene di chiamarsene fuori.
Come in molti sequel, si cerca di far stare in piedi eventi improbabili soltanto per cercare di accaparrarsi nuovamente parte del pubblico.
E non voglio pensare agli altri due film che hanno seguito questo.
Nel primo film il principe si innamora della studentessa di medicina, ignara del suo essere di sangue blu, e ora che lui se la vuole sposare, colpo di scena (?), salta fuori un editto che obbliga il regnante ad abdicare in caso la sposa sia una popolana.
E pensate che la scoperta di questo fatto sembra essere la più credibile in tutto il film, perché per il resto sembra quasi di rivedere l’impasto di un film satirico sulla monarchia messo in scena da quelli di Little Britain e di un film simile con Eddie Murphy, il tutto condito da comicità alla Benny Hill Show.
La cosa più triste è il fintissimo matrimonio del re di Danimarca con solo una trentina di ospiti all’interno della chiesetta e altrettante comparse fuori a rappresentare il popolo. Ok, non avevate proprio il budget per il CGI? Piuttosto inventatevi qualcos'altro, o non inquadrate proprio la gente che sventola la bandiera danese come fosse un Kleenex.
Insomma: fatevi bastare il primo per l’amor del cielo.
* * *Prossimamente le recensioni di Magic Mike,
Woody e Ribelle - The brave.
    

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