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Horror Street: Intervista con Norman Prentiss

Creato il 20 ottobre 2011 da Alessandro Manzetti @amanzetti
Horror Street: Intervista con Norman Prentiss
Numero #12 della rubrica Horror Street, dedicata a incontri e interviste con autori horror a stelle e strisce. Questa volta l'ospite di Horror Street è Norman Prentiss, scrittore, editor per Cemetery Dance, saggista, poeta, più volte premiato con il Bram Stoker Award, conosciamolo meglio:
[Alessandro Manzetti] Insegnante, editor presso Cemetery Dance, saggista, scrittore di narrativa e poesia. Hai molte anime, anche se tutte convergono verso un immaginario centro comune. La lingua, la letteratura, la poesia: possiamo immaginarle come estensioni di noi stessi verso qualcosa? Dove pensi possano portarci, dove hanno portato te?
[Norman Prentiss] Non so se esiste una interpretazione filosofica dei miei interessi, come la tua domanda implica. Credo che se vivi abbastanza a lungo, si finisce per fare un sacco di cose diverse, con parecchi fallimenti e successi lungo la strada (di solito in questo ordine!). Una cosa interessante da sottolineare, però, è che ho sempre voluto essere uno scrittore di narrativa, in particolare uno scrittore horror; fin da bambino questa passione è stata sempre al primo posto nella mia immaginazione. Tuttavia, alla fine ho dovuto prendere le cose sul serio, ho cambiato direzione e dalla narrativa horror sono approdato all'insegnamento, all'editing, ad altro genere di pubblicazioni e alla poesia. Da queste attività (di cui ancora mi occupo) ho ricevuto molte soddisfazioni e qualche stipendio, ma mi ci sono voluti quasi vent'anni per tornare a scrivere narrativa.
[Alessandro Manzetti] Oggi la poesia sembra in grande crisi, poche sperimentazioni e innovazioni, pochissimi i lettori. Qui in Italia la poesia trova sempre meno opportunità di pubblicazione. Qual è la situazione nel tuo paese?
[Norman Prentiss] Penso che la poesia abbia spesso lo svantaggio di apparire come un mercato specializzato, per un gruppo di lettori ancora piccolo e limitato. Molte più persone avrebbero bisogno di scoprire (o riscoprire) la poesia, capire quanto potrebbero ricevere in cambio. Un metodo per una buona risposta del mercato è quello di realizzare una sorta di antologia a tema che riesca a conquistare il pubblico per gli argomenti che tratta: penso che l’antologia di poesie di Christopher Conlon basata sui film di Alfred Hitchcock (A Sea of di Alone) piacerà a parecchie persone che non si considerano abituali lettori di poesia; qualche tempo fa Cemetery Dance ha pubblicato una raccolta di poesie di autori conosciuti per le loro opere di narrativa horror, (The Devil’s Wine, a cura di Tom Piccirilli), questo è un sistema per consentire ai lettori horror di fare la loro prima esperienza con la poesia. È un dato di fatto, sia Conlon che Piccirilli sono poeti fantastici, con diverse raccolte disponibili, se i lettori scelgono i loro lavori sarà la migliore opportunità per farli poi cercare altre poesie e poeti da apprezzare.
[Alessandro Manzetti] Ha scritto molti racconti, pubblicati in diversi magazines e raccolte. Qual è il primo step che segui nel processo creativo di una storia? Ci sono personaggi ricorrenti nei tuoi racconti?
[Norman Prentiss] Con i racconti, spesso parto con un'idea, ma l'idea di solito non mi cattura e non mi fa iniziare a scrivere finchè non riesco a immaginare anche le giuste connotazioni emotive. Io voglio colpire con la storia. Non ho mai usato personaggi ricorrenti fino a poco tempo, con il personaggio del Dr. Sibley ho creato la mia nuova mini-raccolta per Cemetery Dance, Four Legs in the Morning. Ma si tratta di un personaggio ricorrente atipico, dal momento che ha una presenza minima nelle sue storie. Sibley è un professore di ruolo del dipartimento di Inglese di un college, è il tipo di persona che fa accadere cose strane dietro le quinte, se incroci la sua strada.
[Alessandro Manzetti] Ho letto che ammiri molto la narrativa di Douglas Clegg, purtroppo non ancora pubblicato in Italia, puoi raccontarci qualcosa del suo stile e delle sue opere? Come editor, quale suo libro consiglieresti per il nostro mercato?
[Norman Prentiss] Douglas scrive da parecchio tempo, quindi c'è molta varietà tra i suoi romanzi e i diversi racconti. Lui è davvero fantastico nel creare un'atmosfera nella quale il terrore può emergere - la storia di un luogo, le famiglie e personaggi che ci vivono, lui riesce a catturare tutto (in tutti i sensi). Lui è un grande narratore, si può davvero affermare che immerge completamente se stesso nel mondo immaginifico che crea. Il mio libro preferito di Douglas Clegg è Neverland, che è una storia sulla crescita, ma che diventa veramente oscura. Consiglio anche Hour Before Dark, la trilogia Vampyricon, e la sua sorprendente raccolta di racconti The Machinery of Night. Anche la sua novella che è stato recentemente pubblicata a puntate nella rivista di Cemetery Dance, The Innocents at the Museum of Antiquities, trovo che sia incredibile.
Horror Street: Intervista con Norman Prentiss
[Alessandro Manzetti] Hai scritto diversi saggi sulla letteratura gotica, ti è più vicino il gotico irrazionale del Castello d’Otranto di Horace Walpole o la successiva interpretazione fantascientifica di Frankenstein o il Prometeo Moderno di Mary Shelley?
[Norman Prentiss] Ho approfondito di più l’opera di Ann Radcliffe, anche se non concordo molto con la sua tendenza a spiegare gli eventi soprannaturali alla fine dei suoi romanzi, minando in qualche modo  il potere evocativo delle migliori scene dei suoi libri. Ma quello che la Radcliffe sa fare davvero bene è presentare gli eventi gotici attraverso le paure dei suoi personaggi. Essi partecipano alla creazione dei fantasmi che li spaventano (e partecipa anche il lettore).
[Alessandro Manzetti] Tornando ai tuoi racconti, quali sono i temi che affronti in The Everywhere Man e In the Best Stories ? Quali altri generi hai toccato con la tua narrativa?
[Norman Prentiss] The Everywhere Man parla di una ossessione generalizzata, una notizia sconvolgente che finisce per dare alla vicenda stessa una seconda vita, letteralmente. Posso dire che parla dei consueti orrori delle ultime notizie, che diventano ancora più sconvolgenti e invadenti nelle nostre vite. In the Best Stories è un breve racconto che tratta di un padre che sceglie la storia sbagliata da leggere alla figlia prima di dormire. Penso che in entrambe queste storie, e in molte delle cose che scrivo, c'è uno strano stravolgimento della normale routine che improvvisamente aggiunge alla realtà qualcosa di minaccioso. Per me, i momenti più spaventosi nella vita sono quelli in cui pensi di avere tutto sotto controllo, poi la vita cambia le tue regole.
Per quanto riguarda gli altri generi, ho recentemente diversificato un pò nella narrativa umoristica (The Man Who Could Not be Bothered to Die, di prossima pubblicazione in Blood Lite 3) e ho scritto una storia divertente sci-fi/zombie/pulp per il progetto il Zombies vs Robots
[Alessandro Manzetti] Con il racconto In the Porches of My Ears hai vinto il Bram Stoker Award: una coppia al cinema, il marito cieco e la moglie che gli racconta il film. Una scena molto toccante, puoi raccontarci qualcosa in più di questa storia? Sei stato ispirato da un evento reale?
[Norman Prentiss] Sì, è vero, sono stato sicuramente ispirato da un evento reale, anche se non è successo a me. I miei amici Emily e John hanno vissuto la stessa situazione di sedersi in un cinema, non rendendosi conto che il signore davanti a loro era cieco e che sua moglie gli avrebbe raccontare l'intero film. Ho già detto che quello che faccio più spesso è prendere qualcosa dalla vita reale e peggiorare la situazione, così la storia inizia con un certa situazione per poi renderla spiacevole e inquietante. Anche questo è un esempio di come nasce una storia,  in attesa di scriverla facendo emergere dentro di me il suo contenuto emotivo. In questo caso la storia è partita pensando all’esperienza positiva di assistere a un film che ci piace e quello che si prova quando questa esperienza viene rovinata da qualcun’altro nella sala. Una volta capito che questa assurda o imbarazzante situazione potrebbe avere profonde implicazioni per il narratore e sua moglie, ho trovato il contenuto emotivo della storia.
Horror Street: Intervista con Norman Prentiss
[Alessandro Manzetti] Puoi raccontarci un aneddoto della tua attività di editor per Cemetery Dance?
[Norman Prentiss] Certamente. Per quello che riguarda il magazine, ho lavorare con gli editorialisti, è stato molto divertente, ma ho anche passato un sacco di tempo a leggere proposte di narrativa arrivate in redazione. Io di solito vado degli uffici di Cemetery Dance una volta al mese. Sono abituato a riempire il bagagliaio della mia VW Maggiolino con scatole piene di contributi inviati al Magazine. E 'stato divertente leggere tutte le proposte,  ma costava anche molto tempo. La cosa che mi ha impressionato di più è stata che  molto materiale era buono, ma questo ha anche reso molto difficile distinguere le cose migliori in assoluto.
Per quanto riguarda invece i libri, ho avuto la fortuna di leggere un bel paio di progetti prima che venissero annunciati (come Blockade Billy di Stephen  King). E 'davvero eccitante avere l’anteprima su qualcosa, ma è difficile perchè non si può dirlo a nessuno!
[Alessandro Manzetti] E’ arrivato il momento di parlare del tuo racconto Invisible Fences, vincitore dell’ultima edizione del Bram Stoker Award per la sezione Long Fiction. Ci racconti la storia inquietante di Nathan, dei suoi genitori iperprotettivi, della sua difficoltà a diventare adulto, di ostacoli invisibili. Riesci a creare una grande atmosfera, che pervade ogni pagina. Un libro così forte e ispirato da non poter essere solo frutto della fantasia, quanto c’è dentro della tua esperienza personale?
[Norman Prentiss] Grazie per le belle parole su Invisible Fences. Hai ragione a pensare che sia un libro molto personale per me, per scriverlo ho sicuramente preso in prestito alcune idee dalla mia esperienza. Ci sono importanti similitudini tra la storia che ho scritto e la mia vita,  anche mio fratello è morto quando ero giovane, e mia madre è diventata di conseguenza iperprotettiva; alcuni elementi della morte di mia madre sono divenuti parte della novella, compresa la mia reazione a questo evento.
L'idea per questo libro è nata dal voler provare a scrivere una storia su una casa infestata, che inizialmente però non sembra essere questo, volevo mostrare i diversi eventi della vita che possono essere necessari per evocare qualcosa di simile a un fantasma. Per me, gli elementi soprannaturali di una storia dell'orrore non possono solo apparire, diversi elementi devono scattare becessariamente prima che il fantasma (o altro) possa arrivare. Vorrei sottolineare che la novella, da tempo esaurito nel suo formato in edizione limitata, è ora in vendita in formato eBook
[Alessandro Manzetti] Il tuo ultimo lavoro è Four Legs in the Morning, una raccolta di tre racconti connessi l’uno all’altro, con un personaggio molto forte come il Dr. Bennet Sibley, quali sono i suoi segreti?
[Norman Prentiss] Bene, questa è la domanda riguardo Sibley, per come io lo immagino: quanto è potente veramente? Sibley è uno di quei tipi che esistono da sempre, ha molta influenza nel college dove lavora. Ma i risultati e realizzazioni nell’ambito dei suoi studi e delle ricerche sono minimi, certo non sufficienti per meritare la grande influenza che ha sui suoi collaboratori e sull'amministrazione universitaria. Questa è la parte divertente di queste storie secondo me: lui sembra decisamente possedere alcune abilità soprannaturali, e ha costruito alcuni strani artefatti che dovrebbero funzionare come talismani magici ... ma è anche possibile che una certa percentuale del suo potere sia dovuta alla forza della sua personalità. Le storie sono molto carattirizzate sulle persone che si confrontano con lui: uno studente che plagia un saggio, per esempio, non viene accusato del crimine, non ottiene alcuna pena, ma Sibley lo ha scoperto, e lui imparerà sicuramente a rimpiangere le sue azioni.
Se qualcuno è  interessato a leggere la prima delle tre storie Dr. Sibley, è disponibile gratuitamente in formato e-book, scaricabile dal sito di Cemetery Dance. E 'anche disponibile per 0,99 centesimi da Amazon, Barnes & Noble, iTunes, ecc
Horror Street: Intervista con Norman Prentiss
[Alessandro Manzetti] Ora aspettiamo tutti un tuo romanzo, quando sarà il momento?
[Norman Prentiss] Fa parte dei vari progetti che sto portando avanti. Diverse opere sono quasi ultimate, ma il libro su cui sto lavorando adesso mi sembra davvero molto promettente
[Alessandro Manzetti] Ora devo farti le due domande classiche di Horror Street. In questa rubrica cerchiamo di comprendere i nuovi scenari della letteratura horror, attraverso l’esperienza diretta degli autori. Quali sono le nuove tendenze dell’horror? Puoi segnalarci nuovi autori che stanno portando avanti progetti originali?
[Norman Prentiss] A Matrix of Angels di Christopher Conlon è una delle cose migliori che ho letto lo scorso anno, non potrei mai consigliarlo abbastanza; c’è poi un suo nuovo libro in uscita chiamato Lullaby for the Rain Girl. Sono stato molto impressionato da The German di Lee Thomas e consiglio vivamente la sua prossima novella sui licantropi per Cemetery Dance (Torn). Ho anche apprezzato molto Tales from the Yellow Rose Diner and Fill Station, di prossima pubblicazione per Sideshow Press: si tratta di una raccolta con racconti di Erik Williams, John Mantooth, Kim Despins, Sam W. Anderson, Petra Miller e Kurt Dinan, racconti molto belli di autori di talento che vale la pena seguire.
La mia opinione è che le nuove tendenze non saranno basate sui soggetti, saranno guidate dai cambiamenti nell'editoria. A causa della diffusione dei nuovi dispositivi  e-reader, le storie non dovranno adattarsi allo standard di un romanzo, secondo la lunghezza richiesta dal mercato di massa, così ci sarà maggiore disponibilità di novelle, racconti e raccolte di racconti, anche brevi  (che è il mio formato preferito). Attualmente sto leggendo un versione pre-release della raccolta d'esordio di Stephen Bacon, ed è stupefacente.
[Alessandro Manzetti] Lasciamo immaginare al lettore di percorrere una strada oscura e solitaria per tornare a casa, e di dover girare l’angolo. Chi (o cosa) incontrerà?
[Norman Prentiss] Il lettore gira l'angolo, e si trova in una strada affollata in una grande città. La folla si avvicina, rendendogli impossibile girarsi e tornare indietro,  improvvisamente il marciapiede comincia a traballare ...
grazie a Norman per essere stato ospite del Posto Nero
Intervista di Alessandro ManzettiHWA Coordinator Italy
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Horror Street: Intervista con Norman Prentiss
Profilo dell'Ospite
Norman Prentiss ha vinto il Bram Stoker Award nella edizione 2009 nella sezione Short Fiction con il racconto In the Porches of My Ears e nella edizione 2010 con Invisible Fences, nella sezione Long Fiction. Suoi racconti sono stati pubblicati in antologie e su diversi magazine, tra i quali:  Black Static, Commutability, Tales from the Gorezone, Damned Nation, Best Horror of the Year, The Year’s Best Dark Fantasy and Horror, Shivers anthology. Sue poesie sono apparse in Writer Online, Southern Poetry Review, and Baltimore's City Paper, A Sea of Alone: Poems for Alfred Hitchcock. Norman Prentiss ha inoltre scritto saggi sulla letteratura gotica pubblicati su Victorian Poetry, Colby Quarterly, e The Thomas Hardy Review. Il suo ultimo lavoro, recentemente pubblicato, è la raccolta di racconti Four Legs in the Morning (Cemetery Dance) . Sito dell'Autore
Horror Street: Intervista con Norman Prentiss
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