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I 50 anni di Matteo Messina Denaro, il boss mafioso super ricercato

Creato il 26 aprile 2012 da Stenazzi

I 50 anni di Matteo Messina Denaro, il boss mafioso super ricercatoScrive Repubblica che oggi Matteo Messina Denaro compie 50 anni. Per i pochi che non lo sapessero Messina Denaro è l’uomo più ricercato d’Italia, il capo indiscusso di Cosa Nostra Dice Teresa Principato, pubblico ministero aggiunto a Palermo: “È un latitante che si muove   non sta perennemente in Sicilia. Messina Denaro non è il latitante che presidia il suo territorio, piuttosto si sposta ed è presente nelle occasioni fondamentali”.

Ecco qualche cosa su Matteo Messina Denaro, sulla sua personalità e il suo modo d’agire.

Matteo Messina Denaro, il supercapo mafioso latitante a cui stanno dando la caccia da anni è uno un po’ diverso dal cliché solito del mafiosi alla Totò Riina o alla Bernardo Provenzano. Intano è giovane, è del 1962, si veste bene, sempre elegante, e si cura. Era strabico ma pare che si sia fatto operare in Spagna negli anni novanta. Lo chiamano “U secco”, perché è magro, o lo era. Chissà com’è diverso adesso da questa foto, l’unica che ci sia, di quando era parecchio giovane.

Ma soprattutto Matteo Messina Denaro da Castelvetrano è uno che se la tira da “non mafioso”, tiene un basso profilo e fa vedere di aver avuto buone letture, di aver studiato insomma. Scrive per esempio una lettera a un vecchio amico chiamandolo Svetonio. Cita Pennac: “Credo, mio malgrado, di essere diventato il Malaussene di tutto e di tutti, ma va bene così, sono fatalista, un uomo non può cambiare il proprio destino». Cita il Timeo Danaos et dona ferentes di Viriglio, Certo, fa errori: scrive In media stat virtus (che significherrebbe letteralmente che nei mass media sta la virtù) invece che In medio stat virtus. Ce l’ha con Berlusconi: “Volgare venditore di fumo”. Ha letto Kant. Scrive a Svetonio: “Passo ai nostri discorsi ringraziandola aprioristicamente per non avermi dimenticato, le sono moralmente grato”. Poi scrive: “Ho visto ciò che la vita mi ha dato e non ho avuto paura”.  Cita Jorge Amado: “Non c’è cosa più infima della giustizia che va a braccetto con la politica”. E anche Toni Negri: “La giustizia italiana è marcia e corrotta dalle fondamenta”:

In un’altra lettera dice: “In quanto alla morte credo di aver avuto un rapporto particolare con lei, mi è sempre aleggiata attorno e la so riconoscere, da ragazzo la sfidavo con leggerezza, per via dell’incoscienza giovanile, oggi da uomo maturo non la sfido, più semplicemente la prendo a calci in testa perché non la temo, non tanto per un fattore di coraggio, ma più che altro perché non amo la vita, teme la morte chi sta bene su questa terra e quindi ha qualcosa da perdere, io non ci sono stato bene su questa terra e quindi non ho nulla da perdere, neanche gli affetti perché li ho già persi nella materia già tanto tempo fa”.

Matteo Messina Denaro ha commesso o ordinato decine e decine di omicidi, efferati e crudeli. È un mafioso, della peggiore specie.


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