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I, Frankenstein

Creato il 29 gennaio 2014 da Arpio
Nella scena finale, Aaron Eckhart assume una posizione improbabile per un inspiegabile motivo

Nella scena finale, Aaron Eckhart assume una posizione improbabile per un inspiegabile motivo

Partiamo subito col dire che questo film era presente nella lista dei 10 film attesi del 2014, ma non perché credessi che fosse un capolavoro, ma solo perché credevo fosse il film coatto definitivo. Il mostro di Frankenstein, demoni e gargoyle: i presupposti per la coattata c’erano tutti. Purtroppo non sempre le aspettative ci riservano delle belle sorprese e questo I, Frankenstein è uno dei più grossi flop che la storia del coattismo abbia mai visto. Il film è tratto (addirittura) da una graphic novel scritta da Kevin Grevioux, un piccolo omino che aveva già partecipato alla stesura dei vari Underworld, nei quali faceva anche la parte di un lycan bello incazzoso. Qui compare come guardia del corpo del cattivo, interpretato da uno dei miei attori inglesi preferiti, Billy Nighy, che tanto per cambiare era anche il cattivo del primo Underworld. Grevioux, comunque, pare essere destinato a scrivere delle minchiate allucinanti e ormai non ci stupiamo neanche più di tanto.

In questo film si tira in ballo il mostro creato da Victor Frankenstein nel libro di Mary Shelley (che nel frattempo pare stia cercando di risorgere dalla tomba per dare la caccia al cast del film). Mentre la storia originale (datata 1862 che la Shelley scrisse a 19 anni…19) viene buttata lì nei primi 10-15 secondi del film, la pellicola si incentra su quello che accade dopo la morte del Dottor Frankenstein. Il mostro (odio profondo per chi confonde il mostro con il suo creatore) viene attaccato da alcuni demoni per motivi ignoti, ma a scacciarli arrivano un paio di…gargoyle (ebbene sì), che a quanto pare sono i messi in Terra dell’Arcangelo Gabriele. Il mostro, che verrà chiamato Adam, si nasconde per un paio di secoli, salvo tornare ai giorni nostri per dare la caccia ai demoni. Scopo ultimo delle schiere del male è quello di impossessarsi del segreto di Frankenstein per rianimare qualche migliaio di corpi morti, che dovranno poi essere posseduti da altrettanti demoni.

I-Frankenstein-Poster
Partiamo dal difetto più evidente: ci si prende troppo sul serio. E’ un film coatto dove dei gargoyle si umanizzano e combattono contro dei demoni con l’aiuto del mostro di Frankenstein. Se in un film del genere non metti un po’ di autoironia o comunque dell’umorismo la ricetta non funziona. Rimane troppo sulla serietà non fa altro che far notare di più i già evidenti buchi di trama e la tamarraggine nonsense dell’intera pellicola. A questo aggiungiamo un mostro di Frankenstein più umano che mai. Lui si dichiara composto da pezzi di una dozzina di uomini, ma quello che vediamo sono solo piccole cicatrici in faccia e sul torso…il corpo è abbastanza uniforme, i movimenti molto scattanti e nulla ci indica che il corpo usato da Frankenstein sia un ammasso di pezzi. I demoni, non tanto i gargoyle, sono abbastanza ridicoli, soprattutto il villain principale che sembra spuntato da una puntata dei power ranger. La trama non ha un colpo di scena…neanche uno che possa essere previsto con anni luce di anticipo…la trama è piatta. La regia di Stuart Beattie (al suo secondo film) oltre a essere anonima è anche abbastanza brutta: non c’è emozione e non viene generato il minimo pathos in nessuna scena del film.
Il primo dei film attesi per il 2014 si è rivelato una cagata e di questo me ne dispiaccio: non è il primo film recentemente che ha tutte le potenzialità per essere super-coatto e alla fine si rivela una stronzata (Hansel & Gretel docet).



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