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I had a dream

Creato il 10 marzo 2011 da Tnepd

I had a dream

Questa notte ho aperto gli occhi e mi sono trovato seduto dietro ad un tavolino basso. Un uomo si e’ avvicinato, ha posato una cartellina chiara sul tavolo e s’e’ seduto di fronte a me con le gambe accavallate. Il suo portamento, lo sguardo, l’abbigliamento mi hanno fatto subito pensare che fosse un agente di commercio. Quello ha bevuto un sorso d’acqua fissandomi negli occhi con aria bonaria, ha posato il bicchiere e mi si e’ rivolto come fossimo stati in confidenza da una vita:

Ti prego. Non interrompermi altrimenti non finiamo più. Io ti riassumo la situazione cercando di usare parole semplici e tu non mi interrompi. D’accordo?

L’ho fissato a mia volta, dubbioso, ma in fondo mi e’ sempre piaciuta la gente schietta, senza peli sulla lingua.

D’accordo.” ho confermato con poca convinzione.

La storia è piuttosto lunga ma te la faccio breve… La Terra fu terraformata circa otto milioni di anni fa.

Terraformata?

Modificata artificialmente per essere abitabile.

Artificialmente?

L’uomo parve infastidito dai miei interventi: “Ma sì. Ci dovevano fare una colonia penale pubblica.

Una prigione… non l’avrei mai detto… E chi l’ha fatta allora?

Un’impresa di costruzioni in appalto. Una compartecipata mi pare. Questioni politiche… Troppi carcerati… No alla pena di morte… Le colonie piene… Alla fine decisero di farne una nuova in un sistema fuori mano. In tutta questa galassia non c’era un pianeta abitabile che fosse uno. Il luogo ideale. Scelsero quello più economico da terraformare… tagli al bilancio… sai come vanno queste cose… e trasferirono i detenuti, parecchie centinaia di milioni.

Milioni di detenuti…

Galeotti eravate e galeotti resterete per sempre, voi terrestri.

Mi stai prendendo per il culo.

E perchè mai? Comunque… scelsero il modello standard 258, fecero un bell’isolotto quadrato in mezzo all’acqua e ci sbatterono la feccia dell’universo.

Ma il pianeta avrebbe ruotato asimmetricamente se tutta la terra fosse stata dalla stessa parte.” considerai al solo scopo di fare della polemica.

Tu dici? – quello assunse un’aria dubbiosa – Non necessariamente. Il difficile, per quanto ne so, è mettere il nucleo…

Perdonami… non ci avevo pensato.

Dovette cogliere il sarcasmo perche’, per un istante, parve sul punto di alzarsi ed andarsene, poi recuperò il sorriso e riprese: “Se ti dico un segreto, mi prometti che te lo tieni per te?

Spara!

Ti sei mai chiesto cos’è la Luna?

Un satellite?” azzardai.

Tz.. E’ lo scarto… - mi fece un occhiolino bonario - Si utilizza solo se è necessario riequilibrare rotazioni, orbite… altrimenti si butta. Ma non sono un tecnico. Comunque le cose andarono per il meglio.

E prima cosa c’era?

Ascolta… io te la racconto la storia ma tu devi smetterla di interrompermi.

Perdonami.” pensai che comunque non avevo nulla da perdere a stare ad ascoltarlo.

Dov’ero rimasto… – riprese quello – Ah sì. Come previsto dal protocollo, la colonia fu abbandonata a sé stessa.

Abbandonata?

Sì. Le colonie vengono riempite ed abbandonate. Meglio del cappio non ti pare?

In effetti.

Posso continuare? – dal tono compresi che sarebbe stato meglio non interromperlo nuovamente, mi limitai ad annuire in silenzio – Negli anni che seguirono i detenuti si organizzarono abbastanza bene, svilupparono societa’ interessanti diciamo… ma quelle che riguardano te sono solo le ultime tre grandi civilta’, quelle che fecero più danni cambiando per sempre il futuro di questo pianeta. Se ti fa piacere possiamo chiamarle Atlantide, Mu e Lemuria.

E dici poco.

Ottimo. - riprese accavallando la gamba sinistra sulla destra - La colonia puzzava ancora di nuovo che quei tre già se le davano di santa ragione. Un bel giorno litigarono sul serio… e fecero il botto. – lo raccontava come fosse la trama di un fumetto – Si tirarono addosso di tutto, non puoi nemmeno immaginare… Mi pare che prima Mu abbia tirato su Atlantide, Atlantide su Lemuria e Lemuria su Mu… ma potrei confondermi. Sta di fatto che il bell’isolotto quadrato si frantumò ed il risultato ce l’hai sotto gli occhi. Si erano divisi il territorio così bene appena un secolo prima… Che peccato.

Mi levi una curiosità?

Dimmi.” accondiscese.

Come si erano divisi l’isolotto?

Uhmsemplice. Erano tre giusto? Allora divisero il quadrato in nove quadratini più piccoli e se ne presero tre ciascuno. La L nell’angolo sinistro era Lemuria, incastrata sopra c’era Atlantide mentre Mu era la colonnina a destra. Aspetta… Ora ricordo come andò! Fu Mu ad aprire le danze e, per non saper né leggere né scrivere, tirò in mezzo tra Atlantide e Lemuria. Nel frattempo Atlantide aveva mirato tra Mu e Lemuria. Quelli di Lemuria, gente riflessiva rispetto agli altri, lanciarono a loro volta ma con un attimo di ritardo, tant’è che l’ordigno esplose in volo. Almeno quello. Non sto a dirti la strage che fu.

Posso immaginarlo.” confermai.

Ci lasciarono le penne quasi tutti.” concluse con lo stesso incrollabile tono ottimista. Quella conversazione cominciava davvero ad incuriosirmi.

Poi che successe?

Intervenne un’altra impresa compartecipata per riparare i danni. Fecero un preventivo ma i tempi erano cambiati ed i fondi non furono stanziati. Ah… la politica. Fecero fagotto e se ne tornarono a casa. Questo sistema è talmente periferico che presto tutti se ne scordarono. Trascorsero alcuni milioni di anni durante i quali le terre emerse del pianeta continuarono lentamente a spostarsi. Il pianeta si riequilibrò e trasse notevoli benefici dalla vostra drastica riduzione di numero. Poi – l’erba grama non muore mai – vi evolveste nuovamente ed un attimo dopo eravate già pronti a fare disastri. Siete incorreggibili.

Come un attimo? Le prime civiltà umane significative risalgono a nove, diecimila anni fa…

Significative è una parola grossa… In ogni caso diecimila anni terrestri dalle mie parti sono poco più di un attimo. – l’uomo spolverò la manica della giacca spazientito – Non mi interrompere per favore, altrimenti non finiamo più ed io ho altro di cui occuparmi. Dov’ero rimasto? Ah… sì. Circa quattromila anni orsono il direttore dell’agenzia mi chiamò e mi disse che dovevo trovargli un pianeta abitabile ma fuori mano per non so quale grosso cliente. Sai, a quei tempi facevo l’agente immobiliare. Ebbene, ho cercato e ricercato, te l’assicuro, ma nulla, nemmeno in subaffitto… Ero disperato. Poi mi tornò in mente una bella fotografia sulle pagine di un vecchio catalogo. Lo ritrovai dopo lunghe ricerche. La fotografia era intitolata: “Il modello standard di colonia artificiale 258″. Rilessi l’articolo, che riportava brevemente anche la storia del vostro pianeta, e decisi di fare un salto a vedere, anche perché la società che lo aveva costruito era fallita da un pezzo ed il pianeta risultava libero. Arrivato qui – dopo settanta ore di volo! Non so se mi spiego… – Vabbé, arrivato qui cosa ti trovo? Voi. – fece una pausa e bevve ancora ma non me la sentii di intervenire – Degli abusivi non registrati ho pensato subito. Foste stati veramente degli abusivi avrei richiesto un’istanza di sgombero.

Uno sfratto.” considerai sovrappensiero.

Esattamente. Ma come al solito fui troppo buono… Decisi di fermarmi per farmi un’idea della situazione e cosa ti scopro? Che non siete degli abusivi.

Perciò niente sfratto.

Ad essere sincero, a quel punto ho pensato di registrare il pianeta e di presentare comunque l’istanza di sfratto.

Ma non siamo abusivi!

Bravo… Dimostramelo.

Ehm…

Se le interruzioni sono finite…” mi fulminò con lo sguardo.

Scusa.

Quello si aprì in un sorriso cortese e riprese: “Grazie. Allora… Mi sparo altre settanta ore di viaggio e torno a casa per fare qualche ricerca… Ma della Terra non si ricorda più nessuno, d’altronde chi ci vorrebbe venire fino a qui? Caso vuole che si libera un pianeta più appetibile in un sistema semiperiferico ed al cliente propongo quello. Non ho ancora finito di festeggiare per l’ottimo affare che improvvisamente muore mia moglie.

Mi dispiace.

Un incidente. Cose che capitano.

Perdonami…

Dimmi.

Ma quanti anni hai?

Anni terrestri?

“Sì.”

“Settemilaquattrocentoventi a Dicembre.

Complimenti.

Oh… dovrei tirare fino ai dodicimila senza problemi.”

“Ma come è possibile?”

“Dalle mie parti è normale. Basta stare attenti all’alimentazione e fare un po’ di sport. Dov’ero rimasto?

Muore tua moglie.

Ah… sì. Così, giovane e scapolo, con una discreta rendita, mi torna in mente la Terra e l’idea di registrarla al catasto. Mi faccio altre settanta ore di volo e vengo a vedere come ve la passate.

Come ce la passavamo?

Più o meno come prima. Un formicaio di tribù che si sterminavano l’una con l’altra. Delle bestie…

E allora?

E allora ho pensato di lasciar perdere.

Non eravamo un buon investimento.

E per come la vedo io non lo sarete mai, voi terrestri. Ma sai… A conti fatti è anche un po’ colpa mia. Comunque… il cruccio mi era rimasto e, nonostante la spesa non fosse proprio una bazzecola, decisi di andare fino in fondo.

Vuoi dire che…

Che sono a tutti gli effetti il legittimo proprietario della Terra.

Non posso crederci.” so di essere una persona di larghe vedute, ma questo sembrò troppo persino a me.

Come preferisci… – sorvolò l’altro – Comunque… Stavo per procedere con l’ingiunzione di sfratto quando salta fuori quella. - indicò una cassa accanto al tavolo - In Etiopia la prima volta.

Sbaglio o e’ l’Arca dell’Alleanza?” giuro che non l’avevo notata fino a quel momento.

Va bene. Chiamiamola Arca dell’Alleanza se ti fa piacere.” confermo’ lui.

Non ti seguo, pero’. Dove sta il problema?

Il problema è che l’Arca è una prova della sopravvivenza della civiltà di Lemuria. L’unica prova a quanto ne so. Senza l’Arca vi avrei fatto sloggiare già tremila anni fa.

Bastava non dirlo a nessuno.” suggerii mosso dal dannato spirito italico.

Non sta bene.” disse quello inarcando le sopracciglia.

Hai ragione.” mi scusai.

Di fatto anche oggi – ed è per questo che sono qui – con la presenza dell’Arca torna in ballo la questione dell’usucapione.

Sarebbe a dire?

Sarebbe a dire che salta la cessione per abbandono.

Ho perso il filo…

“Quando la società costruttrice fallì, la proprietà del pianeta passò automaticamente ai residenti. Fu allora che cominciarono a litigare sul serio. Quando i residenti si sterminarono da soli la proprietà del pianeta divenne vacante, per questo ho potuto registrarla. Ma poi saltò fuori l’Arca. A questo punto io avevo il titolo di registrazione del catasto ma voi avevate ritrovato l’Arca. Se aveste dimostrato di saperla utilizzare, avreste potuto fare appello ad una presunta discendenza dalla civiltà di Lemuria e far saltare la cessione per abbandono.

E la Terra sarebbe tornata nostra?

Non dirlo con tanto entusiasmo. Fino ad oggi ne eravate tutti convinti e guarda cosa ne avete fatto.

Purtroppo, prima di poter replicare, mi sono svegliato.


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