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I libri non ci appartengono

Creato il 14 ottobre 2012 da Temperamente

I libri non ci appartengono

In occasione di un laboratorio di scrittura creativa, Raffaele Nigro mi fece notare una realtà molto interessante: le cose non ci appartengono, ma sono loro a possedere noi. E da allora ci penso spesso, soprattutto osservando i libri quando mi trovo a girovagare nei mercatini dell’antiquariato o ripescando tra i libri di mia madre qualche sua lettura, come Un uomo che lei comprò non appena pubblicato. Quanta storia racchiudono, quanta gente li avrà tenuti per mano e grazie ad essi avrà sognato, viaggiato, vissuto. Solo loro, però, possono sapere chi hanno incontrato e cosa hanno donato. E, data la mia curiosità, si tratta di un segreto che mi piacerebbe svelare!

Lo scambio di queste meravigliose creature è oggi facilitato dall’uso di internet, dei social network e dei siti che permettono l’acquisto di libri usati. C’è chi opta per gli scambi tra lettori, chi invece lascia il proprio libro preferito sulla panchina di un parco. O ancora ci sono iniziative, come quelle di Leggere, leggere, leggere!, che spingono a regalare un libro a uno sconosciuto o comunque a una persona che durante le nostre giornate incontriamo spesso, ma che in realtà non conosciamo per niente. Devo ammettere, queste iniziative mi affascinano e più volte, guardando tra i miei libri, ho cercato di scegliere quello da regalare, ma alla fine ci ho rinunciato. Perché? La verità è che non riesco proprio a separarmi da loro, neanche da quelle letture che non mi sono piaciute per il semplice fatto che ciò che devo regalare mi deve entusiasmare. Preferisco piuttosto andare in libreria e comprarne uno appositamente da donare, anche se effettivamente non è la stessa cosa. Tutto questo anche se amo leggere libri già utilizzati da qualcun altro, chiedendomi anche da quali mani sono passati. Anzi, mi piacerebbe trovare nelle loro pagine un segno dei suoi lettori, anche semplicemente il luogo fisico in cui sono stati. Assurdo, no? Per non parlare del rimorso che ogni tanto mi attanaglia la mente: quello di aver venduto alcuni libri del liceo. Mi ripeto che sono stata un po’ incosciente, eppure giungo alla conclusione che i libri non ci appartengono, sono mine vaganti che prima o poi sfioreranno le vite degli altri.

Per questo mi chiedo, voi riuscite a separarvi dai vostri libri? Anche solo per prestarli? Avete dunque un rapporto viscerale con essi o, al contrario, li scambiate e regalate senza problemi? Vi siete mai pentiti di aver “eleminato” un libro dalla vostra biblioteca?

Simona Leo


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