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I libri più vomitevoli del 2010 - posizione 1

Creato il 04 maggio 2011 da Sulromanzo

santacroceSiamo giunti alla cocca superiore della classifica, dopo il secondo posto del podio, una posizione conquistata in extremis, nel senso che è stata una mia lettura del gennaio scorso. Diverse persone me ne avevano parlato, nulla mi faceva sospettare dentro me che avrei tentato la lettura di questo libro, invece poi, per la consueta mia dannata curiosità, ben amalgamata a un fottuto masochismo, ho deciso di trovarlo, viva le biblioteche…

Più di quattrocento pagine, l’impatto visivo del tomo è stato agghiacciante. Mi sono permesso lussi di centinaia di pagine per Libri con la elle maiuscola, godendo, assaporando letteratura alta, alcuni dei più noti mostri sacri del passato. No, non dovevo commettere un errore simile, no, stupido Morgan!

Niente, avevo deciso, andava letto.

Così comincio una tarda sera di gennaio a esplorare le prime pagine.

Ora potete comprendere perché l’aggettivo “vomitevole” nella classifica, “Lulù Delacroix” di Isabella Santacroce mi ha fin da subito stimolato bene. Davvero mi auguro che la Rizzoli pubblichi schifezze simili per fare fatturato, perché altrimenti non ne capirei la ragione.

 

Già l’idea di Perfect City e il brutto anatroccolo m’è sembrata poco originale, aggiungere poi che certi *fantasmi interiori* rimandino a una celebre scrittrice americana, allora è come uno strike, avevo due domande in testa: «Chi?!» e «Ma stiamo scherzando o che cosa?».  

Continuai, già infastidito.

La trama è colma, anzi stracolma di inutili digressioni e petulanti descrizioni, Tolstòj sembra un dilettante se li si confronta.

Un tocco di genialità (Parthis mendacior) la incontro quando spunta nel testo la stessa Santacroce, se narcisismo deve essere, lo sia, e che diamine! Oppure quando si incontra la protagonista del romanzo precedente.

Continuo nonostante tutto, infastiditissimissimo. Mi sento preso in giro, perché donare tempo della mia vita alla cacca, perché?

 

Lulù Delacroix
E vi assicuro che ho cercato di non pensare al personaggio, cioè a Isabella Santacroce, che già lì ci sarebbe materiale per una tesi di laurea sulle “persone che amano il ridicolo”. No, volevo leggere le sue parole, capire di più a distanza di anni dal suo “Destroy”, l’unico che avevo letto, dopo mi ero guardato bene dall’acquistare altre sue perle.

Lulù non buca direbbero gli astanti della televisione, Lulù è prevedibile dalle prime pagine, Lulù è estremizzata in numerosi suoi aspetti (meglio di Fantozzi), Lulù non è convincente per nulla. E per spiegare l’evoluzione di Lulù si sono impegnate più di 400 pagine. Mimì, una bambola, non aggiunge nulla, anche se il percorso cambia grazie a lei, o meglio, inizia.

Non riesco ad aggiungere molto dopo la lettura di “Lulù Delacroix”, il romanzo in assoluto più vomitevole del 2010. Sono arrivato alla fine del libro con grandissima fatica, cercando di leggere quanto più possibile per ogni fase di lettura, avevo un’urgenza non tanto legata alla voglia di incontrare nuovamente le avventure della bimba, quanto invece per la mia ossessione di non abbandonare la lettura, quindi, prima finisco meglio è.

 

Spero che la mia classifica vi abbia spinto a non buttare soldi per i libri citati, a presto con una nuova classifica, a mercoledì…

 


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