Magazine Diario personale

I'm singing in the rain.

Da Oliviabluebell
Quanto è bello uscire a fare quattro passi sotto la pioggia?
Dimentico volutamente il mio ombrello in ufficio e mi copro solo con il mio cappuccio. Odio l'ombrello, se non è strettamente necessario, ergo diluvia.
Il parco è quasi deserto, ci siamo solo io e i cani, con relativi padroni.
Canticchio questa canzone che il mio i-pod mi propone a caso...quegli archi, quella tonalità di voce e quelle parole che ho detto troppo spesso mi fanno ritornare lì, nella mia bolla di sapone.
Nel mio mondo, via da tutto, da tutti, solo mio. Tutto mio.
Dove non ci sono tempi da rispettare, orari da (in)seguire, domande da porre e risposte da dare, dove c'è il tempo per tutto e per tutti e anche per nessuno, dove ci sono solo io. Me, myself and I.
Ritorno a guardare il mondo con leggerezza e con il naso all'insù, che ultimamente ho un po' abbandonato, e rido. Anzi, me la ghigno di gusto quando la gente incrocia sta tizia con il cappuccio che canticchia qualcosa e c'ha un sorriso ebete stampato in faccia mentre si fa le facce di fronte a un cellulare e la guarda un po' strano. Ditemi che non è surreale come scena?
Però, come ogni cosa bella, il tempo scade e mi tocca ritornare in ufficio.
Con il sorrisone di cui sopra mi tolgo la giacca inzuppata, metto la borsa bagnata sulla scrivania ma poi il mio sguardo va verso il basso. Lì, proprio lì.
E allora mi dico che sono proprio idiota. Ad andare nel parco mentre piove, in mezzo alle pozzanghere....ma me lo dico con un sorriso stampato in faccia, ca va sans dire.
I'm singing in the rain.

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