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I passaggi della conservazione del sangue del cordone ombelicale

Creato il 07 gennaio 2015 da Conservazionecordoneombelicale @SorgenteSalute

La conservazione del sangue del cordone ombelicale prevede che vengano rispettati alcuni passaggi importanti: il primo è l’informazione – senza la quale sarebbe impossibile conoscere le potenzialità delle staminali del cordone e decidere di conservarle – il secondo è la raccolta, ed il terzo è la crio-conservazione delle cellule staminali cordonali. Vediamo insieme questi passaggi importanti.

Conservazione cordone ombelicale - Guida
Di: Redazione

La conservazione del sangue del cordone ombelicale è una scelta importante, che una coppia può effettuare per salvaguardare, in futuro, la salute del bimbo ma anche dell’intera famiglia.

Infatti, le cellule staminali contenute nel sangue del cordone sono tra le migliori ad oggi prelevabili, ed hanno la massima compatibilità con l’individuo da cui sono state prelevate. Inoltre, queste cellule, di elevata qualità, sono compatibili anche con i parenti, seppur con una compatibilità che decresce al diminuire del grado di parentela. Ciò significa che, se raccolte e conservate, le staminali del cordone possono essere in futuro utilizzate per il trattamento di numerose patologie, con una compatibilità di trapianto del 100% con l’individuo da cui sono state prelevate.

Il primo passaggio relativo alla conservazione del sangue del cordone ombelicale è l’informazione: senza una corretta informazione, le coppie in attesa di un bebè non possono essere consapevoli delle innumerevoli potenzialità di queste cellule. Esse, infatti, sono in grado di trattare, ‘con comprovata e documentata efficacia’, 80 patologie tra cui linfomi, leucemie e mielomi. Si calcola che ad oggi, dopo il parto, una elevata percentuale di cordoni ombelicali finisca tra i rifiuti organici degli ospedali: se alle coppie venisse offerta una informazione più concreta, i genitori verrebbero messi nelle condizioni di poter scegliere il meglio per il futuro del proprio bambino.

Una volta deciso di voler conservare questa preziosa risorsa, dopo il parto si può procedere con la raccolta: non si tratta altro che di un prelievo – del tutto indolore sia per la mamma che per il bambino – del sangue contenuto nel cordone ombelicale. Questo sangue viene quindi inviato al laboratorio di ricezione, analizzato – allo scopo di verificare la sua qualità – e poi crio-conservato in una stanza detta di “crio-conservazione” per un periodo di circa 20 anni.


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