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I sessuomani di Siria

Creato il 19 gennaio 2015 da Albertocapece

400x225_295786Siamo un povero Paese. Un Paese che si piega come un giunco a qualsiasi presa per i fondelli venga dal potere e dai suoi corifei mediatici, incapace di organizzare una risposta politica efficace, ma che si erge in tutta la sua nullità quando qualcosa ravuglia nel sottofondo della sua umanità scomposta, fatta di rancori e invidia, incapace di darsi un progetto che vada oltre i destini personali.

Così c’è sempre da attendersi il peggio come regolarmente è accaduto nella vicenda delle due cooperanti, trascinate nel gorgo del caos organizzato in Siria e delle sue narrazioni ingannevoli, recuperate grazie a un riscatto che viene ufficialmente negato con intollerabile arroganza e senso di irrealtà. E’ bastato che si diffondesse la notizia che le due ragazze o una di esse avesse fatto sesso consenziente con i rapitori che si scatenasse una ridda di contumelie, aperte in grande stile da una fine intelligenza come quella di Gasparri.

Vero o falso che sia sappiamo bene da una valanga di esempi, che la sindrome di Stoccolma può provocare esattamente questi effetti per cui un evento del genere va tenuto in conto e non potrebbe  stupire nessuno. Ma, sesso o non sesso, cosa cambia nella vicenda, nel suo significato e nelle considerazioni che andrebbero fatte su quella opaca profusione di ong presenti in ormai in ogni conflitto? Proprio nulla: è un fatto personale, del tutto accessorio che sarebbe bene rimanesse tale a meno che un qualche pervertito non a pensi che il viaggio in Siria fosse stato organizzato per turismo sessuale.

Eppure anche il solo sospetto di confricazioni, sia pure con quei terroristi “buoni” a cui il congresso Usa aveva di recente concesso corposi aiuti finanziari ( vedi qui) , ha risvegliato tutto l’astio per quei milioni spesi per il riscatto: l’esercito degli zombi è emerso indignato a sputtanare le due cooperanti, esprimere l’atroce razzismo basale che si incarna nel tabù della sessualità con l’estraneo e, dulcis in fundo, nei coglioni irrimediabili, ad esaltare in negativo la commistione fra queste due ragazzine, confuse e atlantiste, con il comunismo e addirittura i nemici dell’Occidente. Del resto è ben noto che i cretini disinformati sono molto più pericolosi per sé e per gli altri di qualunque terrorista.

Il fatto è che non c’è molto di meglio da aspettarsi dall’Italia civile che nel migliore dei casi non fa altro che nascondersi dietro l’alto patronato delle verità ufficiali che non spiegano nulla, fidandosi del fatto che le informazioni vere sono secretate. Oppure si dedicano a sottolineare la natura sessista dei malumori che platealmente esiste, ma che è anche un altro di modo di evadere le domande poste dalla vicenda. Le quali sono altre. Perché se le due ragazze sono certamente delle ingenue benestanti alle quali è possibile prendersi più di una vacanza dalla realtà italiana,  imparagonabili come pure è stato fatto, con Emergency, non è ben chiaro come e perché siano finite in Siria a fornire kit sanitari di dubbia utilità ai militanti di al Nusra. Come e perché esse siano state accompagnate a Damasco da un giornalista, poi miracolosamente scampato al rapimento, che è all’origine della balla dei gas nervini di Assad. E questo al seguito di una organizzazione formata da loro stesse e da un altro ambiguo personaggio. Francamente anche se  non vedessi l’ora di andare in Siria, a sostenere una delle fazioni in lotta, non saprei come fare. Ma evidentemente c’è chi sa come fare, magari sperando che qualche ostaggio faccia salire la febbre anti islamista e la paura del terrorismo per favorire interventi che costano 12 milioni, ma al giorno.


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