Magazine Libri

I sussurri della morte, di Simon Beckett

Creato il 09 marzo 2013 da Rivista Fralerighe @RivFralerighe

Da Fralerighe Crime n. 4

I sussurri della morte, di Simon Beckett
Titolo: I sussurri della morte
Autore: Simon Beckett
Editore: Bompiani
Prezzo di Copertina: 12,90€
Pagine: 454
Data di pubblicazione: 2010

Terzo libro della saga su David Hunter che, come promesso, si concluderà con la prossima uscita. Sono trascorsi diversi mesi da quando abbiamo abbandonato un David Hunter morente sulla soglia di casa, alle prese con una lama di coltello piantata a fondo nell’addome. Così si concludeva Scritto nelle ossa, un finale che ha lasciato l’amaro in bocca a molti dei lettori italiani che hanno dovuto attendere ben tre anni prima di conoscere la sorte dell’anatomopatologo londinese.

Hunter decide di tornare in America, alla “body farm” di Knoxville (Tennessee) per incontrare il suo vecchio amico e mentore Tom Lieberman. Mentre i due si dedicano allo studio della decomposizione nell’istituto, in un bungalow viene rinvenuto il cadavere di un uomo nudo, con mani e piedi legati e numerose ferite d’arma da taglio inferte, probabilmente, ante mortem. A rendere il tutto più confuso è la presenza di impronte digitali appartenenti ad un uomo deceduto sei mesi prima. Presto altri corpi verranno ritrovati nello stesso stato e il coinvolgimento del TBI (Tennessee Bureau of Investigation) non renderà certo le indagini più rapide. Un ennesimo caso difficile che vedrà Hunter in azione, costretto a compiere delle scelte difficili e dire per sempre addio a vecchi amici.

A differenza delle aspettative nutrite dai fedeli lettori di Simon Beckett, I sussurri della morte risulta essere alquanto ostico in certi passaggi. Per gran parte del tempo, lettore e protagonista brancolano letteralmente nel buio, portando ad un’inevitabile perdita d’interesse fino al punto in cui si arriva ad una svolta. Il che è davvero un peccato perché, a conti fatti, si tratta di un’altra indagine con la i maiuscola.

Dovendo dare un voto da 1 a 5 credo che opterei per un 2,5. Ancora una volta consiglio una lettura approfondita dei precedenti libri a chiunque voglia cimentarsi con questo e di non scoraggiarsi – come hanno fatto in molti – quando gli elementi a disposizione del lettore inizieranno ad essere confusi.

(rimando al mio articolo sul secondo numero di Fralerighe per la biografia dell’autore).

Christine Amberpit



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog