I vaniloqui della vagina

Creato il 24 maggio 2012 da Tnepd
Allora, care fratelle, mollate il grilletto e agguantate gli occhiali che c’è qualcosa da leggere che vi riguarda. Saranno forse le solite stronzate di una che vuole fare l’originale a tutti i costi oppure, visto come scrive, forse non è neppure una donna vera ma un uomo beta en travesti. Pensate ciò che volete ma è ora di sturarsi ben bene le orecchie e di ascoltare perché le atmosfere all’interno dei metaforici coglioni stanno salendo e c’è rischio di deflagrazione imminente. Ci sono tre parole che ormai mi danno la nausea appena le sento o le leggo: femminicidio (o la sua variante ancora più cacofonica femicidio); sessismo; questione di genere. Sto diventando come il cane di Pavlov che, quando suonava il campanellino, sbavava. Io però, care devotchke, a differenza del sabaca, non salivo, vomito. Ho la nausea perché le avete fatte diventare parole modaiole, degli intercalare, dei concetti ripetuti fino a privarli del loro significato originale. State mandando a puttane decenni di lotte di rivendicazione per i diritti femminili perché vi siete fatte intrappolare dalla propaganda del sistema. Eseguite i suoi ordini, state al suo gioco.  Il femmi-coso. Nessuno nega che si scannino le ragazze troppo spesso per i più vari motivi: “Mi ha lasciato”, “è una troia”, “mi ha rotto”, “non mi vuole (più)”. Gli uomini hanno un baco conosciuto nel programma di gestione del “narcisismo”. Magari le programmatrici mamme potrebbero lavorarci un po’ su per eliminarlo, invece di modellare i loro virgulti sui peggiori figli di puttana adulti, quelli per i quali le mamme perdono la testa, del resto. Quando leggo però che “le ammazzano solo in quanto donne”,  che nel femminicidio a volte fate ricadere omicidi di bambini e perfino di uomini e che avete deciso che non esiste il delitto passionale perché la passione è solo il miciomicio cippalippa con il vostro ganzo/a e non il sublime contraltare dell’amore, l’odio, come se la mente umana fosse stata creata ad immagine e somiglianza della collana Harmony, non vi seguo più.
Se si butta tutta la casistica più varia nel pentolone del femminicidio, viene il sospetto che allora vogliate truccare le carte, che vogliate dopare i risultati. 54 vittime dall’inizio dell’anno. L’ho già detto qui e mi ripeto volentieri: i morti sul lavoro, quasi tutti maschi, sono già 170.  Io parlavo di Ciudad Juarez già nel 2009 ma bisognerebbe anche ricordare che in quella realtà messicana, regno dei machete creativi di El Loco, i beccamorti fanno gli straordinari tutte le sere e gli affettati sono soprattutto maschi. Non si può prendere una realtà estrema come quella ed inferenziare che anche in Italia siamo alla mattanza. E poi, lasciatevelo dire. State diventando come i coloni quando si parla dei palestinesi. Siete accecate dall’odio ideologico per il nemico. “Ci ammazzano solo in quanto donne”. Vi ammazzano per principio, quindi. Comodo, così non avete mai colpe, non vi si può chiamare in correità, così potete fare le stronze quanto vi pare. La colpa sarà sempre di colui che vi ammazza per principio, perché siete troppo giuste, troppo fighe e lui non lo sopporta. Tipico del peggiore vittimismo piagnone di minoranza. L’altro giorno un uomo, in una scena allucinante che è sconvolgente perfino immaginare, ha preso i suoi figli piccoli, li ha lanciati dalla finestra, poi ha tentato di gettare anche la moglie, prima di lanciarsi anche lui nel vuoto.  Ho letto i vostri commenti: “Non parliamo di depressione, per carità”, “l’unica vittima è la mamma che ha visto gettare i suoi figli dalla finestra, ma vi immaginate?!”, “lei aveva un lavoro, non parliamo di tragedia della disoccupazione”.  Lasciatevelo dire, sono commenti che confermano interi trattati teoretici sulla stupidità femminile e sul suo egocentrismo. Sono solo io, per deformazione professionale, in quanto indagatrice dell’inconscio, a provare un’immensa pietà per quest’uomo malato il cui inferno interiore non riuscireste ad immaginare nemmeno in diecimila anni ma che potreste almeno sforzarvi di rispettare? E’ solo la stupidità che vi fa parlare così, come fanno troppi parenti di depressi che negano disperatamente una delle malattie più mortali che esistano per riuscire solo a continuare a  colpevolizzarne il malato? “Ma su, ma perché fai così, in fondo cosa ti manca?” Vi assicuro che se uno si lancia da una finestra è perché proprio non ce la più ad ascoltare quelle stronzate. Poi, se volete, vi posso confermare che chi si appresta a lasciare volontariamente un mondo ormai invivibile, pensa che portando con sé i suoi li farà stare meglio. E’ la non-logica della malattia, l’estrema deformazione dell’atto d’amore, di fronte alle quali si deve solo provare pietà. Sulle altre due parole che mi danno il vomito: sessismo e questione di genere sarò più breve.  Il sessismo è diventato ogni tetta, ogni fetta di culo, ogni bocca socchiusa, insomma ogni sano richiamo sessuale che ci allevia queste giornate tormentate dall’angoscia continua del futuro. Una robina leggera tipo il pensiero che non andremo mai in pensione, che i nostri risparmi diventeranno carta straccia e che la banca di merda ci porterà via la casa. Ve la siete presa con un lievissimo spot argentino della FIAT dove un maschio modello base, di quelli che sono capaci perfino di sopportarvi per un paio di decenni, immagina di tuffarsi al rallentatore tra due enormi tette. Siccome le tette non sono le vostre, deve morire e con lui chi vorrebbe fare la sua stessa fine. Immagino che anche uno dei capolavori di Federico Fellini, quel meraviglioso “Le tentazioni del Dottor Antonio” con l’Anitona gigantesca che tormenta sessualmente il bigotto Peppino, sia per voi da classificare come esempio di “sessismo”. Il corpo delle donne qui e il corpo delle donne là, e che palle!  Come farci scontare un documentario con dieci anni di penitenza di cilicio puntuto sulle suddette. La questione di genere, infine, è l’insieme di tutte le cose delle quali vi occupate quotidianamente, controllando i giornali e i tabelloni pubblicitari alla ricerca ossessiva del sessismo, per avere poi la scusa di gridare al  femminicidio.  Sareste da bastonare, perché seguite le paturnie menopausiche di quattro carampane talebane che vi hanno convinte che i maschi sono tutti dei porci, invece di ricordarvi dell’enorme potere che il vostro corpo vi concede sui vostri compagni. “Un paio di tette apre qualunque porta”, diceva il personaggio di un film fantasy l’altra sera, una tipetta tosta che dialogava con il fratello reuccio un po’ trota che si meravigliava del suo inaspettato arrivo al castello. E’ maledettamente vero. Il sesso e il corpo sono la chiave del vostro potere. Un potere immenso che agli uomini fa giustamente paura. Si può desiderare di gettar via il potere? No, se non si è stupide. Il potere va solo saputo gestire con astuzia. Al sistema fa comodo che vi distraiate con la guerra di genere, con il soft air contro i maschilisti. Fa parte del copione del Battle Royale al quale partecipano, sul campo avverso, anche i vari “padri separati”, uomini beta, eccetera.  Soggiogate dalle ottuse talebane pontiSex, vedete lo spot della FIAT ma non vedete ciò che fa Marchionne all’economia italiana. Volete mettere le mutande da suora a Belen, maledite la tv tette-culi ma non vedete la devastazione di un paese ad opera di chi ha usato tette e culi solo come strumento di propaganda maciullacervelli per arricchirsi personalmente e per arricchire gli amici degli amici. Di chi ha consegnato l’Italia alle mafie. Vedete l’effetto ma non la causa. Di che cosa vi siete appassionate in questi giorni? Della Grecia, dei criminali finanziari che stanno scavando il buco per arrivare al caveau dove stanno i vostri miseri BOT e BTT, di quella crucca testona della Merkel che ci sta portando alla rovina, per la serie le donne governano meglio degli uomini?  No, ho letto paginate intere sulla lotta al linguaggio sessista: roba vecchia, per altro, vecchi arnesi da psy-op.   Le donne architetto devono essere chiamate ARCHITETTE. ArchiTETTE? Ma gli uomini poi non è che vorranno tuffarcisi dentro? Non temete l’allusione sessista del termine? Poi ho letto dell’iniziativa per intitolare più strade alle donne. Mi pare una priorità assoluta da affidare alla Protezione civile. Poi che Enrico Fermi era maschilista perché non permetteva alle fisiche di Via Panisperna di fabbricare le bombe atomiche. Sareste da mazzolare perché distraete energie e risorse alla resistenza contro la dittatura finanziaria. Dovreste andare dagli uomini, anche dai peggiori stronzi e dire loro: ci stanno fottendo, uniamo le forze, studiamo un rimedio, pensiamo solo a come uscirne salvando il salvabile. Magari mostrando le tette agli speculatori finanziari mentre i ragazzi li prendono alle spalle.

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