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I venerdì del libro (121°): IL GIOCO DELL'ANGELO

Da Marisnew
Cara Lilli,
il tempo sembra sfuggire di mano, a volte: siamo di nuovo arrivati all'appuntamento del venerdì con la lettura e quindi con l'iniziativa di HomeMadeMamma!
Stavolta voglio parlarti di un libro che ho letto pochi mesi fa, IL GIOCO DELL'ANGELO, che è il secondo del cosiddetto ciclo del Cimitero dei Libri Dimenticati di Carlos Ruiz Zafon.
Per chi come me ha amato moltissimo L'ombra del vento (te ne ho parlato diffusamente QUI), che è il primo di questo ciclo di romanzi, è inevitabile fare subito una sorta di confronto e devo dire che a mio parere Il gioco dell'angelo è un gradino al di sotto del libro che l'ha preceduto, ma comunque mi ha coivolto e mi è piaciuto.
Pur essendo stato pubblicato dopo L'ombra del vento, in realtà Il gioco dell'angelo ne è il prequel, cioè l'antefatto: infatti, è ambientato nella stessa bellissima, misteriosa, affascinante Barcellona però negli anni '20 (anzichè negli anni '40) e ha come protagonista un giovane aspirante scrittore, David Martìn, che scopre di avere un male incurabile che lo condurrà alla morte nel giro di un anno e che per questo e per una grossa delusione d'amore si isola da tutto e da tutti, o quasi.

La trama ha un che di misterioso e anche un pò inquietante, per la presenza di un individuo ambiguo e diabolico, che si manifesta a David sotto le spoglie di un editore pronto a fornirgli le cure per il suo tumore al cervello, garantendogli la guarigione, e anche a scommettere su di lui con un progetto letterario (ma non solo...) molto particolare e pericoloso. Tutto ciò comporterà in realtà la condanna di David ad un legame eterno con quell'individuo, che gli farà il vuoto intorno, provocando perfino la morte di quelli che in qualche modo si frappongono fra lui e la realizzazione dei suoi scopi.


E David man mano scoprirà di non essere il primo a trovarsi in quella assurda situazione e che l'editore ha già commissionato in passato lo stesso progetto...

Un'opera decisamente nello stile di Zafon (che a me piace, nonostante ci sia chi lo tacci di scrivere un pò dei fumettoni), con quell'occhio attento alle descrizioni degli ambienti oltre che dei personaggi che vi si muovono e con dei risvolti tra il thriller e il fantasy, che a mio avviso danno mordente alla storia.


L'aggancio con L'ombra del vento è dato dal fatto che David è amico del vecchio signor Sempere della omonima libreria, che altri non è se non il nonno di Daniel, protagonista del precedente romanzo, il quale lo condurrà nel Cimitero dei libri Dimenticati, dove il lettore ritroverà il custode Isaac, sempre burbero e sarcastico, ma ovviamente più giovane che ne L'ombra del vento.
Altro aggancio importante è la segretaria che David avrà a suo servizio una volta avviata la sua carriera di scrittore e che gli verrà consigliata proprio  dal vecchio Sempere: Isabella, una ragazza forte, intelligente, volitiva, capace di tener testa con fermezza e allo stesso tempo con affetto sincero alle manie e alle stranezze di David, che si scoprirà a fine libro essere la futura madre di Daniel. E che, detto tra parentesi, secondo me ha un carisma maggiore di Cristina, la ragazza amata e persa da David, e finanche di David stesso.

Una motivazione vera e propria per spiegare perchè ho trovato nel complesso questo romanzo un pò meno bello de L'ombra del vento non so darla: è questione di sfumature, di sensazioni personali, di personaggi che fanno più o meno breccia nel mio cuore di lettrice. Daniel ci è entrato dentro fin da subito, ad esempio, mentre David ci ha impiegato un pò di capitoli a farsi voler bene.


Naturalmente ho letto anche il terzo libro della saga, Il prigioniero del Cielo, e te ne parlerò prossimamente ;-)
I venerdì del libro (121°): IL GIOCO DELL'ANGELO

<< Tutto è racconto, Martìn. Quello che crediamo, quello che conosciamo, quello che ricordiamo e perfino quello che sognamo.>>
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