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Creato il 23 giugno 2010 da Giardinaggio @Giardinaggionet

L'Ibisco


hibiscus trionum L’Ibisco è una pianta molto bella che dona ai giardini ed alle nostre case una sorta di allegria e felicità grazie ai suoi stupendi fiori molto colorati. L’Ibisco è originario delle zone tropicali e subtropicali dell’Asia, Africa, Australia mentre, in Europa, lo troviamo nelle zone a clima temperato, mediterraneo; in Italia è molto diffuso e nella parte centro-sud ne troviamo una specie che cresce in modo spontaneo, l’Ibisco Roseus con fiori rosa intenso. La temperatura ideale per un corretto sviluppo dell’Ibisco sarebbe di circa 20°C, comunque si sconsiglia di esporre questa pianta ad una temperatura che scenda al di sotto dello zero. L’Ibisco Fa parte della categoria degli arbusti a carattere sempreverde e viene coltivato come alberello, in particolar modo la specie Syriacus, oppure per creare siepi, è molto resistente all’inquinamento e si adatta a molti tipi di clima. L’Ibisco una pianta coltivata soprattutto per scopo ornamentale e decorativo ma, nelle zone di origine, può raggiungere dimensioni molto grandi fino a due metri, dove il clima è mite la grandezza rimane nella norma. Anche dell’Ibisco esistono tantissime specie ma tutte con la caratteristica di avere i fiori simili ad un imbuto, semplici, doppi oppure plurimi; presentano un calice (il più esterno degli involucri fiorali, composto dai sepali) che è formato da cinque sepali e una corolla (insieme dei petali) composta da cinque petali (in quelli semplici); al centro si trova la colonna staminale con gli organi maschili e i pistilli che sono gli organi femminili. La maggior parte dei fiori dell’Ibisco non ha profumo. Le foglie sono molto grandi e di colore verde scuro, hanno forma di uovo e i contorni sono seghettati, mentre lo stelo è molto esile. Nell’800 regalare un Ibisco alla donna amata voleva dire apprezzarne la bellezza, se era bianco se ne apprezzava anche la lealtà mentre se era rosso vivo significava che si era stati da lei feriti. L’Ibisco è il fiore simbolo della Malesia.

Specie


hibiscus syriacus blue bird Esistono moltissime specie di Ibisco, di seguito citeremo e spiegheremo le più importanti e diffuse:

Hibiscus Rosa Sinensis: è il fiore per uso ornamentale più famoso, presenta quasi mille varietà ottenute da incroci tra le varie specie. Questa specie ha un portamento arbustivo, ha forma arrotondata e può arrivare agli otto metri di altezza. Può presentare fiori di colore rosa, bianco, giallo e scarlatto, grandi fino a quindici centimetri e, nei mesi da giugno a settembre crescono in maniera cospicua.

Hibiscus Siriacus: questa specie a carattere arbustivo trae la propria origine, come dice il nome stesso, in Siria, ha fiori di colore bianco o rosa, semplici oppure doppi, che si sviluppano da luglio ad ottobre. Può arrivare ad un’altezza di quattro metri.

Hibiscus Militaris: questa specie è perenne e nasce nel nord America, ha fiori a forma di campanula che possono essere di colore rosa o rosso e hanno il loro sviluppo nella stagione estiva.

Hibiscus Palustris: questa specie è perenne, ha origine in Asia ed America, il fusto è legnoso e coperto da peli, le foglie sono di forma ovale. I fiori si sviluppano nel periodo estivo ed hanno colore bianco o rosa. Può arrivare ad un’altezza di un metro e mezzo.

Hibiscus Trionum: questa specie ha origine in Africa, è annuale e presenta un portamento a cespuglio. Ha fiori di colore giallo o bianco-crema e marroni nella parte centrale che nascono nei mesi di agosto e settembre.

Hibiscus Mutabilis: questa specie nasce nella Cina del sud, non è molto coltivata, il nome deriva dalla caratteristica di mutare il suo colore con il cambiare del tempo.

Hibiscus Elatus: è tipico della Giamaica, si sviluppa in montagna e può arrivare ai venticinque metri di altezza.

Hibiscus Tiliaceus: si sviluppa nelle Isole Salomone ed è usato per produrre gonnellini per ballare.

Terreno e Tecniche Colturali


hibiscus moscheutos
Il terreno ottimale per l’Ibisco dev’essere fresco e fertile, può essere anche sassoso purché ricco di humus e ben drenato. Questa pianta preferisce essere posizionata in un luogo caldo e soleggiato, ricco di luce ed abbastanza umido, ma può resistere anche a periodi freddi e siccitosi. Se l’Ibisco viene coltivato in vaso, bisogna tener presente che si deve rinvasare ogni circa tre anni, va sistemato in una zona calda e ricca di sole e va apportato del concime liquido per favorire lo sviluppo dei fiori. L’Ibisco è una pianta che si sviluppa velocemente, le specie perenni si dovranno rinvasare una volta all’anno in un vaso più grande con del terriccio soffice e ben drenato. Anche questa pianta ama molto la luce ma attenzione a non posizionarla mai a sole diretto. Questa pianta può essere coltivata sia all’interno che all’esterno, se lo si coltiverà in casa andrà messo in una posizione ricca di luce ma che non superi mai i venticinque gradi; durante il periodo estivo si potrà anche portarla all’esterno purché non si esponga mai ad una temperatura inferiore ai tredici gradi. L’Ibisco va abituato gradatamente al cambio di temperatura e ambiente.

Per quanto riguarda la riproduzione bisogna distinguere tra Ibisco annuale e perenne, il primo si moltiplica per seme mentre il secondo per talea legnosa. Come detto molte altre volte, la moltiplicazione per seme ha l’inconveniente della non certezza di avere delle piante nuove uguali alla pianta madre, se si vuole ovviare a questa incertezza è bene procedere con la propagazione per talea. I semi dell’Ibisco sono di dimensioni molto piccole, vanno posizionati in file parallele quindi in modo uniforme nel terriccio adatto, se si procede con questa moltiplicazione, essa andrà fatta nel mese di marzo; fatto questo, il contenitore con i semi va posizionato in un luogo ombreggiato con una temperatura di circa 13-17°C e un’umidità costante. Se lo riterrete necessario, per prevenire lo sviluppo di funghi, insieme all’acqua per innaffiatura potrete unire un prodotto idoneo. A questo punto il contenitore va coperto con della plastica fino a che si vedranno i primi germogli, alla comparsa di quest’ultimi si toglierà la plastica, si esporranno ad una maggiore quantità di luce e si porterà la temperatura a circa 18°C. Quando le piantine avranno raggiunto un buon grado di crescita, si trapianteranno e si cureranno come delle piante adulte.

La moltiplicazione per talea legnosa si effettua tra i mesi di aprile ed agosto. Si preleva dalla pianta madre un germoglio con del legno, la talea, e si mette in un contenitore con del terriccio mescolato a sabbia di fiume, anche qui, a questo punto il contenitore va coperto con della plastica che non dovrà appoggiarsi alle talee e posizionato in una zona luminosa con una temperatura di circa 21°C. Controllate sempre il grado di umidità del terreno. Dopo tre-quattro mesi circa le talee avranno messo le radici e saranno così pronte per essere trapiantate nei vasetti.

Concimazione ed Irrigazione


hibiscus syriacus lady stanley
L’Ibisco va concimato per tutto il periodo estivo, e solo in questo periodo, con del concime liquido mescolato all’acqua d’innaffiatura. Questo concime deve essere apportato ogni quindici giorni e deve contenere tutti gli elementi necessari al corretto sviluppo della pianta: ferro, boro, rame, molibdeno, manganese ecc. L’Ibisco è una pianta che ha bisogno anche di azoto, fosforo e potassio, un eccessivo apporto di fosforo però potrebbe danneggiarla, stare quindi attenti a somministrare un concime molto bilanciato e d’integrare con un altro adatto per le foglie. Anche l’Ibisco ha bisogno di un terreno costantemente umido, in estate si potrà apportare un non eccessivo quantitativo di acqua anche ogni giorno, stando attenti però a non creare ristagni d’acqua che potrebbero essere dannosi per la pianta e, al fine di prevenire questo inconveniente e quindi garantire un buon drenaggio, potrete mettere il vaso dell’Ibisco su uno strato di ghiaia con dell’acqua. Anche l’Ibisco preferisce acqua priva di calcare per le innaffiature.

Potatura


ibiscus - Hibiscus - Giardino - Piante da Giardino
Il periodo giusto per potare l’Ibisco è quello primaverile, questa operazione si effettuerà quando la pianta sarà adulta ed avrà circa tre-quattro anni, sarà necessaria per garantirne un corretto e ordinato sviluppo e per togliere parti ammalate o deboli e rinsecchite. Ricordatevi di effettuare la potatura con arnesi puliti e disinfettati. Sarebbe buona norma anche effettuare una cimatura per favorire lo sviluppo di nuovi germogli.

Malattie e Parassiti


L’ibiscu è soggetto all’attacco di molti parassiti che colpiscono soprattutto le foglie, ma è vittima anche di diverse malattie e, non per ultimo, come detto per molte altre piante, il suo danneggiamento può essere provocato dalle nostre cure non troppo attente.

Se notate che la pianta produce foglie ma non fiori, questo può essere sintomo di un apporto esagerato di concime, in questo caso bisognerà sospendere la concimazione per qualche mese e riprenderla piano piano.

Se la pianta ha preso molto freddo o delle gelate, può presentare delle foglie ingiallite e raggrinzite, bisognerà procedere spostando la pianta in un luogo più adatto soprattutto nella stagione invernale.

Come abbiamo detto nel paragrafo della concimazione, l’Ibisco, come tutte le piante, ha bisogno di un concime ricco di vari elementi, se notate che le foglie della pianta rallentano il loro sviluppo ed ingialliscono, questo sarà sintomo di carenza di azoto.

Se la pianta cresce in maniera molto lenta può darsi che le dimensioni del vaso che la contiene siano troppo piccole.

Un altro errore che possiamo commettere è di dare poca luce alla pianta, in questo caso essa presenterà boccioli che non si schiuderanno.

Due parassiti nemici di questa pianta sono la cocciniglia bruna e quella farinosa, la prima crea delle macchie scure sulla parte inferiore delle foglie; la seconda crea sulle foglie delle palline simili a cotone. come detto molte volte, si può togliere con un batuffolo imbevuto di alcool. Se la pianta è adulta si può procedere anche con la somministrazione di antiparassitari.

Altri parassiti nemici di questa pianta possono essere il ragnetto rosso e gli afidi.


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