Magazine Diario personale

Icaro

Da Perla
Henry Matisse amava la musica. C'è nella musica qualcosa che rimanda prepotentemente all'infinito. La musica richiede abbandono, silenzio, accoglienza. La musica spalanca l'animo. Un giorno Matisse fu chiamato ad esprimere qualcosa sul Jazz e dipinse un volo, un volo ardito dentro un cielo turchino, come quello di Icaro. L’opera fu eseguita  tra il 1944 e il 1947, negli ultimi anni di vita di Matisse,  con una tecnica completamente innovativa,  una tecnica particolare di decoupage – la papiers decoupès, affine al collage - che si esegue attraverso carte colorate e che hanno permesso all’artista di disegnare direttamente nel colore.A quell'epoca Henry era ormai settantenne, paralizzato dentro una carrozzina non poteva più camminare, ma aveva il cuore di un fanciullo capace di sognare. Per questo la musica Jazz gli parve un volo. Gli offrì la possibilità di volare nel cielo del suo cuore.Icaro è un uomo d'ombra che in un cielo d'alabastro canta in volo la gioia del vivere.Icaro è simbolo e figura dell’uomo stesso: un uomo che paga i suoi errori nella sua continua tensione verso l’infinito, quel cielo blu notturno dello sfondo, nella sua ricerca perpetua del desiderio (le stelle, il giallo  brillante nel quadro, da cui l’etimologia stessa della parola “desiderio” deriva: de- siderium,  e “sidera” sono le stelle ) e sulla cui figura spicca quel puntino rosso, la pulsione vitale del suo cuore.Icaro non ha le ali, sono state sciolte dal sole che, tra l’altro, non è presente  nel quadro.Icaro è il dipinto che più amo, in assoluto.Icaro

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :