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iCub, il robot italiano che fa impazzire Londra

Creato il 05 dicembre 2011 da Numapompilio @Numa_Pompilio
iCub, il robot italiano che fa impazzire Londra
iCub, il robot italiano sviluppato dall'istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova, ha fatto impazzire tutti alla Roboville, una tre giorni nella capitale britannica dedicata all'intelligenza artificiale organizzata dal Science Museum di Londra. Ennesimo esempio di eccellenza italiana premiata ed apprezzata all'estero.
Si chiama iCub ed è il robot, sviluppato in Italia, che ha fatto impazzire tutti alla Robotville, organizzata dal Science Museum di Londra.
Robotville è una tre giorni nella quale si è voluto mettere insieme tutte le eccellenze e le avanguardie nel campo della robotica e dell'intelligenza artificiale.
Tra i 20 robot selezionati, iCup è stato appunto scelto come rappresentante più innovativo ed avanzato. Le sue caratteristiche tecniche infatti gli permettono di assolvere a compiti davvero complessi e che ci fanno avvicinare di molto al comportamento proprio degli uomini.
iCup (QUESTO è il link alla pagina su Wikipedia) pesa 22 kg ed è alto 104 cm, per questo motivo può essere paragonato ad un bambino di circa 3 anni (cub = cucciolo in inglese).
Sono presenti 53 motori che gli conferiscono altrettanti gradi di libertà di movimento:
- 7 per ogni braccio
- 9 per ogni mano
- 6 per la testa
- 3 per il busto
- 6 per ogni gamba
Grazie a questa dotazione hardware, iCub è in grado di camminare, gattonare e di manovrare/manipolare oggetti.
Il pacco della sensoristica comprende inoltre telecamere per la vista, sensori inerziali per l'equilibrio, microfoni per l'udito, sensori tattili per manovrare con maggiore sensibilità i vari oggetti.
Il robot sposa un processo di apprendimento del tutto similare a quello dei bambini "veri". Infatti le sue capacità non derivano direttamente da programmi o istruzioni pre-inserite nel suo sistema ma da un apprendimento graduale basato sull'esperienza. Questo rappresenta l'approccio che l'intero mondo della robotica sta adottando nella speranza di avvicinarsi quanto più possibile alla "macchina uomo".
Ad oggi iCub ha imparato ad afferrare delle palline rosse con le proprie mani motorizzate. Questo processo ha bisogno di ben 4 computer per poter essere elaborato in tempo reale. Il robot vede la pallina, la segue con lo sguardo e, afferrandola, la percepisce grazie ai sensori tattili posti sulle mani.
Vi allego 2 video che mostrano il processo di apprendimento appena illustrato.


L'intero sistema, estremamente complesso, è basato su una piattaforma open-source. Circa 20 istituti in giro per il mondo hanno infatti fatto richiesta di poter replicare il modello per sperimentare le sue potenzialità.
iCub è nato grazie al lavoro dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova che, grazie ad un investimento di 200mila euro, lo ha sviluppato tra il 2004 ed il 2005.
Questo è un ennesimo esempio di come, grazie alle idee ed agli investimenti giusti, sia possibile sviluppare grandi progetti che fanno dell'innovazione la propria linea guida.
Gli italiani dimostrano ancora una volta di essere in grado, anche con pochi strumenti, di tirar fuori dal cappello grandi cose e di poter stupire tutti in giro per il mondo.
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