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Ignite me (Shatter me #3) by Tahereh Mafi

Creato il 08 luglio 2014 da Anncleire @anncleire

 Ignite me (Shatter me #3) by Tahereh Mafi

 

“What happened to you, princess? You seem different.”

“Bad different?”

“Good different,” he says. “Like you finally put your big girl pants on.”

 

“Ignite me” è l’ultimo libro della trilogia di Tahereh Mafi, trilogia distopica iniziata con ogni buon auspicio, segnata dall’innamoramento per lo stile narrativo della Mafi e conclusa nello sconforto di una delusione troppo grande. Perché ahimè io sono una delle poche ad essere Team Adam, sempre e comunque e i fatti riportati in questo volume segnano una grave batosta. Ma al di là del triangolo Juliette è un personaggio meraviglioso che anima in maniera totale la storia e regala un finale aperto ma irresistibile, una guerra interna ed esterna impossibile da dimenticare.

 

Con la sede dell’Omega Point distrutta, Juliette non sa se i ribelli, i suoi amici, e persino Adam, sono vivi. Ma questo non la terrà lontana dal suo proposito di distruggere The Reestablishment una volta per tutte. Ora deve fare affidamento su Warner, il bellissimo comandante del Settore 45. La sola persona di cui non ha mai pensato di potersi fidare. La stessa persona che le ha salvato la vita. Lui ha promesso di aiutare Juliette ad usare i suoi poteri e salvare il loro mondo in fin di vita… ma non è solo questo che vuole con lei.

 

La storia riprende esattamente da dove si era conclusa in “Unravel me” e di certo non lascia presagire niente di buono. Se da “Fracture me” sappiamo cosa sia successo, Juliette invece è allo oscuro di tutto. È sempre lei che freneticamente e con il ricorso ossessivo della ripetizione che racconta le vicende, con il filtro delle sue emozioni e delle sue percezioni. Non è obiettiva, non è fedele, non è coerente. Ogni nuovo tassello che viene a scoprire la induce ad una verità allucinante, destinata a sconvolgere per sempre le sue idee. E il lettore assiste allibito e sconvolto alle rivelazioni.

“And we are quotation marks, inverted and upside down, clinging to one another at the end of this life sentence. Trapped by lives we did not choose.” 

Juliette è uno splendore, finalmente riesce ad uscire dal guscio e prendere possesso di sé stessa. È sempre stata un pulcino spaventata, pronto a denigrare sé stessa e le sue capacità, pronta a distruggere quel fuoco che arde impetuoso nella sua anima. Juliette è generosa, altruista, incapace di avere un pensiero malvagio, ma allo stesso tempo ingenua e fragile, un leone pronto a balzare fuori con la giusta causa. Juliette ha il ritmo sincopato di chi vuole raggiungere un obiettivo importante, un compito capace di strapparla dall’apatia che l’ha caratterizzata ogni volta che si trovava davanti all’esplosione dei suoi poteri.

“I can do anything I want. 
Be with anyone I want. 
And it’ll be my choice.”

Può tutto, e questo la rende un’arma letale e indistruttibile, se solo lo volesse. Ma Juliette in fondo si lascia trascinare in un maremoto di sensazioni, anche quelle scatenate dai due ragazzi che lottano per il suo cuore. non è lucida, non è razionale, la sua anima la spinge a cedere all’abbaglio di un personaggio che, con alcune abili mosse acquista un valore inestimabile e allontana, come un cane che non le serve più il ragazzo che la ama, che ha fatto di tutto per salvarla.

Words, I think, are such unpredictable creatures. No gun, no sword, no army or king will ever be more powerful than a sentence. Swords may cut and kill, but words will stab and stay, burying themselves in our bones to become corpses we carry into the future, all the time digging and failing to rip their skeletons from our flesh.

Ecco il voltafaccia della Mafi, il pugnale che mi ha piantato alle spalle. È bastato molto poco per rivoltare una situazione e portarla a proprio vantaggio. Se già in “Destroy me” ero rimasta quasi inorridita dal cambio di prospettiva su un personaggio che per il primo libro era stato definito come il cattivo della situazione e già nel secondo mi aveva fatto inorridire, ora sono senza parole. Warner, l’osannato figlio del Comandante Supremo diventa il paladino della giustizia. Un taglio netto, un passaggio deciso dai cattivi ai buoni, un faro che lo illumina ed ecco che  il fuoco che sprigiona “ignite” tutto. Naturale che per  far risaltare Warner, Adam andava distrutto, uscendo completamente dal suo carattere. L’Adam del primo libro, l’Adam che io AMO non si sarebbe mai comportato in una certa maniera, mai avrebbe tradito così la mia fiducia. Adam nel disperato tentativo di proteggere il fratellino James (e quale fratello dotato di senno sarebbe scappato da una tale responsabilità? ) commette alcuni sbagli, direi anche in un certo senso perdonabili, ma che di certo non valevano un cambio di rotta così totale. La Mafi ha sfruttato tutti gli stratagemmi a sua disposizione, del resto è un’abile narratrice, che sa come investigare nel cuore umano e strutturare una psicologia convincente come quella di Juliette, ma con la romance ha proprio toppato totalmente. E sono sincera nella mia delusione.

Il mio personaggio preferito in assoluto resta comunque Kenji che non mi ha deluso neanche questa volta, ma che anzi si dimostra l’amico ideale, quello da avere a fianco in ogni momento, anche in quelli di crisi maggiore.

“I’m here for you, kid. That’s what friends are for.”

Con il suo pazzo senso dell’umorismo, la sua natura carismatica, il suo affetto è la guida vera di un gruppo allo sbando che ha bisogno di fidarsi di qualcuno. E Kenji è l’unico capace di inspirare fiducia e trascinare tutti. Warner può essere tutto ma non è capace di comandare, non è un leader, inspira solo paura, e di certo questo non lo rende un capo affidabile. Resta arrogante, presuntuoso anche nei momenti di maggiore tenerezza con Juliette. Di certo non aveva le stesse  doti comunicative di Adam.

L’atmosfera è sempre quella post-apocalittica del The Reestablishment, tra polvere, case devastate, esplosioni e soprusi. Una lotta impari portata avanti contro una popolazioni stremata che vuole solo un po’ di pace.

Il particolare da non dimenticare? Una porta…

Un finale aperto, una  donna che cresce e prende atto delle proprie potenzialità, uno stile veloce e l’incapacità di essere coerente per un voltafaccia terribile e inconcepibile. La delusione per la conclusione di una serie da cui pretendevo di più. Stento a credere che questa sia la chiusa di una storia che avevo adorato all’inizio. E di cui continuo a sbavare sulle copertine!

Buona lettura guys!

 

Ignite me (Shatter me #3) by Tahereh Mafi

 

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