Con mia grande sorpresa Inception di Nolan, che io considero senza indecisioni uno dei film più sorprendenti di questi anni (se non questa roba, cos'altro?) e che pensavo potesse piacere a chiunque ami il cinema, sta spaccando in due la critica e in generale, da quello che mi sembra di capire, la maggioranza propende per il no. Qui per esempio si può leggerne una critica negativa (per me di valore pressoché nullo) e qui un dibattito decisamente più interessante. In ogni caso, al di là delle argomentazioni di ciascuno, non ci posso davvero credere, tanto il film è ricco di idee, basilare nel mondo in cui scava per arrivare all'origine di ogni racconto possibile da parte del cinema americano: per me è esemplare, la teorizzazione più chiara e folgorante sulla natura del cinema nella cultura del '900 (dalle rose di Gertrud Stein ai correlativi oggettivi di cui il cinema classico hollywoodiano è pieno). Prima o poi mi fermo, ci penso su e a costo di rompere le palle ne scrivo a lungo. Prima di allora, nel weekend ad Alessandria, in Piemonte, durante un bel festival della critica cinematografica che si chiama Ring, due critici di cui ho grande stima dibatteranno e magari litigheranno su Inception: Bruno Fornara per il no (ahimé) e Luca Malavasi per il sì. Per chi potesse andarci (io purtroppo non potrò) e per chi avesse a cuore queste cose (un po' di nicchia, lo ammetto), ne varrà sicuramente la pena.
Magazine Avventura / Azione
Con mia grande sorpresa Inception di Nolan, che io considero senza indecisioni uno dei film più sorprendenti di questi anni (se non questa roba, cos'altro?) e che pensavo potesse piacere a chiunque ami il cinema, sta spaccando in due la critica e in generale, da quello che mi sembra di capire, la maggioranza propende per il no. Qui per esempio si può leggerne una critica negativa (per me di valore pressoché nullo) e qui un dibattito decisamente più interessante. In ogni caso, al di là delle argomentazioni di ciascuno, non ci posso davvero credere, tanto il film è ricco di idee, basilare nel mondo in cui scava per arrivare all'origine di ogni racconto possibile da parte del cinema americano: per me è esemplare, la teorizzazione più chiara e folgorante sulla natura del cinema nella cultura del '900 (dalle rose di Gertrud Stein ai correlativi oggettivi di cui il cinema classico hollywoodiano è pieno). Prima o poi mi fermo, ci penso su e a costo di rompere le palle ne scrivo a lungo. Prima di allora, nel weekend ad Alessandria, in Piemonte, durante un bel festival della critica cinematografica che si chiama Ring, due critici di cui ho grande stima dibatteranno e magari litigheranno su Inception: Bruno Fornara per il no (ahimé) e Luca Malavasi per il sì. Per chi potesse andarci (io purtroppo non potrò) e per chi avesse a cuore queste cose (un po' di nicchia, lo ammetto), ne varrà sicuramente la pena.
