Tra i tifosi pro Grecia ed i tifosi della Troika, per noi ad essere in campo sono sempre le persone, non le idee.
Le ultime due settimane sono state affollate da notizie sulla Grecia. Ci siamo astenuti dall'approfondire analisi nella fase in cui, prima del voto per il referendum, quasi tutti (giornalisti ma anche - soprattutto - opinionisti fai-da-te) si sono messi a dipingere scenari vari ed eventuali. Abbiamo solo trattato, in questo precedente articolo, un caso interessante di crowdfunding "pubblico", più per la particolarità della notizia in sé che per un vero e proprio collegamento con la Grecia.
Ecco, ora il referendum c'è stato ed ha vinto il "no". E nessuno, ancora oggi, sa bene che cosa questo significhi. Autorevoli economisti si sperticano quotidianamente nell'analizzare e proporre teorie che prossimamente verranno sottoposte all'impietosa verifica dei fatti. I greci faranno la fame? I greci avranno fatto bene? I greci si accorgeranno di aver fatto una stupidaggine?
Ci sembra più interessante, in un momento senza dubbio epocale, per un paese a noi vicino e soprattutto per la stessa Unione Europea che caratterizza fortemente la nostra quotidianità ed anche la prospettiva storica in cui viviamo, cambiare orizzonte. Da un lato, fanno sorridere i vari spunti satirici che sdrammatizzano la situazione: ecco due link che selezioniamo per voi che volete prendere con leggerezza la questione.
Il primo è del sito satirico per eccellenza, "Spinoza.it" e titola " Exit Pollon". La nostra preferita è questa battuta: Tsipras: " "Oggi la democrazia batte la paura". E in finale se la vedrà contro la fame."
Il secondo è un giornale più istituzionale, di opinione, ovvero "Il Foglio", che dà in un articolo online di Andrea Ballarini utili consigli su come comportarsi in caso di conversazione sul tema Grecia. Per esempio "Una fazza, una razza. A un certo punto bisogna pur dirlo."
...e proprio dall'espressione che chiunque abbia almeno un amico greco conosce benissimo (" una faccia una razza ", ad indicare l'affinità tra il nostro popolo e quello ellenico, legati storicamente già dai tempi dell'antica organizzazione delle Polis e dell'Impero Romano) nasce invece il taglio che vogliamo dare noi alla questione. Non sviscereremo dati, non vi racconteremo cosa pensiamo dei debitori che invece di pagare o seguire indicazioni dei loro creditori le rifiutano, per poi chiedere altri soldi, né qual è la nostra idea di democrazia diretta in un'Europa che preferisce spesso la burocrazia e la moneta alla volontà del popolo. Vi racconteremo ciò che c'è sempre dietro alle notizie di cronaca, attualità o politica: ovvero vi racconteremo delle persone. Quelle che Ulisse rinchiuse in un cavallo di legno per conquistare Troia, quelle che erano dentro la città assediata, quelle che oggi fanno la coda ai bancomat di Atene per prelevare qualche euro, o quelle che vivono in Germania con la preoccupazione dell'instabilità economica che potrebbe danneggiarle.
Dietro ai grandi eventi spesso si perdono di vista le piccole realtà concrete e reali di chi vive le situazioni su cui ognuno di noi si lascia facilmente trasportare a dare giudizi di principio. A loro hanno prestato orecchio i nostri redattori ed è dalle loro testimonianze, paure, speranze, che nasce il numero di questa settimana di Retrò. Buona lettura.

