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Il ciclismo davanti al caminetto.

Creato il 05 dicembre 2010 da Manuel
Il ciclismo davanti al caminetto.
DAMIANO CUNEGO E COMPAGNIA CANTANTE TORNANO IN SELLA. FINITE LE CONSUETE VACANZE, IL VERONESE INIZIA UNA STAGIONE (O FORSE UNA SECONDA CARRIERA?) IMPRONTATA DECISAMENTE SULLE FATICHE DI UN GIORNO.
E MAGARI, STAI A VEDERE CHE......
In sella! In Italia le nevicate sono già arrivate, ed anche copiose, in molte zone. Giornate da cioccolata calda e pantofole davanti al camino, anzi, al caminetto. I campioni invece si accingono a far fare alle gambe i primi giri di fatica.
Tra questi il quasi trentenne (eh si!) Damiano Cunego, che mai come da quest’inverno sembra avviato verso l’inizio di una seconda carriera ciclistica. L’ormai ex bocia di Cerro Veronese – croce e delizia di appassionati e tecnici – con il tesseramento di Michele Scarponi da parte del GS Lampre, perde la posizione di uomo di riferimento nei grandi giri per la squadra italiana. Era dal 2005 che il biondo ciclista veneto era punto fermo della Lampre nelle gare di tre settimane.
Da almeno due stagioni erano anche in aumento le voci che consigliavano il finisseur italiano di dedicarsi alle gare di un giorno. Lo stesso ragazzo aveva cercato di “tenere duro” in questo senso nelle ultime stagioni, provando a prepararsi in maniera specifica in vista di Giri o Tours che fossero. I risultati conseguiti non andarono verso le aspettative, com’anche in qualche caso ci furono esiti molto deludenti. Se per Michele Scarponi l’avventura Lampre sembra essere la cosiddetta grande occasione, per Cunego potrebbe essere l’inizio di una seconda fase ciclistica, quand’ormai il calendario personale arriva alla soglia dei 30 anni.
Quando Cunego aveva addosso la luce dei riflettori, i risultati spesso sono mancati. La scelta di Scarponi in squadra non sembra un tentativo atto a copiare la Liquigas, che tra Basso, Pellizotti, Nibali e Kruziger, in questi ultimi anni si è portata a casa un Giro di Svizzera, un Giro d’Italia, una maglia pois in Francia e una Vuelta. Non siamo di fronte a due ciclisti, Scarponi e Cunego, che hanno un’età ciclistica ben diversa (Basso e Nibali). E nemmeno sembra che Scarponi sia il nome per i grandi giri, accasato da Saronni e C., solo per togliere attenzione e quindi pressione a Cunego. Scarponi vuole vincere il Giro, e di lì non si scappa.
L’impressione è che Damiano abbia deciso di seguire come mai prima la strada delle gare di un giorno. Oggi il calendario delle classiche riempie totalmente il periodo marzo/aprile dove, tra Gand Wevelgem e Liegi, ci sono ben 7 classiche nel giro di un mese. Poi si torna al discorso che con Scarponi in squadra, sarà quest’ultimo a ricevere notevoli attenzioni degli avversari, dopo il 4° posto – per poco 3° - nella corsa rosa di quest’anno.
Cunego potrebbe approfittare di questo, proprio riguardo al discorso che quando non gli si chiedeva il risultato, spesso tagliava il traguardo prima di tutti gli altri. Ma con l’arrivo del nuovo Direttore Sportivo, Roberto Damiani (ex Gilbert), forse per Cunego è arrivato il bivio ciclistico definitivo. Per Damiano quasi certamente cambierà anche il clima interno al suo GS dove, non essendo più l’unico riferimento della formazione del signor Galbusera, la ricerca del risultato potrà essere equamente divisa tra lui e Scarponi.
Potrebbe anche essere l’inizio di una coppia ciclistica molto più forte del previsto, e che potrebbe trovare occasioni vincenti inattese ai più. A spingere questa competitività anche gli obiettivi dei due. Scarponi per l’occasione del treno giusto per il podio alto di Milano, Cunego per evitare di perdere i “gradi” all’interno della Lampre. Quando l’acqua arriva ai c******i, solo i morti non imparano a nuotare. E questa amichevole concorrenza interna potrebbe essere la molla che Cunego aveva perso, con l’addio di Ballan alla Lampre un’anno addietro, e prima ancora Simoni alla vecchia Saeco.

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