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Il declino della violenza

Creato il 21 ottobre 2011 da Stukhtra

Una riflessione di Steven Pinker

di Marco Cagnotti

“Il Novecento è stato il secolo più sanguinoso di tutta la storia umana”: la prossima volta che qualcuno ti proporrà questa minchiata (magari insinuando che la colpa è della modernità scientifica, tecnologica e più in generale razionale conseguenze dell’Illuminismo), mostragli il grafico dell’evoluzione temporale del numero annuale di omicidi ogni 100 mila persone. Se poi insinua che nello “stato di natura” si stava tanto tanto meglio ed eravamo tutti più buoni, attira la sua attenzione su quel puntolino rosso in alto a sinistra.

Il declino della violenza

Si stava meglio prima? Davvero? (Cortesia: Nature)

Il numero di “Nature” appena uscito ospita un articolo di Steven Pinker, del Dipartimento di Psicologia della Harvard University, sull’evoluzione della violenza nella storia. Viviamo in tempi straordinariamente pacifici rispetto al passato, constata Pinker. Ma che cosa ha causato questo progresso? Certo non la fede religiosa, ché anzi in passato ce n’era in quantità industriale e sempre accompagnata da guerre, persecuzioni e torture. Nemmeno l’empatia. E neppure la moralità, che si presta sia a ridurre sia a favorire la violenza (“Se tu violi i miei principi morali, io ti uccido”). Pinker propone invece un candidato molto convincente: la razionalità. Unita alla naturale socialità umana (che però c’è sempre stata).

But, two conditions will tend to align reason with nonviolence. The first is that reasoners care about their own well-being. They prefer to live rather than die, keep their body parts intact and spend their days in comfort rather than in pain. Logic does not force them to have those prejudices. Yet any product of natural selection — indeed, any agent that has endured the ravages of entropy long enough to be reasoning in the first place — is likely to have them.

The second condition is that a reasoner be part of a community of reasoners who can impinge on their well-being and who can comprehend each other’s reasoning. And indeed Homo sapiens is not just a rational animal but a social and language-using one. Self-interest and sociality combine with reason to lay out a morality in which nonviolence is a goal. If one agent says, “It’s bad for you to hurt me”, he has also committed to “It’s bad for me to hurt you”, because logic cannot tell the difference between ‘me’ and ‘you’. Therefore as soon as you try to persuade someone to avoid harming you by appealing to reasons why he shouldn’t, you’re sucked into a commitment to the avoidance of harm as a general goal.

L’articolo di Pinker, dal titolo “Taming the devil within us”, è senza dubbio da leggere e meditare. Per approfondire, c’è il suo libro appena uscito: The Better Angels of Our Nature: Why Violence Has Declined.


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