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il filo bianco della cascata (taki no shiraito)

Creato il 25 ottobre 2010 da Guchippai
il filo bianco della cascata (taki no shiraito)
film muto girato da Mizoguchi Kenji nel 1933, racconta la tragica storia della giovane Tomo, in arte Taki no Shiraito, donna allegra, volitiva e intraprendente il cui carattere moderno è chiaramente in contrasto con l'immagine timida e remissiva della donna tradizionale giapponese (non per nulla, già nei primi fotogrammi, le viene rimproverato che ride in maniera non appropriata). durante un viaggio in carrozza, Tomo s'innamora a prima vista di Kin-san, il cocchiere, e continua a pensare a lui fino a quando non lo incontra di nuovo casualmente. Kin-san, che in realtà si chiama Murakoshi Kinya, è un nobile decaduto; Tomo scopre che ha perso il lavoro proprio a causa sua e di quel viaggio in carrozza, così decide di aiutarlo. il giovane infatti le confida che desidera andare a Tokyo e diventare avvocato, ma non ha denaro. proprio grazie alla generosità di Tomo, egli parte e s'iscrive all'università. passano alcuni anni, durante i quali Tomo continua ad amarlo malgrado la distanza; la compagnia nella quale si esibisce come artista dell'acqua però è in crisi, e lei, generosa com'è, presta del denaro anche a una coppia di innamorati in fuga. si ritrova quindi impossibilitata ad aiutare Kin-shan, e così accetta di concedersi a un ricco mercante che la concupisce da tempo, salvo poi venire derubata del denaro appena guadagnato. lei però capisce chi c'è dietro gli assalitori e si reca ad affrontare il responsabile; ne deriva una collutazione in seguito alla quale Tomo accoltella l'uomo. costretta a fuggire e nascondersi, il suo unico desiderio è di rivedere il suo Kin-san. ci riuscirà, ma in maniera del tutto inaspettata, infatti Kin-san, nel frattempo diventato avvocato, sarà colui che l'interrogherà in carcere. sul finale ho dei dubbi, ovvero: Tomo è condannata a morte e Kin-san, per quanto desideri aiutarla, non può fare nulla. l'ultimo fotogramma lo mostra con una pistola in mano, però non è stato tradotto il discorso di sottofondo, e quindi siamo rimasti tutti col proverbiale palmo di naso. a parte ciò: film davvero molto bello! a differenza dei film muti americani, dove l'azione accompagnata da un sottofondo musicale è intervallata dalle vignette con dialoghi e descrizioni, qui c'è continuamente una voce narrante (in questo caso femminile) che, oltre a narrare, di fatto interpreta tutti i ruoli recitando i dialoghi (e qui aggiungerei un applauso alla narratrice). purtroppo però si è fatta la scelta di mettere i sottotitoli solo in corrispondenza delle vignette con i dialoghi scritti e in questo modo penso si sia perso un buon 80% del parlato. il mio scarso giapponese mi ha consentito di comprendere qualcosa, ma non tanto da far luce sul finale, appunto. la bravissima protagonista è Irie Takako, che ha lavorato anche con Kurosawa Akira, mentre Kin-san è intepretato da Okada Tokihiko, un attore che ha lavorato moltissimo in quegli anni e che è stato diretto diverse volte, oltre che da Mizoguchi, anche da Ozu Yazujirou; ha esordito diciassettenne e, dopo ventidue pellicole, è deceduto all'età di trentun anni. Taki no shiraito è stato il suo penultimo film; poichè buon sangue non mente, aggiungerò che è il padre della grande Okada Mariko.

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