
Ma il finanziamento pubblico deve rimanere. Non c’è democrazia vera senza. Per un semplice motivo: se oggi Berlusconi è solo uno dei tanti, senza il finanziamento ai partiti sarebbero tanti dell’uno, nel senso che ci sarebbero solo tanti Berlusconi, tanti piccoli o grandi nababbi a dirigere il paese in base alle proprie esigenze e in barba alle nostre. Perché la politica costa e sono in pochi a potersela permettere. Quei pochi certamente hanno poche affinità e poco interesse verso il Popolo Sovrano. Così, chi direttamente chi indirettamente tramite quelle che in America chiamano lobby e che governano la democrazia più grande e più finta del mondo, avremo una classe politica composta da miliardari grassi e grossi che si scannerebbero fra loro per farsi le leggi su misura. Intanto il popolo può anche andare in malora. Non è, in fin dei conti, quello che ha fatto Berlusconi per anni?
Allora serve il finanziamento pubblico ai partiti, certamente non con la legge attuale, certamente con criteri ben diversi da quelli vigenti ma serve. Il problema è che, a riformare la legge attuale, c’è questa classe politica che vediamo tutti i giorni in tv e sui giornali. Auguri Italia.
Luca Craia
