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Il fronte anti euro è di destra

Creato il 31 ottobre 2013 da Felice Monda

anti euro

Il fronte anti euro è di destra

A pochi mesi dalle elezioni per l’europarlamento, proliferano in tutta l’Unione i partiti populisti e di estrema destra. Il segno dominante del fronte anti euro non è progressista né di sinistra.

Dicono i sondaggi che in Francia il Front National di Marine Le Pen è il primo partito. Qualche settimana fa a Brignoles nelle elezioni cantonali il candidato lepenista ha trionfato col 53% dei voti: certo un dato piccolo, locale, ma che suona come inquietante conferma del trend indicato dai sondaggisti. Trend che dilaga, in Europa: l’ultradestra austriaca è oltre il 20%, quella olandese vicina al 17, i nazionalisti inglesi al 16. I neonazisti ungheresi al 14,8, quelli greci di Alba Dorata – adesso fuorilegge – al 7%. Mentre gli ultrà tedeschi nostalgici del marco hanno mancato per un soffio l’ingresso nel Bundestag (con il 4,7%), e il Movimento Cinque Stelle deve gran parte delle sue fortune elettorali alla sua linea populista anti-euro. Questo è il quadro dell’Europa, il fronte anti euro è di destra: per le prossime elezioni europee potrebbe venir fuori un parlamento pieno zeppo di deputati eletti non per, ma contro l’Europa. Visto da una parte come il moloch burocratico e lontano che mette al rischio il benessere acquisito da paesi virtuosi, esponendoli al contagio di spendaccioni irresponsabili; dall’altra – nei pressi degli stessi spendaccioni irresponsabili, cioè i nostri pressi – come il centro propulsore delle politiche dell’austerità che hanno amplificato e cronicizzato la crisi dei subprime; e dall’una parte e dall’altra come una sistematica violazione di confini, quelli interni della sovranità come quelli esterni continuamente violati da migrazioni che la fortezza Europa non arresta.

Ai tempi del varo dell’unione monetaria, e poi della moneta unica europea, il fronte degli oppositori e critici era vario, diverso da paese a paese, e dentro c’era una parte della sinistra. Anzi, le sinistre si spaccarono, così com’era successo negli anni ’70 sullo Sme. Adesso invece l’opposizione all’euro è egemonizzata da pensieri e pratiche di destra.


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