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Il gap tra vip

Creato il 22 settembre 2010 da Carlo_lock
Devo riconoscere che con il passare degli anni, la distanza tra coloro che sono considerati uomini di spettacolo (in altre parole, "vip", "very important persons") e la massa si è, da un lato allungata, da un altro accorciata. Allungata nella possibilità di porsi su di un piano equo e paritetico con queste persone, ma accorciata dal punto di vista dello stile di vita. In altre parole, c'è stata una trasformazione anti-borghese che si è ben radicata tra i cittadini italiani di tutti i giorni. Non che il borghesismo sia cessato di esistere e non che i vip non siano borghesi (Simona Ventura che cos'è??)...però è scomparso, tra le giovani generazioni, quell' insieme di consuetudini e regole che distinguevano marcatamente chi non era sotto i riflettori da chi lo era.Un tempo, fino a venti o trent'anni fa, c'era ancora la convinzione che la trasgressione e l'eccentricità (sesso smodato, droga, mancanza di orari fissi) era di pertinenza degli artisti perché vivevano anche in un mondo di precarietà e la loro creatività li influenzava anche nella vita. I comuni mortali vivevano del loro posto fisso, facevano i bambini, non avevano grilli per la testa..un'esistenza tutto sommato monotona. Oggigiorno, però, l'omologazione è ancora più triste perché vizi, abitudini dei "vip" (uomini di cinema, di televisione, della politica, dell'arte, della musica) sono stati assorbiti dai "comuni"..e quindi tutto è uguale a tutto. Qualche esempio? Gli uomini che portavano orecchini, un tempo, erano drogati o musicisti rock, oggi li portano anche i tranvieri o gli studenti; le separazioni erano prerogative dei vip perché avevano forse più soldi o ritenuti abbastanza "dissoluti" (voce borghese della dissoluzione) da sfasciare famiglie, facevano orge, si drogavano. Oggi le separazioni coinvolgono tutti, il consumo di cocaina investe anche il vicino di casa, magari libero professionista; la sessualità si è dispiegata all'interno della coppia media oltre i confini di ciò che "borghesemente" e "cattolicamente" era ritenuto lecito e dignitoso. Oggi il pompino è una pratica abbastanza comune in una coppia etero, le ragazze si impratichiscono già a quindici anni..Non è impossibile trovare una ragazza in vacanza o all'estero che si porta in camera anche l'amica per un triangolo.Ai tempi dei miei genitori, era molto più facile che se desideravi un pompino dovevi pagare una prostituta. Oggi si va a puttane più per un problema relazionale o di sfiga perpetua.O per il brivido di qualcosa di diverso. Anche il precariato coinvolge soprattutto qualsiasi settore lavorativo..Frequento gente che ha più di trent'anni, che non lavora, che fa una vita sregolata (del resto io chi potrei frequentare altrimenti? Ma avete mai letto bene il mio blog? Chi mi metto a frequentare?Un padre di famiglia?), gente che passa il tempo a osservare il mondo che passa davanti, mentre i loro sogni continuano a pulsare imperterriti nei cordoni e nelle maglie di recinzioni senza tregua di scampo o che vive di erotomania, di arte, perché sono le uniche cose certe che ci rendono vivi! Il fenomeno del non-lavoro sta diventando un fenomeno quasi rivoluzionario, tutto questo parassitismo non sconvolge più nessuno, perché nessuno in fondo ha delle risposte alternative. Anche un insegnante può attaccarsi alla bottiglia di vino perché non lavora per sei mesi, esattamente come un attore fuori dal giro o uno scrittore in crisi creativa. Dunque siamo tutti bohemiennes? Forse l'unica distinzione è il denaro tra chi può permettersi di essere più o meno trasgressivo? Il mondo unilaterale dà sempre il latte alle ginocchia...Insomma, i borghesi rompipalle ci devono essere per poter permettere agli artisti di cambiare il mondo (in meglio)....E ci si sforza sempre di poter trovare lo scandalo, la provocazione, laddove, in certi momenti e in certi ambiti, manca quasi l'idea giusta, appunto perché ormai tutto è omologato. Oggi non saranno dieci persone, ma almeno migliaia e migliaia come minimo che vogliono mettere piede in televisione, cantare o scrivere un libro. Certo, da questo punto di vista il mondo è cambiato, ma, diamoci l'illusione che, almeno, sia cambiato di poco... Piuttosto auspichiamoci un cambiamento migliore, ecco.

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