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Il giorno della Candelora

Creato il 30 gennaio 2015 da Tanogabo

Sta per arrivare Febbraio, il mese più corto dell’anno, che ci riporta alla festa della candelora.

Iuno Sospita (Museo Archeologico Firenze)

Iuno Sospita (Museo Archeologico Firenze)

Febrarius, in latino significa purificare. Numa aveva dedicato questa porzione di anno al dio Februus ed aveva anche stabilito che durante questo mese si celebrassero riti funebri agli dèi Mani. Nelle feste, che cadevano nella seconda quindicina di gennaio, era ricordata anche Dea Februa ovvero Iunio Februata, Giunone Purificata, ed anche, nelle Calende di febbraio, come Iuno Sospita, Giunone Salvatrice. Per la purificazione della città le donne giravano per le strade portando fiaccole accese.
La Chiesa occidentale, nel VII secolo, adattò al 2 febbraio una festa che già era celebrata in oriente fin dal IV secolo, ovvero la presentazione al tempio del Signore. La presentazione del neonato al tempio, e la conseguente purificazione della madre, dovevano avvenire quaranta giorni dopo il parto e, poiché il giorno della nascita era stato fissato, per convenzione, al 25 dicembre, ecco coincidere perfettamente la purificazione della Vergine con la festa pagana di Giunone Purificata. Successivamente, la Purificazione della Vergine aveva preso il sopravvento sulla presentazione al tempio di Gesù. Questo giorno venne e viene tutt’ora chiamato “Giorno della Candelora“, perché vi si benedicono le candele che saranno distribuite ai fedeli. E’ un rinnovare l’antica usanza dei romani che durante i festeggiamenti a Giunone Purificata e Giunone Salvatrice correvano per la città portando fiaccole accese.

Dea Febris

Dea Febris

Nel VII secolo, in occasione della festa cristiana, si svolgeva già a Roma una processione notturna con ceri accesi. I fedeli si riunivano a Sant’Adriano da ogni parrocchia della città e confluivano tutti verso Santa Maria Maggiore. Successivamente si instaurò l’usanza della benedizione delle candele a fine processione. Secondo la tradizione, i ceri benedetti erano conservati in casa dai fedeli ed erano accesi anche per placare i violenti temporali, nell’attesa di una persona che non tornava, o che si pensava fosse in grave pericolo, assistendo un moribondo, durante le epidemie o i parti difficili. In quest’ultimo caso abbiamo ancora un retaggio degli usi dell’antica Roma che ci fa ricordare che Giunone era detta anche Lucina, dea della luce, protettrice tra l’altro delle partorienti.
Infine dobbiamo ricordare che a Febbraio ricorre la festa celtica per la purificazione e la rinascita, la festa di IMBOLC (Il termine “Vergine” in irlandese significa “in grembo”, in riferimento alla gravidanza delle pecore, ed è anche il termine celtico per “Primavera”.)

tratto da: http://www.tanogabo.it/Candelora.htm


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