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Il Governo dell'inciucio è di fatto un governo PDL

Creato il 28 aprile 2013 da Steil
Spero che nessuno si aspettasse un governo migliore di quel che è effettivamente uscito dall'inciucio PD-PDL. Ritengo sia già una fortuna non avere Ghedini come Ministro della Giustizia.
Da una prima analisi dei ministeri risulta chiarissima la pesante impronta del partito di B.
A seguire ecco i ministri in orbita PDL
- Iniziamo da Angelino Alfano, fedelissimo del nano, il suo candidato premier prima di capire che non sarebbe riuscito a prendere nemmeno il 20% dei voti. Oggi è vicepremier nonché ministro dell'interno. Devo veramente commentarlo? Degno successore di Maroni.
- Gaetano Quagliarello va alla Riforme che comprendono, neanche a dirlo, quelle per la giustizia.
- Maurizio Lupi alle infrastrutture, ciellino, anche lui un fedelissimo di B. Nel 2011 arrivò a chiedere ai cattolici con una lettera aperta, insieme a Formigoni, di sospendere "ogni giudizio morale" sul leader del suo partito.
- Nunzia De Girolamo all'Agricoltura, laureata in giurisprudenza mi chiedo cosa conosca dell'agricoltura italiana, l'impressione è che era semplicemente un nome da piazzare. Poi per carità spero di sbagliarmi. Nota di colore: sposata con Francesco Boccia deputato del Partito Democratico
- Beatrice Lorenzin alla Sanità completa questo meraviglioso quadretto. Lei non è laureata (iniziò giurisprudenza senza mai finirla) e non si è mai occupata di Sanità. Se fosse stata del Movimento 5 Stelle sarebbe stata giustamente massacrata da televisioni e giornali ma siccome fa parte del governo di "responsabilità nazionale" (dell'inciucio per gli amici) allora va tutto bene.
I cosiddetti tecnici o "montiani" si prendono altri fondamentali ministeri:
- Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, all'Economia.
- Patroni Griffi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
- Cancellieri alla Giustizia, non che sia un problema per B. ma viste le alternative è manna dal cielo.
- Carrozza all'Istruzione, probabilmente una delle scelte più illuminate di questo governo, viene infatti direttamente dal mondo delle università e della ricerca.
- Giovannini, presidente dell'Istat, al Lavoro.
- Emma Bonino agli Esteri che, non sapevo dove collocare visto che fino al 2005 è stata in orbita PDL.
Il Partito Democratico si accontenta delle briciole, non tanto per numero di ministeri quanto per il peso specifico dei ministeri stessi. I più importanti sono in mano al PDL o ai tecnici segnando il definitivo inchinarsi dei democratici di fronte al presunto nemico.
- Zanonato allo Sviluppo Economico
- Cecile Kyenge, una delle note più positive del nuovo governo (almeno in teoria per ciò che la sua persona rappresenta) va al ministero per l'Integrazione, primo ministro di colore della storia della Repubblica, nata in Congo e cittadina modenese. Ovviamente Lega Nord vagamente contraria.
- Bray alla Cultura
- Orlando all'Ambiente
- Josefa Idem, campionessa olimponica, alle Pari Opportunità.
- Mauro alla Difesa
- D'Alia alla Pubblica Amministrazione
- Milanesi agli Affari Europei
- Delrio agli Affari Regionali
- Franceschini ai Rapporti con il Parlamento
Stento a credere che il PD abbia accettato di creare un governo di fatto in mano al PDL. Non so per il futuro cosa sperare: se si andasse alle elezioni subito dopo aver cambiato legge elettorale è probabile la vittoria di B. se invece si aspettasse qualche anno c'è il rischio che un governo simile possa fare danni irreparabili.
Se Beppe Grillo è talvolta criticabile (non ho per nulla condiviso il suo post "il 25 aprile è morto": comprendo la necessità di una nuova liberazione e comprendo che l'espressione è stata usata come metafora per descrivere un gravissimo atto ma non credo lo si possa comunque accettare per tutto ciò che è stato e che deve essere ricordato e rispettato) ma credo sia impossibile non condividere le seguenti parole.
Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e né meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione. L'offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l'elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l'inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese. E ora, dopo l'osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell'insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI. Andranno all'opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare.
Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. "Noi siamo noi e voi non siete un cazzo". Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?
Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali avrebbero gridato all'attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni scorsi i nastri delle conversazioni con Mancino.

Il Governo dell'inciucio è di fatto un governo PDL

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