Il Grande Cannes 2013

Da Lazitellaacida
Cannes è un festival che dura una settimana in più di infinito. Ed è europeo, il che significa che l'incidenza di couture sul totale delle partecipanti è nettamente sopra la media. Il che significa che i vestiti da vedere, da curiosare, sono milioni di milioni. Ecco perché c'ho messo un po' a vederli tutti (NO NO, NON ERA PER IL MAL DI DENTI CHE MI ACCOMPAGNA DA 4 GIORNI) e a fare la mia selezione. Questi, in ultima analisi, sono gli abiti che hanno qualcosa da dire. O meglio, sui quali ho qualcosa da dire.
 Nicole Kidman, Julianne Moore, Marion Cotillard - Dior; Jessica Biel - Marchesa
Partiamo da Nicole Kidman, madrina, giurata e whatever del Festival. Finalmente ha trovato uno stylist o una persona che le vuole bene perché ha graziato la Croisette come solo le dive d'altri tempi hanno saputo fare. Questo cocktail dress di Dior è delizioso come un macaron con farcitura di marshmallow e riesce ad addolcire addirittura i tratti somatici ormai scalpellati dal chirurgo. Brava Nicole, sei tornata tra noi. Voto: 9 Come dicevo più sopra, la moda europea tende a sbancare tutto a Festival come questi ed infatti Dior ha vestito più dive nell'ultima settimana che negli ultimi 10 anni. Pure l'infallibile Julianne Moore ha scelto il nuovo corso di Raf Simons, seppur non soddisfacendomi del tutto. Le foto di quelle dita dei piedi che rifuggono il sandalo hanno fatto il giro del mondo e lo strascico sembra non avere ragione di stare al mondo. Bastavano 20 cm di tessuto in più e forse tutto questo non sarebbe successo. Voto: 6 Marion Cotillard rimane una creatura imperturbabile nella sua statuaria bellezza -sempre- firmata Dior. Dio solo sa quanto vorrei un giorno alzarmi e pensare “e oggi quale Dior mi metto?”. Splendida. Voto: 8.5 Jessica Biel: perché esci di casa senza tuo marito? Qual è il senso? Non sei mica Diane Kruger. Almeno lei si mette dei Giambattista Valli quando non porta Pacey, fatti due conti. Voto: 6
  Carey Mulligan - Balenciaga e Dior Couture
Passiamo ad una delle protagoniste del Festival, suo malgrado. Il Grande Gatsby è uscito, l'abbiamo visto, abbiamo soddisfatto la nostra sete di COLONNE SONORE MERAVIGLIOSE, FOTOGRAFIA DA PAURA, COSTUMI FANTASTICI, LEONARDO DI CAPRIO INNAMORATO e CAREY MULLIGAN STRACCIAMINCHIA. Ma non è questo il momento di parlarne. Piuttosto, parliamo del fatto che per una volta Carey sorride, per una volta si sforza di non sembrare un topo schifato dall'esistenza umana e ci grazia di qualche spasmo facciale. Son cose eh. Al photocall si presenta con una tuta di Balenciaga per la quale potrei donare il mio primogenito, mentre alla première con un abito in quello che sembra raso duchesse in un delicatissimo color cipria, sogno proibito di tutte noi femminucce che vorremmo vestirci di rosa dalla mattina a sera. Cercando di alienare il mio giudizio dall'antipatia che mi provoca la sua visione, bisogna dire che ha fatto delle scelte apprezzabili, eleganti e di classe. Tutto questo frequentare Anna Wintour alla fine funziona. Ricordiamoci che Il Grande Gatsby era uno dei film più anticipati del Festival (se non dell'anno proprio) e lei una delle attrici più attese. Ha saputo mantenere una coerente linea di eleganza minimale e discreta, nonostante la LOBBY DEI GIOIELLIERI DI CANNES e contrariamente a tante altre attrici che avevano poco o nulla da dire. Brava Daisy. Voto: 9 
 Cara Delavigne - Burberry e Roberto Cavalli; Emma Watson - Chanel Couture
Che bello riassumere tutte quelle che non mi piacciono nella stessa foto. Mi sembra di fare ORDINE nel mondo. Cara Delavigne, presente a Cannes perché ______________, ha indossato i soliti 750 g di trucco eccessivo, uno straccetto di Burberry (hai la psoriasi, ti capisco amica, capita durante i periodi stressanti e soprattutto se ti sgamano con una bustina di coca sotto casa, ma sceglierti un abito che possa nascondere le macchie no? Non ve le insegnano queste cose alla scuola di Victoria's Secret?) che non ci dice niente. Nemmeno MEH. Voto: 5 In una delle centordici serate è andata poi ad una delle centordicimila feste organizzate da Roberto Cavalli. Sono spaventosamente stupita perché non è il solito tubino stretch animalier con tagli asimmetrici e applicazioni di Swarovski. Voto: 8 Emma Watson: Ma. Che. Noia. La preferivo in versione trash. Voto: 5 
 Audrey Tatou - Prada; Freida Pinto - Gucci; Isla Fisher - Oscar de la Renta;  Sharon Stone - Roberto Cavalli; Dita Von Teese - Elie Saab
Audrey Tatou ha scelto qualcosa di inaspettato: non è un Chanel, non è un Marni, non è nero. Cos'è? E' un PRADA. E la cosa inaspettata è che non è neppure il peggiore che ha sfilato a Cannes. Voto: 8
Freida Pinto essendo indiana dovrebbe seguire sempre alla lettera il dress code del suo paese: colori accesi e tanto oro. Non sbaglia mai. Voto: 8
Isla Fisher: non so voi ma io l'ho riconosciuta solo a metà film. E continuavo a pensare “dio mio quanta strada hai fatto da I LOVE SHOPPING!”. Spero che sia la volta buona per lei di non essere più scambiata per Amy Adams (e viceversa). Voto: 7 (troppa roba Isla, less is more da queste parti).
Sharon Stone: OH MA QUANTO NON SEMBRI VECCHIA SHARON. OH MA QUANTO TI MANTIENI BENE SHARON. OH MA QUANTO SEI FIGA PER L'ETA' CHE HAI. Oh ma chissà se il prossimo anno riusciremo a dirti qualcosa di nuovo tipo, che so, CHE FORSE E' ORA DI BASTA DI VESTIRSI COME UNA SMANDRAPPONA? E no, non sei elegante. Voto: 4 
Dita Von Teese: peccato per quella faccia sempre plastificata. Elie Saab non se lo merita. Voto: 7.5
 Lana del Rey - Lena Hoschek; Florence Welch - Miu Miu;  Milla Jovovich - Prada e Chanel Couture

Chiedersi perché Lana del Rey fosse a Cannes è un po' inutile, è come chiedersi PERCHE' IO NON FOSSI A CANNES.
Di fatto lei ha solo il nome sulla canzone che più corre e ricorre nel Grande Gatsby, ma vabbhè. Non sono una fan della sua musica e nemmeno del suo stile che forse è più apprezzabile quando è casual che quando è sul red carpet. Poverina, dimostra ancora che non sa che pesci pigliare (e quei capelli poi, da una scala che va da TROPPO a DIOMIOSTAIESAGERANDOCONILNERO sono scuri a livello FAIL). Voto: 4 
Florence Welch purtroppo è della stessa compagnia di Lana, non si capisce perché. Spero che l'abbiano pagata tanto. Voto: 4 
Milla Jovovich, grande cotta anni '90 di qualcuno d'importante se ancora la chiamano, sceglie abiti che c'azzeccano come la bresaola a merenda. E quindi forse sono anche accettabili, forse. Ma la realtà è che no. Voto: 6
 Nicole Kidman - Giorgio Armani; Uma Thurman - Atelier Versace; Marion Cotillard - Dior;  Olivia Palermo - Roberto Cavalli

Nicole Kidman ne ha indossati parecchi di abiti e questo dovrebbe essere quello della cerimonia di chiusura. Accanto a quello dell'apertura si può tranquillamente dire che sono tra i migliori del Festival e non potrei essere più felice di vedere che finalmente Armani ha cambiato un po' stile. Linee delicate, tessuti dai colori presenti in natura. Sembrano -finalmente- lontani i tempi di Lady Gaga. Voto: 9 Uma! Uma! UOMA THURMAN! Ma che santo dio ti sei messa addosso? L'armatura dell'Uomo di Latta di Oz? Un Versace che sembra comprato nel negozio per abiti da cerimonia su Paolo Sarpi. Diciamolo. Voto: 5 
Marion Cotillard: forse non uno dei migliori quest'abito che sembra troppo over, quasi fuori taglia. Non oso pensare che Raf abbia sbagliato qualcosa (scusa Raf, io sempre e solo cuori per te) ma penso che il pezzo all'interno del bustier non era del tutto necessario, maniche comprese. Voto: 6.5 Olivia Palermo: CREDETECI. Si è messa uno scempio del genere. Ora tocca eliminarla da tutte le board FASHION ICONS di Pinterest. Ci hai sconvolto Olivia, non ce lo meritavamo. Voto: 4
 Laetitia Casta - Dior Couture; Tilda Swinton - Haider Hackermann;  Rosario Dawson - Marchesa; Asia Argento - Ermanno Scervino

Infine, concludiamo con la Signora Maxibon (ma già da qualche tempo si parla di crisi) in un abito INDICIBILE (scusa ancora Raf) e che riesce nella malaugurata impresa di sembrare pure volgare. Certo c'è sempre di peggio ma è pur sempre Dior. Voto: 2 is megl che uan
Tilda è così figa, ma così figa che una foto da davanti è troppo scontata. Il dettaglio di questo completo è così perfettamente Swintoniano che non servono ulteriori commenti. Per fortuna che c'è Tilda. Voto: 9 
Rosario Dawson: avete notato che quando c'è qualcosa di fuori luogo e di pacchiano è sempre di Marchesa che finiamo a parlare? Questi abiti potranno andare bene a Hollywood nei party organizzati dal marito della Chapman ad uso e consumo dell'industria cinematografica americana, ma in Europa sembrano solo un mucchio di carta stagnola. Voto: 4 
E per concludere con gli elementi fuori luogo di questo Festival eccoci arrivati alla madre di tutti gli imbarazzi: Asia Argento. L'immagine della vera eleganza. Voto: 3 
E ora concludiamo con un dolcetto, con il macaron dei nostri sogni. LUI, dolce, intramontabile, affascinante, sempiterno LEO.

Io Gatsby l'ho visto e mi è piaciuto.
Io posso capire che a qualcuno non possa piacere la regia di Luhrmann, il suo modo di fare film, il suo essere barocco (nella fotografia, nei costumi, nelle musiche) con storie non contemporanee, con il suo scegliere trame d'altri tempi che hanno come minimo comune denominatore lo struggimento (Romeo + Juliet, Moulin Rouge).
Ho letto il libro e pur non annoverandolo nei miei romanzi preferiti di sempre, non ritengo di poterci sputare sopra: è una bella storia raccontata con un interessante punto di vista (quello di un uomo fragile, ma quando mai di questi tempi). Il film a mio avviso è meraviglioso: in certi punti rasenta il ridicolo (la scena di Gatsby che aspetta Daisy tocca punti di comicità da serial americano) e in altri la poesia. Ovviamente sono una fan di Leonardo e il mio giudizio non sarà mai del tutto imparziale ma io trovo che la sua interpretazione sia stata davvero da Oscar, anche e soprattutto ora che ha il viso arricchito dalle rughe che donano ai suoi personaggi sfumature di maturità che in quel ragazzino efebico di Romeo + Juliet in pochi avevano intravisto. Carey Mulligan poi, per quanto siamo tutti d'accordo che sia odiosa almeno quanto Anne Hathaway, è stata la scelta più azzeccata per il personaggio di Daisy Buchanan: una borghese arrivista e senza scrupoli noncurante degli altri. Pensandoci, una come Michelle Williams poteva tranquillamente rubarle la parte ma riflettiamoci bene: Daisy è una che all'inizio del libro l'ammiri per le sfumature di saggezza che fa intuire (“I hope she'll be a fool -- that's the best thing a girl can be in this world, a beautiful little fool”) e giunta alla fine la vorresti prendere a sberle, perché ha lasciato l'uomo che l'ha amata fino all'ultimo secondo da solo, come un cane, come non si meritava. E chi meglio di una con quella faccia poteva suscitarci la stessa epidermica antipatia?

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