Il mercato più grande e famoso di Milano…?

Creato il 23 settembre 2013 da Nonnaso @NonnaSo

Questo sabato mi sono data all’esplorazione di uno dei più famosi mercati rionali di Milano, che ancora non avevo visitato (vergogna, in tutti questi anni che vivo in città..lo so !) ovvero il mercato che si tiene tutti i martedì e sabati in zona corso Sempione, in via Fauchè.

Ne ho sentito dire meraviglie, sia da fidate amiche, che sulle varie brochure “per turisti” che lo includono nei propri tour della città come una delle mete più in per lo shopping al risparmio perciò, vista la bella giornata, mi sono detta: perché no? Sei un’esperta di mercati e mercatini e ormai ti manca solo questo…

Anzitutto,  mi sono goduta uno splendido giro in tram per le vie della “mia” Milano: splendidi vialoni alberati in quartieri residenziali con case (ville in effetti) belle da paura, e poi un tuffo nella zona della movida di Sempione/Arco della Pace, per approdare infine, dopo meno di 5 minuti di cammino, alla famigerata via Fauchè, da cui il mercato prende il nome.

E lì, una volta arrivati al mercato, meraviglia delle meraviglie…un bel mercato grande, e  ben disposto, lungo tutta la parallela di Corso Sempione (che sono quindi un sacco di bancarelle!!). Gli occhi mi brillavano, non vedevo l’ora di tuffarmi fra tutto quel ben di dio e scoprire nuovi, impensati orizzonti di risparmio, portandomi a casa il mio bel bottino di acquisti a buon mercato…. Mi sono quindi avvicinata alla prima bancarella, e…. qui, il sogno si è infranto.

Si perché avrei dovuto sentire puzza di bruciato quando mi dicevano che era possibile acquistare dei veri capi firmati, scarpe di Prada, magnifiche imitazioni delle collezioni di borse appena uscite nei negozi di Montenapoleone… avrei dovuto chiedere QUANTO COSTAVANO.

Il mercato di Fauchè, infatti, è un paradiso per chi non vuole spendere 800€ per una borsa firmata e si “accontenta” di spenderne… 200.

Budget comunque, e decisamente, al di sopra delle mie possibilità di sempre.

Adesso non per fare la stracciona, ma andiamo: una borsa di Coccinelle a 250€? Una Celine con inserti in cavallino a 180€? (beh quello almeno era un prezzo onesto visto che si trattava della stagione attuale..). File e file di bancarelle con pregiate Prada Vintage, a non meno di 90€ al paio (le decolletè) e stivali di pelle (vitellino, un cuoio superbo non lo posso negare) a non meno di 140€ (quelli senza fima)…. Secondo la mia logica questi sono PREZZI DA NEGOZIO, non da mercato!

E perché mai, mi continuavo a chiedere, dovrei spendere tutti quei soldi per comprare la merce da una bancarella di mercato, che non è nemmeno un negozio? Proprio non riuscivo a capire, o a capacitarmene… per me il mercato, il bello del mercato, sta tutto da un’altra parte. Nei prezzi abbordabili, principalmente, e in quel sottile piacere di scavare su una bancarella per trovare un buon capo, onesto e affidabile, per pochi euro. E potermi magari vantare anche della mia fortuna, avvedutezza, o palese bravura nello scovare le occasioni! No?

Devo dire che a un certo punto, mi sono proprio intristita, e mi sono anche sentita oltraggiata, decisamente insultata dalla pretesa di questi signori di vendermi la loro merce a prezzi così inauditi (che poi, quando spalancavi gli occhi davanti a un cartellino ti guardavano dall’alto al basso come se fossi una pezzente… roba che capita solo entrando nei negozi di Montenapoleone – e per questo non ci vado -).

La passione mi è passata subito. Ho continuato ad aggirarmi per le bancarelle, valutando e osservando: maglioncini di cashmere qua (dai 90€ in su), pellicce sintetiche là (dai 270€… ma prodotte a Parigi eh! Ahahahaha!), la stagione estiva di Pinko appesa là in fondo (camicette a partire da 115€)… ma la poesia mi era passata tutta ed io, incredula e terrorizzata, subivo ogni enunciazione di prezzo come un duro  colpo al cuore.

Mi ha messo davvero tristezza dover arrivare alla consapevolezza di non potermi permettere di comprare nulla (o quasi) su quelle bancarelle di mercato… mercato che è diventato subito il più brutto mercato che io abbia mai visitato…e forse uno dei pochi da cui mi sia allontanata senza aver comprato nulla.

Certo, rimane il paradiso in terra di chi può affrontare una spesa del genere, e portarsi a casa dei pezzi firmati “a buon mercato” (se si fa il paragone con il prezzo originale), ma chi è in cerca di risparmiare qualcosina vestendosi e calzandosi dignitosamente è meglio che stia lontano dal mercato di Fauchè.

Una sola cosa ho visto, che mi sarebbe proprio piaciuto prendermi: un cappottino mezza stagione dalla splendida linea svasata, di gusto leggermente vintage, di un fantastico color senape. Ho rinunciato perché chiedevano 49€, che non sono neanche tanti in effetti per un cappotto, ma non he avevo bisogno BISOGNO…ho fatto la virtuosa…ma me ne sono pentita!

Per la cronaca, la mia giornata è migliorata lievemente quando mi sono incamminata verso la vicina Chinatown (Paolo Sarpi è a poche piazze di distanza in effetti), anche se poi l’amica con cui ero mi ha portata nei negozi più “italiani” dove c’erano in bella mostra collezioni di Patrizia Pepe, Cristina Effe, Egò, e compagnia bella… che comunque non rientrano nello spettro delle “merci abbordabili”, e quindi sono rimasta a capo come prima.

Ma poi  mi sono gettata sulla mia isola della salvezza: il centro commerciale “Corea style”, il The Orientall Mall, recentemente aperto proprio al centro di via Paolo Sarpi (al posto della vecchia OVS che è stata espropriata e ristrutturata). Un passo lì dentro, ed è stato come entrare nel Paese delle Meraviglie (in formato mignon)… come sentirmi a casa. Come essere tornata in uno di quei centri commerciali di Bangkok o Singapore che ho tanto amato.

La nostalgia mi ha presa (ma una nostalgia buona) e la giornata si è conclusa con un sorriso da bambina felice, mentre sfrecciavo dinuovo sul tram che mi avrebbe riportata a casa, in una luce crepuscolare magica, mentre stringevo le mie amate zuppe cino-giapponesi e i mochi comprati a 2€: un degno premio di consolazione, almeno, che non mi ha lasciata proprio completamente a bocca asciutta!



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