Il messaggio cristiano, il primato degli umili e la rivoluzione sociale

Creato il 15 marzo 2012 da Uccronline

Quando il quotidiano “Il Giornale” arresta per qualche giorno la sua guerra personale contro ogni decisione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia o il ministro Andrea Riccardi, è anche interessante darvi una lettura. Allo stesso modo si può dire del principale quotidiano italiano, “Il Corriere della Sera”. Quando interrompe l’opera di divulgazione dell’omosessualità, l’attacco ininterrotto (aldilà della cronaca) a Roberto Formigoni e alla Lombardia, allora si può tornare ad apprezzarlo.

Si scoprono così pagine culturali davvero interessanti, come quella dedicata qualche giorno fa al Vangelo e all’opera di rivoluzione culturale operata da Gesù. La firma è di Pietro Citati, noto scrittore e critico letterario italiano, il quale commenta questo brano del Vangelo di Matteo, dove Gesù dice: «Io ti glorifico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli». Questo viene definito da Citati il «cuore del paradosso cristiano». La rivelazione cristiana viene nascosta ai sapienti e agli intelligenti, cioè ai filosofi, agli scienziati, ai maestri di sapienza e di cultura, che ebraismo e classicismo hanno da sempre esaltato. La storia del mondo, dice Civati, è rovesciata, il cristianesimo si offre ai népioi, cioè nel greco classico ai bambini, agli indifesi, agli stolti, agli inesperti, agli ultimi (“che saranno i primi”), ai semplici di cuore.  Il Dio cristiano dona sapienza ad essi, li protegge, li difende e concede loro la luce della rivelazione. Il vero népios, afferma lo scrittore, «è sopratutto Gesù, che ci ha fatto conoscere quel Dio che nessuno aveva mai visto, e che ha scorto tutti i misteri della natura e della storia e i cuori degli uomini, che prima di lui restavano avvolti dalla tenebra».

Così il rovesciamento è compiuto, la condizione di népios, lo spirito di innocenza e di umiltà, che ai nostri occhi sembra insignificante, contiene una saggezza profondissima e ineffabile, alla quale la sapienza tecnica degli intelligenti non si potrà mai adeguare. Lo scrittore parla poi del capovolgimento assoluto della storia, cioè la stessa Incarnazione di Dio: non è più l’uomo che si umilia, o che viene umiliato: ma Dio che umilia se stesso, assumendo il corpo di un uomo, sia pure quello di un néuios , accettando di salire con questo corpo sulla croce, come scandalo e follia per gli uomini e per l’universo, e vivendo secondo umiltà (e mitezza e mansuetudine) nei suoi pochi anni di vita.

Il cristianesimo donò questa una nuova dignità agli indifesi, a donne e bambini. Eliminò, oltretutto, il concetto di proprietà: essendo innanzitutto figli di Dio, i bambini e la donna non potevano più essere trattati come una mero possedimento da parte del maschio. Questa rivoluzione sociale è la spiegazione più convincente di come da 12 apostoli si sia passati in 350 a 32 milioni di cristiani. Lo riconoscono gli stessi detrattori del cristianesimo, come gli italiani Corrado Augias Mauro Pesce«Non si può apprezzare la forza di queste parole [le parole di Gesù verso i bambini, Nrd] se non si considera che i bambini, in una società contadina primitiva, erano nulla, erano non persone, proprio come i miserabili. Un bambino non aveva nemmeno diritto alla vita. Se suo padre non lo accettava come membro della famiglia, poteva benissimo gettarlo per la strada e farlo morire, oppure cederlo a qualcuno come schiavo» (C. Augias e M. Pesce, “Inchiesta su Gesù”, Mondadori 2006, pag. 90).


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :