Magazine Attualità

IL METAROCK DEI DOORS #thedoors #raymanzarek #jimorrison

Creato il 22 maggio 2013 da Albertomax @albertomassazza

 

doors

Per parlare dei Doors non è sufficiente elencare i loro album ufficiali, 6 in studio e uno live, cercando di cogliere di ognuno le proprie peculiarità. La musica dei Doors è un discorso intorno alla forma canzone, diluita (The end), implosa (When the music’s over), frammentata e riaggregata (The soft parade), ma pur sempre forma canzone; e in quanto forma canzone, di per sè rimandante a sfere differenti da quella musicale: letteratura, teatro, politica e costume. In questo sta la cifra che differenzia il gruppo losangelino da tutti gli altri protagonisti dell’era epica (e tragica) del rock. Altri, prima e dopo i Doors, avevano mostrato spessore letterario, qualità comunicative, impegno politico, capacità di creare tendenza, ma mai tutto questo si era ritrovato concentrato in un’unica Band, anzi, in un singolo artista. Dylan, i Beatles, Hendrix, Janis Joplin si realizzavano nella loro musica; i Doors, in ciò che la loro musica realizzava: l’happening, la sensazione che tutto poteva accadere.

E’ paradossale che l’artista che ha incarnato in modo più completo la rivolta giovanile dei tardi anni sessanta, sia stato il primo a coglierne il fallimento (Five to one). Jim Morrison era il grande cerimoniere della presa di coscienza di un’intera generazione, colui che strappava il velo di Maya della società del benessere, mostrando le miserie dell’essere atrofizzato sotto la stoffa preziosa della religione del consumo. La musica, per quanto supportata da musicisti più che dignitosi (Manzarek, Krieger e Densmore), impagabili nel dare forma alle intuizioni visionarie di Morrison, era unicamente il mezzo veicolante l’happening, attraverso il quale venivano inscenati, in una parata al contempo tragica e grottesca, i grandi numeri universali della vita, tra mito classico e contraddizioni contemporanee, vocazione al martirio e trascendenza sciamanica, straniamento brechtiano e avanguardia off off Broadway.



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Il Papa dei poveri

    Papa poveri

    A pochi giorni dall’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio di Pietro, la sensazione è da tramonto di un’epoca. Ciò non implica un giudizio negativo sul... Leggere il seguito

    Da  Domenico11
    POLITICA, SOCIETÀ
  • Il governo dei lettaletta

    governo lettaletta

    Cari compagni e care compagne (di Silvio Berlusconi. Sì, care compagne di Silvio Berlusconi).Li avete sentiti gli ardori del giovane Letta? Leggere il seguito

    Da  Pdarcore
    POLITICA, POLITICA ITALIA
  • Il governo dei pescivendoli

    governo pescivendoli

    Premesso, ho grande rispetto per i pescivendoli. Li ritengo una categoria meritoria e indispensabile per avere un bel pesce fresco sulla tavola. Ma è una... Leggere il seguito

    Da  Agoerre
    ATTUALITÀ, SOCIETÀ
  • Il ritorno dei crucchi

    ritorno crucchi

    Questa frase del Dottor Stranamore, opportunamente tradotta in tedesco, potrebbe diventare il motto mancante sulle banconote dell’euro, l’emblema delle... Leggere il seguito

    Da  Tnepd
    SOCIETÀ
  • Il guardiano dei sogni

    guardiano sogni

    Camminava lentamente, lungo strade e vie della città, trascinando una valigia di cartone decorata con tante stelle di diverse dimensioni, legata con uno spago... Leggere il seguito

    Da  Molipier
    SOCIETÀ
  • Il deserto dei Tartari

    Ci risiamo, ecco che ritornano i Tartari. Ogni qual volta l’Union inciampa ecco che si profila un complotto. Un nemico. Questa volta è lo Stato, reo di averci... Leggere il seguito

    Da  Patuasia
    INFORMAZIONE REGIONALE, SOCIETÀ
  • Il debito dei DS

    L'inizio dell'articolo di Stefanio Feltri per Il fatto, sul debito dei Ds: una bomba che potrebbe scoppiare subito dopo le elezioni. Leggere il seguito

    Da  Funicelli
    SOCIETÀ