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Il metodo Turié

Creato il 08 ottobre 2011 da Domenico11
Il metodo Turié
Quella che vedete non è la rovesciata di Carletto Parola stampata sulle bustine delle figurine Panini scambiate, rubate, vinte a “cciappa a mattuna”, “batti”, “hiuhhia” o “vola vola”. No, è la copertina della settimana, Penna che dopo anni di schiena spaccata a terra e un’infinità di palloni “lisciati”, finalmente è riuscito a segnare un gol da play-station. Poco importa se, invece di contrastarlo, Mello gli ha scattato la foto mentre si alzava il pallone, e se Cosimo non ha nemmeno abbozzato la parata su un tiro così telefonato che ha ricordato quelle scene di Holly e Benji in cui, prima che si gonfi la rete, scorre il film di tutta la vita.
Niente scuse, però. Io per primo mi cospargo il capo di cenere. Ho letteralmente divorato un paio di gol. Anche se due, alla fine, li ho pur sempre fatti. Ma la prestazione della squadra è stata scialba, terminata, come spesso accade negli ultimi tempi, dopo una ventina di minuti. Appena caliamo di ritmo, ci puniscono. Sistematicamente. “Non so quanto” a tre è troppo. Anche perché non rispecchia i valori in campo. Bisogna rivedere qualcosa, i meccanismi difensivi lasciano a desiderare. Non vorrei fare la fine di Gasperini, con il suo colabrodo.
Passando alle individualità, Mello era l’ombra di se stesso. Davide in ripresa, con due assist e uno “scavetto” niente male. Però ancora troppo basso. Come Mello. In fase d’impostazione dovrebbero accompagnare di più l’azione. Bruno, reduce da un tour de force spossante, ha litigato per tutto il match con i legni della porta difesa da Ceo e alla fine ha alzato bandiera bianca. La differenza l’ha fatta il loro nuovo acquisto, un tedesco tutto corsa, Joseph Kolett, che ci ha messi alla berlina. Anche se noi gli abbiamo facilitato il compito, lasciandolo spesso solo e regalando troppi palloni agli avversari. Forse sarebbe il caso di provare con il “metodo Turié” (l’allenatore dell’Eufemiese ai tempi della storica promozione in prima categoria): passaggi contro il muro per migliorare il controllo della palla. Il Pulici ha confermato il suo buon momento, che però quando ha contro Ceo tanto buono non è. A Ntoni stavolta non è stato rimproverato nulla. Alla seconda partita della serata, è stato quello che ha corso di più. Sette polmoni. Forse qualcuno in più.
Abbiamo anche provato a prolungare la partita, confidando nei tanti recuperi fatti nell’extra-time. Quando però Mello è stramazzato al suolo senza che nessuno lo toccasse, abbiamo interrotto l’accanimento terapeutico.

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