Magazine Per Lei

Il mio silenzio

Creato il 21 luglio 2010 da Francescas

Cosa si prova quando la partita è persa ancora prima di giocarla?

Probabilmente nessun bravo giocatore potrà avere le sensazioni che sto sentendo io. Non è neanche rassegnazione. Magari lo fosse. E’ delusione, tanta. Quella di non essere arrivata in tempo per poter prendere ciò che definivo MIO.

Il destino a volte fa dei brutti scherzi e non c’è niente che una persona possa fare. Mi sono armata con tutto il coraggio, la forza e l’amore che avevo. Sono andata contro il destino ma lui è stato più forte di me. Ho lottato come la migliore delle guerriere. Ho perso con l’amaro in bocca perchè non ho neanche combattuto. E’ stata una battaglia in cui non sono riuscita ad assaporare il brivido delle mosse.

Ho perso. E da buona giocatrice e condottiera mi complimento con il mio avversario. Non posso dirti che sei stata brava perchè non abbiamo combattuto ad armi pari. Non ci siamo scontrate, eppure ti ritrovi con LUI e con il bel premio da mostrare. Non ti dirò che vorrei essere al tuo posto. No! Non ti darò questa soddisfazione perchè neanche ti conosco.

Non ti invidio perchè non hai neanche un briciolo della mia forza, della mia personalità e delle mie caratteristiche. Chiamami presuntuosa ma sento di essere più avanti di te anni luce anche se purtroppo l’età anagrafica non lo dimostra. Sulla carta erronemente risulti la gran donna e io la ragazzina.

Ora è tuo. Lui è tuo. Non so da quanto tempo ma so che lo è. Non ti invidio, non vi invidio. Probabilmente doveva andare così. Forse sono stata solo una povera illusa a credere di poter costruire qualcosa da sola esclusivamente con la mia volitività.
Non saprai mai quanto hai affondato nel mio cuore. Quello che posso dire con le briciole delle mie forze è che mai nessuna potrà amarlo come l’ho amato io. Mai nessuno potrà fargli vivere le sensazioni che sarei stata in grado di fargli toccare con mano. Nessuna, neppure tu con i tuoi occhi cielo, potrà fargli vedere attraverso i miei occhi – che non saranno come i tuoi ma sono belli ugualmente – l’amore che ho provato e provo per lui.

Lui ha scelto te come il Big di Carrie scelse la ragazza semplice. Ti definisco ragazza semplice anche se non ti conosco perchè te lo si legge negl’occhi. Il tuo volto e il tuo sguardo sono veramente tanto semplici.
E’ facile scegliere la strada più semplice per non percorrere quella più complessa. Io sono così. Complessa, attiva, vivace, matura per la mia età e piena di iniziative. Molte volte mi sembra di superare gli uomini nei ragionamenti, nello stile di vita e nel prendere posizione. Li supero e non mi vergogno di mettermi davanti ai loro occhi con la mia personalità. Questo è scomodo. E’ scomodo per  la maggior parte degli uomini.  E’ scomodo per chi come Lui non accetta una donna che possa ragionare, argomentare, parlare…

Con fierezza affermo di non essere una ragazza semplice. E allora un giorno mio caro Mister Big ti incontrerò e mi sentirai pronunciare queste parole “Ho una domanda per te. Perchè non hai scelto me?” Tu non saprai cosa dire, sarai stralunato e imbarazzato. L’unica parola che mi dirai sarà “Non capisco”. A quel punto ti saluterò e archivierò il tuo ricordo lasciandoti con un gelido “Non hai mai capito”.

Perchè non mi hai mai capito. Neanche quando l’evidenza dei fatti diceva tutto e quando io stessa ho detto tutto.

Leggerai le pagine del mio romanzo che purtroppo ti ritraggono. Ho scelto anche io la via semplice stavolta: ho scritto di quello che avevo più a cuore. Te!
Comporrai tutti i pezzi del puzzle, tutti gli indizi  che porteranno alla mia essenza.

Maledirai il giorno in cui avrai imbarcato la strada semplice? Chi lo sa!?

Solo il tempo potrà rivelarmelo. Ora sei un caso chiuso. Archiviato. Sei rimasto sulla scrivania del mio cuore per troppo tempo. Non voglio più precludermi niente. La gioia di vivere e di amare.
Soffrirò, farò fatica e ci starò male ma ne uscirò a testa alta; come ho sempre fatto. Solo con la testa di chi crede nelle proprie possibilità e nei sogni; quello sempre.

Mi chiuderò in qualcosa che non mi appartiene: il silenzio. Voglio amalgamare queste incontrastate sensazioni e abbandonarti al tuo destino. Quello con lei.

Perchè ora sul carro dei vincitori c’è lei e ci sei tu. Vi faccio i miei complimenti ma desidero non assistere alla vostra triste kermesse di piccoli sentimenti.
Ai miei occhi siete piccoli. Tu e lei. Così tanto piccoli che non voglio vedervi. Perchè tu Big non meriti il mio sguardo. Capiresti troppe cose e il mio stato.
Tutto questo non t’appartiene più. Non ti è mai appartenuto.

[silenzio]


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