Il mondo interno

Da Andrea_cusati
Viviamo in due mondi: il mondo esterno e il mondo interno.

Quando compresi di vivere due mondi il mio punto di vista cambiò parecchio.
Nonostante io creda che non esista una realtà sola e che la realtà sia un punto di vista relativo, tutto ciò che scombina l'ordine base che mi hanno insegnato/inculcato mi destabilizza abbastanza.
"Come ho fatto a non pensarci prima?"
Questa fu la domanda che mi feci mentalmente.
E' talmente ovvio in fondo: dentro di me, attraverso il mio cervello, io vivo una realtà, fuori di me nel mondo di tutti i giorni ne vivo un'altra.
E' il concetto dell'X = Y che spiegai nel penultimo post.
Interpretando vivo in un mondo parallelo dentro di me.
LA CONOSCENZA DEI DUE MONDI COSA MI HA FATTO COMPRENDERE?

Ho compreso così una cosa molto importante: se vivo in un mondo reale e uno astratto le regole per viverci cambiano per forza.

E' come se immaginassimo di vivere in un mondo dove c'è la vita eterna oppure in un mondo dove la gravità cambia o ancora in un sogno. Vivere in una di queste realtà ipotetiche non sarà lo stesso che vivere sul pianeta Terra. Le regole cambieranno senz'altro e dovremo adattarci a vivere in maniera diversa e a rapportarci in maniera diversa a una determinata realtà.

DENTRO DI NOI LE REGOLE CAMBIANO

Penso che probabilmente sia la cultura occidentale a farci pensare solo alla confezione e raramente a cosa c'è nella confezione.

Ad esempio io cerco di essere vegano tendenzialmente crudista (a volte sgarro sui formaggi che adoro) e lo faccio perché mi sento meglio da quando mangio in questo modo.* 
Cosa c'entra questo con i due mondi di cui parlavamo?
C'entra, perché sono stato spesso criticato da molti per questa mia scelta alimentare, criticato da gente che a 40 anni ha perso i denti, i capelli, pasteggia a vino e file di pastiglie, ha il diabete, il colesterolo alto, ulcere, appendiciti, ernie e chi più ne ha più ne metta.
Quindi questo mi riporta alla cultura occidentale della confezione bella e l'interno non importa.
Sì, perché stiamo molto attenti a tenere pulito il mondo esterno che vediamo (casa nostra, il nostro corpo esterno, ecc.) ma stiamo molto meno attenti a ciò che non vediamo dentro di noi e sbattiamo nel nostro corpo bibite allucinanti, medicinali distruttivi, cadaveri cotti e crudi in via di putrefazione.
Lo stesso lo facciamo con l'altro nostro mondo interiore e cioè quello psicologico.
Ci muoviamo con le stesse regole del mondo esterno e continuiamo a soffrire per le stesse cose.
Se fate caso nella nostra vita, gira che ti rigira, ricadiamo sempre sugli stessi punti e andando avanti con gli anni aumentano i segnali spiacevoli in noi.
Per anni buttiamo nel nostro corpo ogni tipo di sostanza chimica, di alcolico, di condimento, di porcheria e diamo la colpa alla vecchiaia se andando avanti abbiamo un sangue che fa schifo e un corpo devastato.
Per anni soffriamo sempre delle stesse cose e continuiamo a comportarci con la sofferenza al solito modo e non capiamo perché andando avanti ci sentiamo sempre più incazzati col mondo, sempre più sul confine con la follia e sempre più esasperati mentalmente.

E' COME SE NON RIUSCISSIMO A FARE ESPERIENZA

                                                                       

Come facessimo un harakiri quotidiano

E' come se stessimo tagliando il pane ma il dito a un certo punto è fra il pane e il coltello e noi andassimo avanti a tagliare e vedessimo che come il coltello ci taglia il dito esce il sangue e sentissimo un dolore ma noi andassimo ancora avanti a tagliare fino a mozzare il dito, da un problema semi serio ne avremmo scatenato un altro molto più serio ma in più la volta successiva tagliassimo il pane ancora così fino alla perdita di tutte le dieci dita.
Rendersi conto che le regole cambiano è un passo importante.
L'esperienza ci può sempre essere utile per riflettere e prendere la direzione migliore per il nostro benessere la volta successiva in cui capitiamo in una determinata situazione.
Quindi se mi taglio tagliando il pane in una determinata maniera cambio qualcosa e ci sto più attento la seconda volta.
Se per anni sto male di stomaco potrei provare a cambiare alimentazione e smettere eventuali medicinali cercando di vivere meglio.
Se soffro mentalmente per qualcosa e facendo come ho sempre fatto il dolore torna dopo un pò più forte di prima, forse dovrei cambiare approccio al dolore.

LA REALTA' E' CHE NESSUNO CI HA MAI SPIEGATO COME FARE

Mentre se per il mangiare è un discorso culturale complicato dove subentrano vari discorsi e molti se ne fregano o prendono sotto gamba il tema alimentare, per il discorso psicologico è molto diverso dato che soffrire, chi più chi meno, soffriamo tutti e dato che la conoscenza in materia psicologica è più limitata.

Nel mondo esterno è facile, se la macchina segna che è in riserva io vado a fare benzina, se vedo che col coltello mi taglio non ripeto, o cerco di non ripetere, due volte lo stesso errore.
Questo ragionamento ci frega sul mondo interno perché noi gestiamo il dolore psicologico esattamente come gestiamo quello fisico e cioè scappando.
Noi fuggiamo dal dolore.
Se ci scottiamo la mano toccando un oggetto molto caldo ritraiamo la mano di scatto, questo ci è utile altrimenti rimarremmo con un moncherino bruciacchiato, ma facendo lo stesso dentro di noi, cercando quindi di fuggire dai nostri dolori interni, non diamo pace a noi stessi per tutta la vita ed entriamo in un circolo vizioso senza fine.
Il punto è che nessuno ci ha mai spiegato che bisogna entrare nel dolore e andare alla sua fonte per riconoscerlo, accettarlo e comprenderlo (in una sola parola: ACCOGLIERLO).

COSA FARE PER ACCOGLIERE IL DOLORE?

Ho spiegato nel post che citavo prima cosa possiamo fare per accogliere il dolore e alla fine di quel post aggiungevo che si tratta comunque di una modalità base. 

Diversi nostri dolori nascono da situazioni che vanno risolte in noi. 
Le situazioni fonte di quel dolore si fissano in noi generalmente fra gli 0 e i 3 anni, quindi per andarci a lavorare io sono ricorso a una counselor in MCR.
Possono esserci altre strade ma la sostanza è questa e avendo a me cambiato la vita in meglio la condivido con voi con piacere.    

* Il crudismo è un discorso salutista di igenismo, in pratica con una dieta prevalentemente vegana-crudista, digiuni ed eliminazione di assunzione di qualsiasi farmaco il nostro corpo si equilibra fisiologicamente portando il sistema immunitario al massimo splendore attraverso un sangue pulito. Il fatto che noi esseri umani siamo vegani per natura ha diversi riscontri scientifici nel nostro corpo ma uno su tutti è il fatto che il nostro sangue è alcalino e non acido come quello dei carnivori.
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