Magazine Cucina

Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato ...

Da Gioia

gli arancini di...Camilleri

"Gesù gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta:

un ricordo che sicuramente gli era trasuto nel Dna, nel

Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli.

Ne sapeva a memoria la ricetta.... "

da - Gli arancini di Montalbano -A. Camilleri -

"Dove c'è la volontà, c'è un modo "

"Come scope d'acciaio il vento e la neve

avevano spazzato la strada dell'inverno. La casa sprangata, deboli messaggeri di calore Là dove avevano volteggiato gli uccelli il silenzio legò il suo lento possente destriero. L'unica ancora a giocare era la Mela

al riparo giù in cantina."

" Solo gli imbecilli non cambiano mai opinione "

"Le lacrime di Nietzsche"di I.Yalom ed.Neri Pozza -2006

Un incontro costruito a tavolino dall'autore , mai veramente accaduto , ma possibile, tra due uomini di alto pensiero con due vite completamente diverse ed in comune un " nodo nell'anima". Il dottor Josef Breuer, esimio fisiologo di Vienna con una brillante carriera di ricercatore interrotta dalle incipienti misure contro gli ebrei, una vita apparentemente integerrima nella borghese e tradizionalista Vienna di fine Ottocento, medico affermato, uno dei primi ad occuparsi di isteria con il metodo delle libere associazioni , amico e protettore del giovane Freud agli inizi del suo tirocinio come medico. Ed un tormentato Friedrich Nietzsche, combattuto tra la sua certezza di dover accettare il proprio destino sempre e le somatizzazioni molto dolorose del suo disagio interiore. Un uomo il cui corpo si ribellava alle regole impostegli dalla mente, in un gioco al massacro che lo porterà , questo nella realtà, ad una futura demenza . Un uomo capace di vedere oltre la tragicità del momento e della sua stessa fragilità, confortato da una massiccia etica laica , idealmente poco incline ai compromessi. Visionario,ma da altezze irraggiungibili, uomo "nato in anticipo" secondo la versione di Lou Salomè, artefice sottotraccia di questo incontro. La cura reciproca, che intraprendono uno per l'altro, nasce da un sotterfugio , ma si rivelerà un percorso per tutti e due necessario e significante. Si incontreranno dove non avrebbero immaginato, proprio nello spazio tra le visioni di Friedrich e l'umanità di Josef . La Cura aprirà loro delle porte che prima non riuscivano nemmeno ad intravedere, attraversate le quali ognuno di loro potrà riuscire ad amare il proprio destino. " Amor fati ... sceglilo il tuo fato, amalo !" dice Friedrich a Josef. Abbandonati gli abiti mentali e professionali, si daranno del tu. Non più il dottore ed il filosofo, ma due persone afflitte da una grave sofferenza interiore , infine emersa alla coscienza , che si prendono cura uno dell'altro. Al fine di affrontare ed accettare il proprio Esistere, alla luce di quel " divieni ciò che sei" che Nietzsche sosteneva con forza.

A tutti è dovuto il mattino,

ad alcuni la notte.

A solo pochi eletti la luce dell'aurora.

Antipasto del nord

Ingredienti :
300 gr. di salmone pretagliato, panna,erba cipollina, aneto ,maggiorana,4 piccole patate lessate,1 limone.
Ricetta :
versate la panna (da cucina)in un recipiente e mescolatela con il succo filtrato di 1/2 limone e lasciatela riposare per qualche minuto fino a che monterà un pochino.Una volta lessate le patate e raffreddate a dovere, si taglieranno a quadretti piccoli e si saleranno. Alla panna verrà aggiunta l'erba cipollina ed un po' di aneto e maggiorana sminuzzati e le patate.Si mescola bene il tutto fino ad ottenere un composto. Questo sarà la farcitura per le fette di salmone. Dopo aver arrotolato le fette di salmone al ripieno, si decoreranno con fette sottili di limone e ciuffi di aneto. Va servito freddo.

Natale

" L'unica gioia al mondo è cominciare.
E' bello vivere perché vivere è cominciare sempre,
ad ogni istante. "
(Cesare Pavese)

Amaretti sardi

Ingredienti: 950 gr. di mandorle dolci pelate

50 gr. mandorle amare pelate 800 gr. di zucchero semolato 10 albumi 4 limoni , solo la scorza ben lavata Macinare le mandorle (dolci e amare insieme) finemente, mettere in una ciotola con gli 800 gr. di zucchero, unire la scorza grattuggiata dei 4 limoni e mescolare con le mani. Consiglio: Fate prima una prova con un paio di amaretti così avrete il tempo giusto di cottura. Si conservano teneri in una scatola di latta, dopo qualche giorno saranno secchi ma ugualmente buoni! Poi montare gli albumi a neve ferma ( con un pizzico di sale). Unire all'impasto di mandorle dei cucchiai di albume montato, uno alla volta . Non inseritelo tutto, fate prima una prova: formate una pallina e adagiatela su un piatto, se si appiattisce un po' alla base vuol dire che l'impasto è pronto, altrimenti se risultasse dura aggiungete altro albume. Mettete l'impasto in frigorifero coperto da pellicola per alimenti per almeno 4 ore (volendo è possibile preparare l'impasto la sera, riporlo in frigo e infornare la mattina seguente). Trascorso questo tempo formate delle palline, grosse come noci, fatele rotolare in un piatto dove avrete messo dell'altro zucchero semolato e disponetele su di una teglia con carta da forno. Non mettetele tanto vicine perchè cresceranno in cottura. Infornate a 165° fino a che siano dorati, per circa 10 minuti , poi dipende dal forno e dalla misura delle palline.

Poesia

Cielo d'autunno

azzurro e grigio commuove. Ci incontrammo come scintille sparpagliate in varie direzioni. Ci separammo come se la scure avesse spaccato il centro della selce - Sostenuti dalla luce che portammo prima che sentissimo la notte. Selce, forse, fino a questo giorno se non per quell'unica scintilla . Emily Dickinson - Poesie - 1865

Il Tabbuleh

...praticamente un'insalata di prezzemolo :

600gr. di prezzemolo fresco

4 peperoni, rossi e verdi

1 mazzetto di menta piperita fresca

1 mazzetto di foglie di timo fresche

sale e pepe q.b.

250 ml. di olio extravergine d'oliva (!)

(*) Bulgur: frumento integrale cotto a vapore, poi seccato e macinato

Si lava il bulgur,in acqua fredda e lo si lascia a mollo per 15 min.

Si tolgono i gambi al prezzemolo e si sminuzzano le foglie a punta di coltello, poi si lavano tutte le verdure e si tagliano a dadini piccolini. Si mette la verdura in un'insalatiera capiente con l'aglio scamiciato e schiacciato, il succo dei due limoni e il bulgur scolato. infine si unisce la menta, il sale, il pepe e l'olio .

Poi si dovrà mescolare con cura una volta, lasciar riposare l'insalata per 10 min. e poi rimescolare per bene .

Il Tabbuleh si può servire ( se seguiamo i consigli di zia Salime...) in scodelle monoporzione, guarnite con foglie di lattuga .

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L'osteria del Gambero Rosso

"-Fermiamoci un po' qui , -disse la Volpe, - tanto per mangiare un boccone e per riposarci qualche ora. A mezzanotte poi ripartiremo per essere domani all'alba, nel Campo dei Miracoli."...

aforismi di Totò

" A volte è difficile fare la scelta giusta, perchè o sei roso dai morsi della coscienza e da quelli della fame. "

" A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare ? "

" L'uomo è ciò che mangia "

Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai,degli arcobaleni. Erri De Luca

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-... " Don Gaetano la vostra pastepatate non ha concorrenti."

- " Fa piacere vedere che tieni appetito,pigliatene ancora, ce ne sta. Favorite. " ...

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L'etica e la dietetica del pensare...

" C'è una regola nella dieta del mangiare e del bere che invita a non trascurare i consigli della natura riguardo all'appetito, e di smettere di mangiare se, dopo una piccola pausa, si nota che essa non ha bisogno più di nulla, anzi rifiuta il cibo. Il lavoro intellettuale procede allo stesso modo . La testa si rifiuta, in certo qual modo, di continuare a lavorare, ma le permette di occuparsi di un'altra specie. Ricordarsene è un pezzo della dietetica del pensare . "

( aforisma di I. Kant riportato dal libro di F.Rigotti "La filosofia in cucina " ...che ci ha ispirato il titolo del nostro blog !!)

Quando per me i diamanti sono una leggenda

spargo spille ed orecchini

e li espongo in vetrina.

la mia arte trovò acquirenti

in un giorno d'estate.

Fu una regina - una volta -


" la poesia serve per nutrire quel granello di pazzia
che tutti portiamo dentro e senza il quale
è imprudente vivere "


F.Garcia Lorca

Crema di porri e zucca


Per fare questa delicata zuppa d'autunno servono 1,5 kg di porri, 2 scalogni ,olio d'oliva extravergine, sale e pepe, un quarto di zucca tagliata a cubetti e 1,5 l. di brodo vegetale, zenzero e rosmarino.
Tritate gli scalogni finemente e cominciate a farli appassire con un pò d'olio.Si uniscono poi, i porri tagliati a rondelle sottili fino ad ottenere una leggera doratura. Aggiungete a questo punto il brodo bollente, aggiustando di sale e pepe. Ora è il momento di metterci la zucca, che avrete precedentemente tagliato a piccoli cubetti e spolverato di zenzero. Si cuoce per mezz'oretta , mescolando bene. Infine si frulla il composto fino ad ottenere una morbida crema di un colore arancione chiaro. Infilate nella zuppa un ramoscello di rosmarino lavato ed asciugato e lasciatela riposare per cinque minuti.
Va servita in piatti caldi , versata sopra fette di pane integrale un pò abbrustolito ...un giro d'olio e sarà un vero piacere sorbirla in una serata di ottobre !

Pasta e Vongole

Le vongole vanno lavate sotto un getto d'acqua , tenute tra le mani, leggermente scosse e poi lasciate almeno tre ore in acqua di mare pulito,o in alternativa, si possono mettere in una bacinella con acqua e un cucchiaio di sale marino . C'è chi le tiene in frigo e chi fuori. Occorre mezzo spicchio d'aglio, qualche peperoncino , prezzemolo tritato. Naturalmente olio extra vergine di oliva, e un pacchetto di spaghetti.

Una volta raccolti tutti gli ingredienti sul tavolo di cucina, si mette a bollire una pentola d' acqua salata per la pasta, si tolgono le vongole dalla bacinella e si deve filtrare un poco dell'acqua rimasta. Mentre la pasta cuoce si fa scaldare l'olio ,l'aglio e il peperoncino in un padella larga . Quando sarà ben caldo si rovesciano dentro le vongole , si rimesta un paio di volte, poi la padella deve essere coperta. Il fuoco abbassato al minimo.

Scolata la pasta , si controlla che le vongole si siano tutte dischiuse e a quel punto si aggiunge del prezzemolo tritato.

La pasta scolata viene versata nella padella insieme alle vongole, è sempre consigliabile toglierne tre cucchiaiate per poter meglio condire la pasta nei piatti. Se la pasta risultasse un pò troppo asciutta si può aggiungere un paio di cucchiai di acqua delle vongole filtrata.

Si serve nei piatti aggiungendo le vongole, tenute da parte, in modo da guarnirli.

Prima di mangiare si consiglia di annusare il piatto così composto, per poterlo gustare pienamente con tutti i sensi .

Il minestrone di Padre Pons o la follia dei giusti...

"...La donna terminò la sua zuppa lentamente, coscienziosamente, raccolse il brodo con un pezzetto di pane asciugando la porcellana fino a renderla immacolata, indifferente al resto. Intorno a lei tutti gli scampati ripulivano il piatto con altrettanta cura...."-

Minestrone, minestra, zuppa.

Certo, direte voi, adesso ci vogliono insegnare a fare un minestrone... No, questa non è una ricetta è una lente d'ingrandimento sulla semplicità ed unicità degli ingredienti-personaggi che uniti e mescolati nel ribollire insieme, creano quella magia di sapori da sorbire cucchiaio dopo cucchiaio.

La miscela degli elementi crea un equilibrio di forza e passione, ciò che ognuno da solo non avrebbe potuto dare, nell' insieme risulta perfetto , così come nel minestrone, l'alchimia si rivela nel profumo.

L' ingrediente magico sarà una buona dose d' immaginazione . Usatela subito, mentre tagliate le carote per la signorina Marcelle, la farmacista, che come la carota è dura al taglio , ma poi si scopre dotata di tanta dolce generosità, da culminare nel sacrificio di sè.

Aggiungendo i piselli poi, potreste vedere nel loro correre e scapparvi dalle mani , la gioiosa vivacità dei bambini di Padre Pons mentre giocano nel cortile dell'orfanotrofio... e ancora la cipolla, ovvero quel soldato tedesco capace di commuoversi e di trovare dentro di sè sentimenti di compassione, nel deserto di una guerra feroce e senza ragioni. Infine l'ingrediente che lega insieme tutti gli altri sapori, la patata che rimanda al geniale ed amorevole Padre Pons, il collezionista . Colui che tiene unito il resto del mondo, distratto dalla ferocia, alle sue radici più delicate.

A voi la fantasia di aggiungere il resto degli ingredienti e dopo circa una ventina di minuti potrete sentirne il profumo, dunque lasciate che vi avvolga.

In fondo anche il minestrone non è che una collezione di sapori unici e diversi tra loro .


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