Il Parlamento è un cabaret. Fra mazzi di rose (Calderoli) e autoassoluzioni (Alfano) siamo alla commedia più tragica

Creato il 17 luglio 2013 da Massimoconsorti @massimoconsorti
La deportazione di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alma, è stata concordata tra l'ambasciata kazaka in Italia, nelle persone dell'ambasciatore Yelemessov e del primo consigliere, e i vertici del Viminale nella persona, sembra, di Giuseppe Procaccini. L'incontro al vertice, è avvenuto la mattina stessa del prelevamento della signora Ablyazov e di sua figlia ad opera di quaranta fra agenti e funzionari della polizia di stato, manco si fosse trattato del capo di AlQaedain Italia. Ma tant'è. L'Italia ormai è diventato il paese delle barzellette su Mohammed Esposito per cui, chiunque bussi alle porte dei ministeri, purché rappresentante di uno stato estero, trova immediata apertura e altrettanto ascolto. Su questa vicenda, per la quale pagheranno come sempre solo i burocrati, ieri il vice-premier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha dato la sua versione in Parlamento. Non gli ha creduto nessuno ma lui è rimasto al suo posto per la semplice ragione che, da quando si è insediato il governo LettaLetta, basta che Brunetta dica “Occhio che cade il governo”, tutti i misfatti si perdonano. E questa, Silvio, la chiama “pacificazione”. Il Parlamento è diventato, ormai da tempo, il luogo in cui chi mente non paga pegno, la realtà diventa fantasia e viceversa; le commedie o, peggio, le farse, sono all'ordine del giorno. Piero Grasso, il presidente del Senato, si indigna per la giacca variopinta (con i colori della pace) del senatore grillino, ma dice grazie al senatore Calderoli, dopo l'imbarazzante dichiarazione auto-assolutoria sul caso Kyenge. “Le invierò un mazzo di rose – ha detto Cita – come mi ha consigliato di fare quel gran viveur del senatore Compagna”. Gli stava scappando un “casco di banane”, ma poi non lo ha detto perché si è ricordato che la banana è il frutto che preferisce, soprattutto quando lo stacca direttamente dal ramo. Il Parlamento è diventato un teatro dell'assurdo. Mai sentite tante puttanate in un luogo che dovrebbe rappresentare la nazione, e se tanto ci da tanto, viene una tristezza incredibile a pensare come questa nazione è ridotta. Ma da un luogo in cui si certifica che Ruby è egiziana e nipote di Mubarak cosa pretendete, la serietà? La compostezza? Grandi voli giuridici e legislativi? Pieno come un uovo di nani (la statura fisica non c'entra una mazza, parliamo di moralità) e di mignotte (le prostitute comunemente intese sono esenti dal commento), il Parlamento italiano è diventato un luogo irrespirabile, pieno di indagati, di messi sotto accusa, di corrotti e corruttori, concussori e malversatori, soggetti indegni di sedere in qualsiasi altro consesso civile, consiglio di presidenza della Bocciofila di Sampierdarena inclusa. Un po' cloaca, un po' luogo prescelto da perditempo senza arte né parte, l'italiota Circo Barnum si è arricchito negli anni di veri e propri maestri dell'equilibrismo, gli stessi che sono andati a dare una pacca sulla spalla d'o' Schiattamuort, dopo l'informativa data alle Camere sul caso Shalabayeva. Fra i “battitori di pacche” anche Pierfy Casiniil quale, dopo il fallimento del matrimonio con Mario Monti, è in cerca di un accasamento, nuovo o vecchio non importa purché si accasi: lui da solo non può stare. Ma fino a quando è Casini a complimentarsi con Alfano, non ci si può sorprendere più di tanto. Viene da piangere invece, quando a credere alla versione-gruviera del vice premier, è tutto il Pd. Silvio, questa, la chiama pacificazione. 

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