Sarà capitato un po’ a tutti di entrare in città da Via delle Repubbliche Marinare Via Marina o passare dal Viale Augusto a Fuorigrotta, così come a Giugliano Villaricca e in tutta l’area adornati sino a qualche tempo fa da esotiche palme che ci collocano con orgoglio nell’antica culla della cultura dell’ Europa Meridionale alla pari di Grecia e perché no di Israele o Turchia. Dobbiamo però parlarne al passato, perché ripercorrendo gli stessi luoghi, ci ritroviamo di fronte un desolante ed inquietante spettacolo di morte di questi stupendi alberi, col solito contorno di degrado diffuso; per settimane rimangono con questi rami morti penzolanti. Il fenomeno è tristemente noto a tutta l’area tanto che gli studiosi indicano con la data del 2015 la fine di tutte le palme asiatiche, sensibili al parassita denominato appunto Punteruolo Rosso, ma, e scusatemi il paragone, guardando questo spettacolo, non si può non pensare alla situazione della nostra provincia.
La seconda triste, e a mio avviso non finita, profonda crisi dei rifiuti, ha evidenziato, se ce ne fosse ancora bisogno, la completa incompetenza e fragilità del nostro sistema politico/sociale / economico. Passeggiando ancora una volta in queste strade sommerse di sacchetti di plastica e di tutto ciò che avanza non solo nelle “civili” abitazioni, da qualsiasi estrazione politico e sociale si appartenga, non si può non pensare che stiamo facendo la stessa fine degl’alberi.
Dopo vari terremoti sociali, dopo quello reale del 1980, che ci hanno sempre più posto di fronte i reali problemi di gestione di queste terre, dopo campagne elettorali svolte da uomini che chiedendo il voto, proponendosi risolutori in quanto conoscitori, noi ci troviamo sempre al “palo”. L’assoluta disgregazione sociale che questa crisi economica invece di debellarla la sta addirittura alimentando , ci sta sempre più facendo sprofondare e ritornare in quegl’anni bui in cui il nostro popolo è diventato un aggettivo negativo “NAPOLETANI” La città torna sulle prime pagine; perché parlare di Napoli fa sempre notizia gli altri godono dei nostri guai, non solo per la “munnezza” ma perché ritornano le zone off- limit coprifuoco compreso. Stiamo veramente tornando indietro e, credetemi, non si riesce a giustificare il tutto solo con la scusa di avere una classe dirigente penosa.
E’ questa la vera assonanza con il fenomeno del Punteruolo; noi siamo come quelle povere Palme che assistono passivamente il proprio destino; l’insetto le può colpire da un momento all’altro c’è solo la differenza che persino i vegetali se potessero reagirebbero noi invece, risultiamo completamente “piantati”.
Facendo una breve ricerca, da quando si è manifestato nelle lontane terre d’oriente, non si è ancora trovato disinfettante idoneo a debellare l’insetto, dobbiamo necessariamente uscire dalla metafora e mostrare amore per la nostra terra che vuol dire per noi e i nostri figli.
Antonio Germano
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