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Il ritorno di Berlusconi, verso la ‘battaglia finale’ per la sopravvivenza

Creato il 07 dicembre 2012 da Candidonews @Candidonews

Il ritorno di Berlusconi, verso la ‘battaglia finale’ per la sopravvivenza

Ok signori, abbiamo scherzato. Il Pdl, che ha approvato tutti i provvedimenti del governo Monti dal novembre 2011 ad oggi, ha deciso improvvisamente che è arrivato il momento di ‘ribaltare’ il tavolo mandando a casa il Premier.

Mandare a casa Monti, sicuri che sia questo il vero obiettivo di Berlusconi? Naturalmente No. In realtà le elezioni sono in programma per aprile e, visti i tempi tecnici, potranno essere anticipate al massimo di una ventina di giorni, a metà marzo. Di cosa stiamo parlando quindi?

Parliamo ovviamente degli interessi del Cavaliere. Il Governo dovrebbe votare il provvedimento sulla incandidabilità dei condannati, il ministro Passera avrebbe dovuto procedere con l’assegnazione delle frequenze tv, il processo Ruby sta andando avanti ed alcuni ipotizzano di una sentenza (di condanna) già a gennaio. Gustizia ed affari economici. Eccoli i veri motivi che spingono Berlusconi ad accellerare la fine della legislatura.

La scommessa dell’ex Premier? Recuperare un po’ di consenso perso nei mesi scorsi, tanto basta per evitare al CentroSinistra di ottenere una maggioranza netta nel prossimo Parlamento.

Come fare? Sfruttando l’antimontismo che si respira da tempo nel paese. Dopo un anno di governo, i fondamentali economici manifestano la grave crisi in cui si trova l’Italia. Lo spread si è abbassato, lo stato incassa più tasse ma l’impoverimento generale aumenta, la disoccupazione giovanile tocca punte del 35%, il settore sanitario è al collasso in molte regioni, le difficoltà non risparmiano neanche le grandi imprese. Aggiungiamoci il salasso che tanti italiani saranno chiamati a pagare a dicembre con le rate dell’Imu ed ecco spiegato il ‘golpe’ politico di Berlusconi.

Andare ad elezioni cavalcando il malcontento verso Monti e le manovre lacrime e sangue. Un Berlusconi ridisceso in campo dopo ventanni per risollevare l’Italia dalla crisi a cui è stata portata nell’ultimo anno da un governo che ha solamente tassato e tagliato, senza mai investire nello sviluppo, nella crescita e nell’equità.

Tutto giusto, se un ragionamento di questo tipo venisse da Di Pietro , da Rifondazione Comunista o da Beppe Grillo. Peccato che in quest’anno il Pdl abbia approvato tutti i provvedimenti draconiani di Monti, senza dimenticare che tali provvedimenti si sono resi necessari a causa della totale inaffidabilità ed inettitudine del Governo Berlusconi, il quale per anni ha sottovalutato la crisi economica troppo preso a sfornare le solite leggi ad personam.

Non importa, non fa niente. La coerenza non è di questo mondo, tantomeno del Caimano. Poi, si sà, gli italiani hanno la memoria corta. Insistendo sulla deriva anti-Monti forse il Pdl riuscirà a recuperare qualche indeciso o deluso. Vincere le elezioni è impossibile, impedire a Bersani e soci di vincere è fattibile. Bastano pochi punti percentuali in più per il Centrodestra e qualcuno in meno per il CentroSinistra e probabilmente il prossimo Parlamento non avrà una maggioranza chiara. Il centro di Casini, Fini e Montezemolo potrebbe ottenere pochi senatori, tali da far tornare il pallino in mano al Cavaliere, pronto a barattare un eventuale sostegno al prossimo esecutivo (Monti bis, Passera o chissà chi altro) in cambio delle solite garanzie su Giustizia e Televisione.

Siam sempre lì, Lui ed i suoi interessi. Nel 1994 scese in campo per evitare il fallimento delle sue aziende e la galera per lui e per i suoi accoliti. Nel 2013 accadrà di nuovo. «Vogliono farci finire in galera» si vocifera abbia detto ieri l’ex Premier. Frase non molto diversa da quella udita da Montanelli e Biagi nel lontano 1993 «Se non vado in politica, mi mandano in galera e mi fanno fallire».

Nei talk show spariranno i tecnici e torneranno i politici, anzi i ‘falchi’. Brunetta e Santanchè la faranno da padrone. In pochi giorni siamo tornati indietro di un anno.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano tutti quei giornalisti che solamente un anno fa si dicevano sicuri del tramonto politico di Berlusconi.  Lo sò, non dovrei riprorre ancora una volta alcuni brani di miei articoli passati. Però lo faccio lo stesso. Alla faccia di quelli che negavano l’evidenza. Ovvero l’impossibilità del ‘ritiro’ del Caimano.

20 novembre 2011: (una settimana dopo le dimissioni)

Il Caimano sembra un ricordo eh? Tutti i commentatori politici si affrettano ad archiviare l’esperienza del berlusconismo. Repubblica stampa addirittura uno dei suoi Atlanti per mettere la parola fine ai diciotto anni di ‘regno’ del Cavaliere.

Ma voi ci credete veramente? Davvero siete convinti che l’uomo piu potente d’Italia lasci l’unico mezzo che gli ha permesso di proteggere e sviluppare i suoi interessi economici e personali? Berlusconi potrà anche decidere di ‘farsi da parte’ per un po’ ma nessuno mi potrà mai convincere che un uomo dall’ego cosi sviluppato come il suo sia davvero convinto di abbandonare. Alfano candidato Premier? Forse. Berlusconi rimarrà comunque un leader potente e pronto a ritornare ‘direttamente’ in campo quando l’occasione sarà propizia.

Un nuovo partito? Una lista personale? Tutto è possibile, l’unica cosa impensabile è che il Cavaliere esca di scena. Non avrebbe piu protezioni per i processi ed appoggi per i suoi interessi economici.

29 marzo:

Nei prossimi mesi Berlusconi, sempre nell’ombra, cercherà di ricostruirsi una nuova verginità politica mentre Monti ed i Professori affronteranno le ire e le insidie del Parlamento e delle turbolenze politiche.

Dopodichè, ad inizio 2013, Silvio tornerà in prima linea. Rimane ancora da capire in che modo. Da leader del Centrodestra, da leader di una nuova lista  o da padre nobile in attesa di accomodarsi al Quirinale

Come annunciato da noi mesi fa, Lui è tornato. Più agguerrito che mai. Ed è per questo che ‘riapre’ la nostra rubrica. ‘La Battaglia Finale’ è iniziata da dove era terminata poco più di un anno fa. E’ cambiato solo l’obiettivo. Non più il Quirinale ma la mera sopravvivenza. E sappiamo tutti che un animale braccato è molto, molto pericoloso. Nei prossimi mesi scopriremo quanto.

Qui trovate gli altri numeri della rubrica.


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