Ho scritto questo thriller religioso sulla scia del successo dei romanzi di Dan Brown e di tutta la produzione filo-mariana che ne è derivata. Lo ammetto, come Dostoevskij disse che siamo tutti figli del cappotto di Gogol’, anch’io sono figlio di Dan Brown. Ma scrivere di un tema inflazionato o già trattato dev’essere giocoforza una strada preclusa? Io credo di no. Perché non posso dire la mia su chi fosse Gesù e che cosa facesse nella vita di tutti i giorni? Dovrei “tarparmi le ali” solo perché Dan Brown o 100 altri autori ci hanno già romanzato sopra? No, grazie. Ecco perchè nell’ottobre 2010 ho scritto questo romanzo breve su Cristo e un fantomatico vangelo del suo amico più caro e più fedele discepolo. L’ho dapprima pubblicato in cartaceo su una piattaforma di self-publishing ma il responso del mercato è stato tutt’altro che roseo. Le vendite si arenavano all’interno della cerchia di amici, conoscenti e parenti. Poi a dicembre 2011 la svolta: Amazon permetteva anche agli autori italiani di pubblicare sul Kindle store. Da una parte c’era sicuramente la gioia nel vedere le vendite salire alle stelle (sono stato bestseller nei top 100 per tre mesi), dall’altra il dispiacere e un pizzico di nervoso per gli strali e gli insulti neanche tanto velati che arrivavano man mano.
Mi viene contestata la brevità del testo, ma per 0.89 euro non si può pretendere un mattone alla Ken Follet o Dan Brown stesso. Se avessi scritto un libro di 400 pagine, lo venderei a più di 89 centesimi, no?
Mi viene contestata la mancanza di verosimiglianza della trama. Trattasi di fiction, di un romanzo, di una storia ricamata e infiorettata: non è la vita reale, è un libro!
Le recensioni che rasentano la sgradevolezza sono quelle che fanno dell’ironia gratuita, rasentando a volte anche la mancanza di tatto, come quel lettore che mi ha preso in giro per la dedica a mia madre. Una recensione dovrebbe essere una critica costruttiva, non denigratoria o superficiale. E’ vero che de gustibus non est disputandum, ma sarebbe quanto meno auspicabile che questi gusti fossero giustificati e motivati.
Per il resto è un libro che sta ottenendo reazioni negative anche per la forte illazione che faccio sulla vita di Gesù. Se si è particolarmente suscettibili o fortemente credenti, ammetto che la mia ipotesi possa far storcere il naso. Eppure recentemente sono stati ritrovati testi in Giordania e alcuni frammenti di Vangeli apocrifi che corroborerebbero il mio scenario.
Che altro dire? Non vi resta che leggerlo e farmi sapere cosa ne pensate. Il giudizio del popolo dei lettori (quelli seri) è sempre sovrano.
Il segreto di Gesù eBook: Germano Dalcielo: Amazon.it: Kindle Store





