“Il seno” – Philip Roth

Creato il 04 giugno 2011 da Temperamente

La bella Dafne in alloro, Gregor Samsa in un scarafaggio e David Kepesh in seno. Sì, tra tutte le metamorfosi possibili il protagonista di questo racconto, partorito dalla fantasiosa mente di Philip Roth, si è trasformato, da professore di Letterature comparate, in un enorme mammella femminile di settanta chili. Che sia stata la letteratura a giocargli un brutto scherzo, rendendo reale ciò che per anni ha spiegato e letto nei libri di Kafka e Gogol? O è impazzito per davvero?

Qualunque sia la verità, David non ha altra scelta se non quella di accettare questa sua nuova condizione: un seno relegato in una clinica, un seno senza gambe, senza braccia e senza occhi. Il suo accesso al “mondo” si deve solo al tatto, che gli permette di vivere momenti di piacere sessuale, e all’udito con il quale può, tra le altre cose, ascoltare le opere di Shakespeare. Non può vedere, ma in compenso può parlare dando voce alle sue ‘giuste’ reazioni. Una cosa è certa, certe cose sono più straordinarie di altre e questa è una di esse.

Un racconto inquietante e paradossale allo stesso tempo, una storia che si legge in poco tempo e che lascia al lettore ampio spazio di interpretazione circa la vicenda, costellata di numerosi riferimenti letterari. E voi… se la vostra metamorfosi stesse lì lì per cominciare cosa vorreste essere? Quale il male peggiore tra essere uno scarafaggio, rimanere senza naso o diventare un seno?

Simona Leo

Philip Roth, Il seno, Einaudi, 2005, pagg. 66, euro 8,80.


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