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Il silenzio dell'AGCOM

Creato il 01 giugno 2011 da Funicelli

L'autority per la garanzia delle telecomunicazioni ha accertato una violazione della par condicio per l'intervento di Celentano adAnnozero: il cantante ha espresso il suo desiderio di voto e ha parlato del referendum sul nucleare (e sull'acqua e sul legittimo impedimento).

Nessun ospite di un programma può dichiarare il suo voto, tranne i politici rappresentanti di partito e i comitati elettorali. Ecco come cancellare il referendum in televisione e fermare chi soffia verso il quorum, cantanti, scrittori, attori. L'ha deciso l'Autorità di garanzia nelle Comunicazione, commissione servizie prodotti, esaminando l'esposto di quattro commissari che chiedevano di sanzionare A n n o ze ro per l'intervento di Adriano Celentano a favore di Giuliano Pisapia.
Con il voto del presidente Corrado Calabrò, insieme con l'ex ministro berlusconiano Antonio Martusciello,l'astensione di Gianluigi Magri e il no di Michele Lauria e Sebastiano Sortino, l'Agcom ha deliberato un richiamo contro la Rai per aver violato la par condicio e imposto all'azienda - e dunque a Michele Santoro - di precisare la violazione commessa. Non c'è una multa per A n n o ze ro come accaduto per i telegiornali che intervistarono senza fare domande il presidente del Consiglio. [..]
Ma l'Agcom infligge un colpo pesante al referendum del 12 e 13 giugno sul legittimo impedimento, l'acqua ai privati e (se resistealla Cassazione) il nucleare: creando un precedente molto pericoloso per la libertà editoriale dei giornalisti.
Perché la prossima volta che Celentano, o chiunque non sia un politico politicante, dovesse prendere la parola in televisione sul merito del referendum, la multa dell'Autorità sarebbe scontata. E la Rai, in onore del quorum, non cadrà mai nel tranello Agcom con buona pace di Celentano, di A n n o ze ro e di chi voleva dare spazio a tutti per dare visibilità al referendum.
[Il fatto quotidiano del 31 maggio]
PS: Come mai Celentano non può esprimere un parere politico (di voto) mentre il direttore del TG1 (un servizio pubblico)può farlo?

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