Non vi sarà sfuggito il post in cui Camillo si lamenta dell’ipocrisia di quanti hanno storto il muso per la lezione di Corano tenuta a Roma da Gheddafi ma non hanno sollevato alcuna perplessità riguardo all’eventuale costruzione di una moschea a due isolati da Ground Zero, concludendo: “Gheddafi no, moschea a Ground Zero sì. La differenza? Berlusconi”. A me era sfuggito, ma Nicola Bergonzi me lo ha segnala e mi chiede di commentarlo.In realtà, la questione sollevata da Camillo non meriterebbe alcun commento, perché è costruita su una correlazione così goffamente surrettizia da costituire implicitamente offesa a chiunque venga offerta. La moschea a due isolati da Ground Zero, se e quando sarà costruita, potrà essere considerata una “vergognosa indecenza”, come lo stesso Camillo è disposto ad ammettere sia stata la “baracconata islamista” di Gheddafi a Roma? Non si tratterebbe di un edificio eretto su un terreno privato e destinato al culto islamico, in un paese che riconosce il pieno diritto alla proprietà privata e alla libertà di credo religioso, compreso quello islamico?Camillo è disposto ad ammettere che Gheddafi “prova comicamente a fare proselitismo islamico a Roma”, ma può ragionevolmente sostenere sia lo stesso per una moschea a New York? Ha notizia di moschee – di quelle già presenti a New York (una non lontana da Ground Zero, di cui nessuno s’è sognato di chiedere l’abbattimento o la chiusura dopo l’11 settembre) o di altre in qualche altro paese – che offrano 80 euro a ogni visitatore non musulmano disposto ad ascoltare una lezioncina di Corano, e 300 a chi sia disposto a convertirsi all’islam? E dunque: se in premessa non c’è alcuna sostenibile analogia tra le due cose, perché Camillo si aspetta identica opinione su entrambe? Una risposta c’è ed è proprio lui a darla: Berlusconi.È stato Berlusconi a consentire l’indecente show di Gheddafi, e questo è chiaro anche a Camillo: ora cosa può congruamente neutralizzare l’indecenza? Il non trovare indecente ciò che per Camillo dovrebbe esserlo, senza però essere in grado di produrre argomenti decenti per dimostrarne l’indecenza.Ma forse non è necessario andare tanto a fondo, perché il patetico azzardo polemico di Camillo può essere liquidato già in superficie: il tic di un furfantello in giornata poco felice.