Il Trombettista Luca Aquino al Bad King

Creato il 10 dicembre 2013 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

Luca Aquino

“Ho cominciato a suonare a vent’anni, avevo una tromba vecchia, ho iniziato a soffiarci dentro e per magia è uscito il suono quasi immediatamente”. Inizia così il racconto di Luca Aquino trombettista, flicornista e compositore di Benevento che mercoledì 11 dicembre sarà ospite al Bad King per un concerto live insieme a Carmine Ioanna. “All’inizio ho preso lezioni da un barbiere ex trombettista, poi ho partecipato ai seminari con Paolo Fresu e da lì è partita l’avventura. Soffiare in quel tubo d’ottone è stato bellissimo… a tal punto che da dieci anni è diventato un lavoro”.

Sono vari gli artisti con cui hai collaborato. E’ suadente il pezzo realizzato con Lucio Dalla. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

Lucio Dalla è stata una persona generosa, disponibile… un vero jazzista. Registrai Chiaro in Norvegia con tre artisti norvegesi e lui era stato invitato per la neo etichetta Tùk Music di Paolo Fresu. Gli proposi di cantare ‘La Mer’, mi diede del matto, disse di non aver mai cantato in francese, ma che lo sapeva parlare. In realtà non era vero, aveva un’interprete che gli spiegò tutto, e alla fine Dalla fece un lavoro formidabile. Mi invitò poi nel suo studio di registrazione ed incidemmo il pezzo. La nostra collaborazione è proseguita anche con Mimmo Paladino. Ciò che mi ha colpito di più di quell’esperienza è che non ci si deve prendere troppo sul serio.

Qual è l’esperienza più interessante che hai vissuto a livello artistico?

E’ stata un concerto di tre anni fa a Roccella con Enrico Rava e Jon Hassel, per me quest’ultimo è sempre stato un punto di riferimento ed incontrarlo sul palco è stato davvero emozionante, unico.

L’ultimo progetto è ‘aQustico’, cosa trasmette?

L’attuale progetto di ‘aQustico’ (con la Q di Aquino) è diverso dai precedenti. Per esempio ‘Icaro Solo’ è stato un po’ ostico, duro, difficile da digerire, pur avendo avuto un ritorno coinvolgente ed entusiasmante da parte del pubblico. Icaro voleva volare senza bruciarsi le ali… ‘aQustico’ invece trasmette più gioia, più felicità. Insomma, vedo che la gente si diverte.

Nella tua biografia si legge che in musica come nella vita attribuisci pari importanza al suono e al silenzio. Perché?

Sì, questo concetto fa parte della scuola di Miles Davis: la musica è bella se poi c’è il modo di rifletterci su. Una nota si assapora veramente quando è seguita da una pausa. Questo accade anche quando si chiacchiera. Una persona può dire mille cose interessanti, ma è il silenzio che da eco a quello che di bello vuole comunicare.

Cosa stai progettando adesso?

Ho in cantiere la realizzazione di un tributo molto largo ai Doors, non voglio fare cover, ma qualcosa che riesca ad evocare il loro messaggio.

Sperimenti vari generi musicali, diverse melodie, spazi dal jazz all’elettronico, cosa ti piace di più?

A me piace tutta la musica, ma per indole preferisco quella meno rigida, senza tanti paletti, quella più libera.

Mercoledì 11 dicembre ti esibirai al Bad King con Carmine Ioanna… Cosa avete in mente di realizzare?

Abbiamo una serie di sorprese in realtà… Dal 2012 sono entrato in pianta stabile nel quartetto di Manu Katchè, ma suonare in due ha tutto un altro fascino. Con Carmine Ioanna, grande pianista e fisarmonicista, stiamo portando in giro ‘aQustico’, siamo molto affiatati e sono sicuro che ci divertiremo. Beh, direi che lasceremo il segno.

Floriana Lenti



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