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Il trono di spade di George R.R. Martin. Capitolo 10: Jon

Creato il 09 febbraio 2012 da Martinaframmartino
Il trono di spade di George R.R. Martin. Capitolo 10: Jon

La copertina del primo volume dell'edizione ceca

Prima delle separazioni: la partenza di Jon. All’inizio sono tutti insieme a Grande Inverno tranne Daenerys che, per la sua stessa incolumità, è bene che sita ben lontana da Robert Baratheon. Ora i personaggi iniziano ad allontanarsi, e il mondo si fa sempre più vasto. Ogni volta che un punto di vista si allontana da un altro, o che ne viene creato uno nuovo dove prima non ce n’erano, la nostra visione del mondo è sempre più ampia, la comprensione maggiore… ma il ritmo rallenta, perché ogni climax deve essere preparato e per farlo servono pagine. Per questo molte persone si lamentano della lentezza di alcune fasi della saga. ma se bisogna preparare cinque climax contemporaneamente bisogna mettere a posto un bel po’ di cose.

La struttura è stata ispirata a Martin dal Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien: all’inizio Frodo e Sam sono nella Contea, poi si aggiungono Merry e Pipino, quindi Granpasso e così via. Il gruppo cresce, almeno fino all’incontro con il Balrog. Poi iniziano a perdersi alcuni pezzi per strada, o a separarsi per andare ciascuno su strade diverse. E la nostra comprensione della Terra di Mezzo aumenta considerevolmente. Poi, man mano, i personaggi si riuniscono e si arriva al gran finale.

Martin ha piazzato tutti insieme, poi pian piano li ha allontanati l’uno dall’altro. Jon e Tyrion stanno andando a Nord, Catelyn e Bran rimangono a Grande Inverno, Ned, Arya e Sansa si accingono a partire per il Sud. E poi avverrà qualcos’altro, ma è un po’ presto per parlarne. Martin intende comunque far riunire i suoi personaggi prima della fine, solo che li ha allontanati un po’ troppo, e che ha creato un po’ troppi personaggi – nei prossimi romanzi compariranno diversi punti di vista nuovi – per riuscire a farlo in fretta.

Jon va a trovare Bran. Nessuna gelosia, nessun odio fra loro perché il maggiore è un bastardo. L’unica che rimarca il punto è Sansa, troppo simile alla lady sua madre. Per gli altri Jon è il figlio di Ned e loro fratello, e questo basta. Non per lei, quella che misteriosamente Altieri definisce “un’ombra (…) seduta accanto al letto” (pag. 108) là dove Martin scrive chiaramente che “Lady Stark was there”. Altieri gioca un po’ troppo a fare il misterioso quando non serve, a cambiare i toni delle frasi smorzandole o rendendole inutilmente più sanguigne, spersonalizzando le partecipazioni emotive, ricordandoci che Catelyn ha “capelli neri” (pag. 107) che Martin descrive invece come auburn, ramati.

Catelyn ammette che il suo desiderio è stato esaudito, ma non come voleva lei. Attenzione ai desideri, potrebbero avverarsi. Vecchia regola da ricordare sempre all’interno di un romanzo. E per spargere un po’ di quel veleno che sente dentro la donna dice a Jon che avrebbe dovuto essere lui a schiantarsi su quelle pietre. Forse Altieri teme che in qualche modo la dolcezza del commento possa essere fraintesa, perché aggiunge di suo un ridondante “al posto di Bran” (pag. 108). In compenso questa battuta non è piaciuta a tutti, mostra un lato di Catelyn davvero poco carino contro qualcuno che non ha fatto nulla per meritarsi il suo odio. Per questo, per rendere migliore l’immagine della donna, in televisione la battuta non c’è. Come potrebbe la moglie di Eddard Stark essere meschina? Specie se poi deve compiere scelte difficili, a volte anche molto coraggiose. E allora si taglia sulle sue meschinerie. La televisione non è il posto migliore per le ambiguità, altrimenti si perde il ritmo. Catelyn si comporta da strxxxa? Una riga sulla battuta e via, passiamo ad altro, che tanto personaggi negativi ce ne sono e se serve li possiamo pure incattivire un altro po’.

Bello il saluto a Robb, anche qui senza tracce di gelosia. Bella famiglia, peccato che Robert sia andato al Nord. E poi c’è il saluto ad Arya.

Adoro i due personaggi, ovvio che adori anche questa scena. La piccola ha proprio un bel modo per fare i bagagli. E Ago…

Ovvio che se c’è una spada prima o poi sarà utilizzata. È anche bello vedere che non tutte le fanciulle sognano un destino di fragili principesse sempre bisognose di un uomo che le protegga.

Prima lezione: infilzali sempre di punta” spiega Jon (pag. 111). “Stick them with the pointy end”, e The pointy end è il titolo dell’ottavo episodio della prima stagione della serie televisiva, quello sceneggiato dallo stesso Martin. Lezione utilissima, infatti mi sono trovata a ripeterla a mia volta: http://librolandia.wordpress.com/2011/03/09/a-proposito-di-spade/. Credo di essermi calata un po’ troppo nei romanzi se anche nella vita vera ne ripeto le battute.

Jon dice che “Strade diverse a volte conducono allo stesso castello” (pag. 111), e io mi domando se si tratta solo di una battuta o se prima o poi lo vedremo accadere davvero.

Sotto la foto spoiler da Il grande inverno.

Il trono di spade di George R.R. Martin. Capitolo 10: Jon

Jon e Arya scherzano come di consueto, e ripetono quella che deve essere una battuta per loro normalissima: “Non-dirlo-a-Sansa!“. Forse avrebbero dovuto rendere partecipe anche Ned del loro scherzo. Se lui non avesse detto a Sansa che stavano per partire, lei non l’avrebbe detto a Cersei e le cose sarebbero andate in modo molto diverso.



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