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Il vecchio Stadio Bentegodi

Creato il 08 maggio 2013 da Dismappa

Posted on mag 8, 2013

Alla mostra al Palazzo della Gran Guardia

110 ANNI DI STORIA DELL’HELLAS VERONA

si può ammirare questo modello del vecchio Stadio Bentegodi

Il vecchio Stadio Bentegodi
modellino del vecchio stadio bentegodi di verona alla mostra 110 anni di storia dell’Hellas Verona
Il vecchio Stadio Bentegodi
modellino del vecchio stadio bentegodi di verona alla mostra 110 anni di storia dell’Hellas Verona
Il vecchio Stadio Bentegodi
modellino del vecchio stadio bentegodi di verona alla mostra 110 anni di storia dell’Hellas Verona
Il vecchio Stadio Bentegodi
modellino del vecchio stadio bentegodi di verona alla mostra 110 anni di storia dell’Hellas Verona
Il vecchio Stadio Bentegodi
modellino del vecchio stadio bentegodi di verona alla mostra 110 anni di storia dell’Hellas Verona
Il vecchio Stadio Bentegodi
modellino del vecchio stadio bentegodi di verona alla mostra 110 anni di storia dell’Hellas Verona

Ecco tre foto della demolizione del vecchio stadio Bentegodi in Piazza Cittadella (fonte)

 

demolizione vecchio stadio bentegodi verona

demolizione del vecchio stadio Bentegodi in Piazza Cittadella

demolizione del vecchio stadio Bentegodi in Piazza Cittadella

 Foto d’epoca (fonte)

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«Lì non giocate più». L’Hellas si fa lo stadio

ANNO DI GRAZIA 1914. Un contenzioso col Comune che sbarra le porte dell’impianto calcistico. Una polemica che dura da tempo e porta alla rottura tra Comune e società, costretta a giocare fuori casa 4 delle 5 partite del girone

Un’immagine di tanti anni fa, quando il vecchio Bentegodi si riempiva sempre di gente e di sogni. Il vecchio stadio è stato la culla del tifo gialloblù fino al 1963, quando venne inaugurato in piazzale Olimpia il nuovo Bentegodi

Un'immagine di tanti anni fa, quando il vecchio Bentegodi si riempiva sempre di gente e di sogni. Il vecchio stadio è stato la culla del tifo gialloblù fino al 1963, quando venne inaugurato in piazzale Olimpia il nuovo Bentegodi

la fine di ottobre del 1914 quando, sul giornale L’Arena, appare un lungo comunicato della dirigenza dell’Hellas Verona (il presidente allora era il comm. Luigi Bellini Carnevali) che denuncia il mancato rinnovo di concessione dell’uso dello Stadium (così allora veniva chiamato lo stadio comunale) da parte dell’Amministrazione comunale dell’epoca.  La polemica tra Comune e società calcistica dura ormai da tempo. Da una parte l’Amministrazione che insiste per la fusione tra l’Hellas e la Bentegodi (l’istituzione comunale all’epoca ospitava anche una squadra di calcio), dall’altra la società gialloblù che insiste per continuare ad esistere autonomamente. All’inizio del campionato di Prima categoria, girone F (oltre al Verona sono iscritti il Vicenza, il Venezia, il Padova, l’Udinese e il Petrarca Padova) la rottura è definitiva. Il Comune concede l’uso dello Stadium solamente per la partita inaugurale contro l’Udinese (onde evitare la sconfitta a tavolino), ma poi chiude a chiave i cancelli e l’Hellas Verona si trova in mezzo ad una strada. La dirigenza, comunque, non si perde d’animo. Chiede alla Federazione l’inversione di campo e gioca in trasferta le successive cinque partite. Intanto, nel lungo comunicato che appare sul giornale cittadino il 30 ottobre 1914, oltre a denunciare “l’ingeneroso e immeritato trattamento usato alla società dalla nuova Amministrazione comunale”, comunica agli sportivi “l’approvazione urgente del progetto della Presidenza per la immediata fondazione del nuovo campo sociale di gioco fuori di Porta Palio”. L’Arena si schiera a spada tratta dalla parte dell’Hellas, con un lungo commento nel quale non mancano violenti attacchi sia all’Amministrazione (“una cattiva rappresaglia antisportiva ed odiosa”), sia all’istituzione Bentegodi, accusata di aver organizzato, per propagandare la propria squadra di calcio, manifestazioni sportivi che avrebbero dovuto tenersi allo Stadium proprio in occasione delle partite dell’Hellas (“Polvere negli occhi per coprire alla meglio il rifiuto odioso e col puerile pretesto della propaganda sportiva. Troppo tardi questa propaganda, troppo mal fatta: se si può turlupinare una Giunta Municipale facilmente profana di sport, la istituzione comunale non creda di turlupinare la cittadinanza della cui simpatia tutte le associazione sportive ne abbisognano. E l’Hellas di questa ingiusta battaglia, per fortuna sua e per sua forza non ha che da compoiacersene”). Indietro, comunque, non si torna. La costruzione dello stadio (nella zona all’epoca chiamata Isola di Rodi viene affidata all’Impresa Tosadori. Scrive L’Arena il 7 novembre 1914: “… Anche senza citare che nessun campo di football italiano è meno lontano dalla città – anzi dal centro della città . di quello dell’Hellas conviene ammettere che il nuovo campo è assai comodo. A 800 metri dalla fermata del tram di Castel Vecchio, esso trovasi a cento passi dalla Porta Palio e cioè subito al di là del Canale Industriale. Il campo sarà cintato intanto con rete metallica; avrà l’ingresso sulla strada che conduce a Santa Lucia e sarà dotato di ampie tribune. Il campo di gioco risulterà uno dei più grandi d’Italia (105 per 60) e le squadre saranno ospitate in due eleganti salette”. Il grande giorno dell’inaugurazione arriva. E’ domenica 15 novembre: “Una meravigliosa giornata di autunno limpida e fresca; una festa simpatica completata da sole che ci volle offrire, a corona del nuovo e splendido campo dell’Hellas, lo scenario incantevole delle ridenti colline veronesi… Il pubblico numerosissimo (migliaia e migliaia di persone a piedi lungo viale Porta Palio e una notevole sfilata di automobili e vetture) che affollò ieri ogni ordine di posti ne restò meravigliato…L’Hellas non poteva trovare collaboratore più compito della natura per rendere il suo nuovo campo un delizioso ambiene: un ritrovo desideratissimo. E vien voglia di gridare al miracolo ove si pensi che in una settimana è sorto tutto quello che abbiamo visto su quel prato e venne così presto risolto, per entusiasmo sportivo, un così vasto progetto perfetto e finito in tutti i particolari”.

Giovanni Priante

Il nuovo stadio Bentegodi

Stadio “Marcantonio Bentegodi” – Piazzale Olimpia – 37138 Verona

Capienza Totale posti 39.211

Capienza tribuna stampa posti 160

Terreno di gioco 105 x 68 metri

Il vecchio Stadio Bentegodi

Regolamento d’uso dello stadio

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Integrazione al regolamento d’uso dello stadio

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Mappa dello stadio

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a cartina schematica raffigurante lo stadio Bentegodi con i vari settori, in grigio i posti riservati alle persone con disabilità:

Il vecchio Stadio Bentegodi

Storia

L’inaugurazione dello stadio “Bentegodi” risale alla stagione 1963/64, in occasione della partita tra il Verona e il Venezia.
L’attuale struttura è frutto della ristrutturazione dell’impianto originale effettuata in occasione dei campionati mondiali di calcio di Italia ’90. Lo stadio venne dotato di un ulteriore anello, dei posti a sedere per tutti i settori e della copertura.

Il vecchio Stadio Bentegodi
Il vecchio Stadio Bentegodi
Il vecchio Stadio Bentegodi

Settori

  • Parterre
  • Parterra Est, dedicata ai tifosi disabili
  • Poltronissime
  • Tribuna Autorità
  • Tribuna
  • Tribuna Superiore
  • Tribuna Stampa
  • Curva Nord, settore occupato dai tifosi del Chievo Verona
  • Curva Sud, settore occupato dai tifosi dell’Hellas Verona.

Accesso allo Stadio Bentegodi

Lato SUD

  • Cancello 18 – 19 (Curva SUD)

Lato EST

  • Cancello 12 – 13 (Poltrone EST)
  • Cancello 14 (Diversamente abili)
  • Cancello 16 (Fotografi)

Lato OVEST

  • Cancello 2 (Poltronissime OVEST T – U, Poltrone OVEST, Tribuna Superiore OVEST)
  • Cancello 23 (Poltronissime OVEST R – S, Poltrone OVEST, Tribuna Superiore OVEST)
  • Cancello 25 (Tribuna Stampa)
  • Cancello 27 (Tribuna Autorità)

Lato NORD

  • Cancello 6 (Curva NORD)

Ingressi Disabili

diversamente abili accedono dal cancello 16 a loro dedicato.

Ingressi Stampa

L’accesso dedicato alla stampa è il cancello 25, mentre per i fotografi è il cancello 16.

Stadio Marcantonio Bentegodi

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Lo Stadio Marcantonio Bentegodi è un impianto sportivo di Verona. Lo stadio è sede degli incontri interni delle due squadre di calcio professionistiche: Hellas Verona e ChievoVerona. Ospita, inoltre, le partite di Champions League delBardolino Verona[2], alcuni incontri di squadre giovanili, partite di rugby[3], manifestazioni di atletica leggera e saltuariamente anche concerti musicali[4].

Storia 

Inaugurato il 15 dicembre 1963, ha sostituito il vecchio stadio comunale situato nella zona di piazza Cittadella (oggigiorno al posto del vecchio stadio sorge un parcheggio). È dotato di una pista di atletica ad otto corsie che nell’agosto del 2010 è stata rivoluzionata (la vecchia pista si era ormai deteriorata) e sostituita da una nuova pista in asfalto, dipinta con i colori giallo e blu ed aperta al pattinaggio.[5]

La sua capienza è variata nel corso degli anni, soprattutto dopo i mondiali di Italia 90 quando vennero coperti tutti i settori ed eliminati i posti liberi[6]. Attualmente è di 42.160 posti, distribuiti su un parterre (di cui solo la parte est è oggi aperta al pubblico, limitatamente ai disabili e ai loro accompagnatori), tre anelli sovrapposti (poltronissime, tribuna e tribuna superiore) ed una tribuna stampa (182 posti).

Soprannominato stadio dei quarantamila, il Bentegodi si presenta all’interno come un ampio anfiteatro a forma ellittica. È intitolato alla memoria di Marcantonio Bentegodi, storico benefattore dello sport veronese del XIX secolo.

La presenza record allo stadio si fece registrare il 2 dicembre 1984 in occasione di Hellas Verona – Milan, quando si superarono i 48.600 spettatori (oltre 31.000 paganti e 17.545 abbonati)[7].

Progettato per rimpiazzare il vecchio stadio Bentegodi (inaugurato nel lontanissimo 1910), che ospitò numerose gare di calcio, di atletica (vedi le imprese del campione mondiale e olimpionico Adolfo Consolini) e addirittura di motociclismo, il nuovo stadio venne inaugurato il 15 dicembre 1963: gli scaligeri vennero sconfitti in casa dal Venezia per 0-1 (campionato di serie B).

La curva Sud è storicamente riservata ai tifosi di casa, la curva Nord ai tifosi ospiti, anche se i supporters del Chievo da diversi anni hanno iniziato una piccola “lotta” per ottenere la curva Nord che, per motivi organizzativi, il comune non concede loro. La tribuna Ovest (lato delle panchine) è invece attrezzata per la stampa[6]. Il terreno di gioco misura 105×68[6].

Nella stagione 1984-1985 è stato il teatro principale della storica conquista dello scudetto da parte del Verona e nella stagione 2000/2001 ha visto la storica promozione in serie Adel Chievo. Nell’ambito dei Mondiali di calcio Italia 1990 ha ospitato il gruppo E (Belgio, Corea del Sud, Spagna, Uruguay) e l’ottavo di finale fra Spagna e Jugoslavia; per quell’occasione era stato ristrutturato e dotato del terzo anello e di una copertura.

Fu anche sede della finale del campionato di rugby 1996-97 tra Benetton Treviso e Milan, incontro vinto dai veneti per 34-29[8].

Tra luglio e dicembre 2009 il Bentegodi è stato dotato di un tetto fotovoltaico, diventando così il primo stadio solare d’Italia ed il più grande impianto fotovoltaico d’Italia su una struttura sportiva, grazie all’installazione di 13.328 pannelli solari; con il ricavato dall’energia prodotta vengono coperti ampiamente i costi di manutenzione dell’impianto sportivo.[9][10]

Progetti di ristrutturazione

Lo stadio era in lizza per partecipare alla candidatura italiana per il campionato d’Europa 2016, poi assegnato alla Francia. In data 2 dicembre 2009 l’amministrazione comunale ha approvato il piano di ristrutturazione, per un importo complessivo di 40 milioni di euro, con lo scopo di adeguare l’impianto alle norme UEFA. Il progetto preliminare prevede il rifacimento di spogliatoi e tunnel d’entrata, l’ampliamento della copertura, l’eliminazione della pista di atletica, l’avvicinamento delle tribune al campo «alla inglese», la modifica dell’aspetto esterno dell’impianto (architettura in vetro) e la creazione di servizi per il pubblico come bar, store e ristoranti. Oggi il progetto è stato accantonato.


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