Magazine Diario personale

Il vento del cambiamento

Da Fioridilylla @c_venturini
Il vento del cambiamento Sono ormai cinque mesi che le mie settimane vengono scandite dagli appuntamenti con il mondo cinofilo friulano. 
Alcuni di voi lo sanno: il mio cane supera il concetto di "affetto" e "amore" e sprofonda nella dimensione di "anima". Lui è più che importante per me. 
Dopo aver lasciaro Roma, insieme, io e lui - a volte io, lui e mio padre - ci siamo immersi nella natura friulana e abbiamo iniziato ad esplorare. Sentieri. Foreste. Sterrati. Montagne. Cascate. Laghi. Abbiamo esplorato soprattutto il nostro rapporto, cercando strade per migliorarlo. Abbiamo dovuto dire alcuni addii e abbiamo dovuto imparare a gestire le assenze e le solitudini, i sogni lancinanti, la razionalità. Non so quanti di questi addii diventeranno corde in grado di riannodarsi insieme per costruire nuove reti magiche. So che, ora, in questo momento, scrivo con il mio cane accanto e, domani mattina, lui sarà il motivo per il quale accetterò di obbedire alla sveglia prima dell'alba e di seguire il nostro ritmo di movimento anche se sono significativamente stanca da queste giornate lavorative stressanti e piene di imprevisti e impegni.
Ho trovato un centro cinofilo per noi: forse ne ho già parlato? Ci ha accolto e ci ha accompagnato per mano, venerdì dopo venerdì, verso una serenità a lungo anelata, raramente vissuta. Semplicità, acuta comprensione dell'animale, profonda dedizione e spirito libero: queste sono le quattro motivazioni che mi hanno spinto a rimanere con queste donne. Sa solo il cielo quanto bisogno avessi di un posto del genere, di relazioni umane impostate su questi parametri e di condivisione di valori, "modus operandi", spigolosità, vissuti. Tra le lezioni di addestramento sperimentate a Roma e quelle seguite qui, io e Mercurio abbiamo fatto qualcosa come quaranta ore (o forse cinquanta) di corso. La verità è che ci divertiamo: ne abbiamo avuto bisogno però non nego il mio desiderio costante di stare in mezzo alla natura, di stare con i cani. Mi rilasso in questo contesto. E' l'unico luogo dove posso posare tutto e rilassarmi. Anche se lavoro.
Tantissime ore di addestramento ed esperienze diverse si sono concretizzate in una scelta: diventare io stessa educatrice cinofila o, comunque, seguire un percorso formativo per dare un senso a tutto questo impegno.  Ho iniziato, sapete? Qualche giorno fa. Continuerò per sei mesi, con tirocinio incluso. Come si può coniugare il social media marketing alla cinofilia? Un'idea in testa ce l'ho... ma non ne voglio parlare.
Nel mentre, ho portato avanti tutti i progetti pianificati la scorsa estate: due corsi di formazione realizzati e tre volte tanto programmati; il Progetto You Stringher è praticamente concluso e le novità lavorative nate dagli incontri, contatti, dal buon operare quasi terminate. Come in tutte le cose, ci sono stati successi, amarezze, illusioni e disillusioni ma questo mi sta permettendo di crescere e di diventare sempre più autonoma sul lavoro e nel mio sostentamento. Non posso ancora permettermi di vivere da sola ma sono in grado di mantenere me stessa e il mio cane sostenendo le spese importanti, in autonomia. Rispetto a un anno fa, dove non ero in grado nemmeno di acquistare un paio di jeans senza l'aiuto economico di un familiare, direi che ho fatto molti passi avanti. 
Qualche giorno fa ho ricevuto una e-mail da una persona disoccupata, che avrebbe voluto partecipare a un evento nell'ambito di You Stringher ma non poteva permetterselo. Leggere quelle poche righe mi ha riportato alla mente tutto ciò che io stessa, in prima persona, ho vissuto quando ero disoccupata e non avevo niente con cui cibarmi, a livello emotivo, se non la mia rabbia e la mia frustrazione, il senso di fallimento. Spero di aver dato a questa persona, rispondendo al suo messaggio, un senso reale di comprensione e di vicinanza.  Quella e-mail mi ha riportato alla mente anche la formazione appresa durante il servizio civile, sul come rispondere a qualcuno emotivamente molto provato. Ho capito che, per quanto duro sia stato il quadriennio a Roma, ho fatto tesoro di ogni esperienza vissuta. Sono felice perché sto ripartendo e sento di essere molto più salda e con i piedi per terra, di avere molti più strumenti emotivi a disposizione e di non cibarmi più di angoscia e tragicità. I risultati che ho ottenuto in questi sei mesi mi stanno mostrando una via, che intendo continuare a seguire, perseverando nella mia idea di sviluppo e in ciò che ritengo importante.

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